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Eroica Fenice

Il Giardino dei ciliegi

Il Giardino dei ciliegi: antitesi di ideologie

I giorni 8 e 9 giugno presso il Teatro Mercadante di Napoli, nel corso della VIII edizione della manifestazione Napoli Teatro Festival è stato rappresentato lo spettacolo Il giardino dei ciliegidiretto da Luca De Fusco, direttore del Teatro Stabile di Napolibasantesi sulla trama dell’omonima opera dello scrittore Anton Pavlovič Čechov, la cui Prima si tenne nel 1904 presso il Teatro d’Arte di Mosca.

L’opera narra di personaggi appartenenti alla borghesia ed alla nobiltà terriera russe, personaggi nobili, definiti dallo stesso regista De Fusco come “gente […] inattiva”, i quali nonostante si facciano portavoce di una cultura e di tradizioni proprie dell’antica aristocrazia russa essi non sono in grado, per mancanza di senso pratico, di far sopravvivere la propria classe sociale al fianco di quella borghese in un’epoca in cui la liberazione dei servi della gleba del 1861 ha portato la lenta e graduale nascita di una nuova classe sociale dall’identità materialista più che volta alla tradizione dei costumi antichi.

Il Giardino dei ciliegi al Mercadante

Questo scontro di “nature” si personifica in Ljuba, interpretata dall’attrice Gaia Aprea, e nell’amico Lopachin, interpretato dall’attore Claudio Di Palma, in quanto la prima non si mostra preoccupata del suo stesso futuro e il secondo, un contadino figlio di un servo della gleba divenuto ricco mercante, si mostra totalmente disinteressato al legame emotivo con il passato guardando al mero profitto economico derivante dalla vendita del Giardino. Viene sottolineato, così, come ognuno dei due sia manchevole di qualcosa: l’una della “praticità” l’altro dello “idealismo”.

In tale opera, inoltre, vanno a mescolarsi, in un’atmosfera del sognato e del simbolicocaratteri tragici a caratteri leggeri e se Čechov voleva farne una commedia e ne risultò una tragedia, Luca De Fusco, tramite una recitazione del “detto e non detto” e tramite un linguaggio portatore di elementi sia manifesti che latenti, ossia lasciati sottointesi allo spettatore, esprime appieno la diade letteraria del precetto e dell’effetto ed afferma che vorrebbe “poter vedere nella stessa platea qualcuno che piange e qualcuno che ride”.

– Il Giardino dei ciliegi: antitesi di ideologie –

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