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Eroica Fenice

14 punti di Wilson

I 14 punti di Wilson: aspirazione alla pace universale

I 14 punti di Wilson: il Presidente americano che intendeva promuovere una “pace senza vincitori”, basata sull’eguaglianza delle nazioni, sull’autogoverno dei popoli, sulla libertà dei mari, su una riduzione generalizzata degli armamenti.

Con l’entrata nella Prima Guerra Mondiale degli Stati Uniti al fianco della Triplice Intesa, nel 1917, l’andamento generale prese immediatamente una piega più chiara, profilandosi l’impotenza dell’Alleanza (ormai non più Triplice, ma Duplice col passaggio dell’Italia all’altro fronte) di resistere agli attacchi con un tale dispiegamento di forze, ben fornite di ogni tipo di materiale. Ma il Presidente americano Wilson sapeva benissimo che una guerra non finisce semplicemente con una vittoria e con la dichiarazione di fine delle ostilità: per essere certi che il periodo successivo porti effettivamente ad un periodo di pace e tranquillità, è necessario avere un’ampia visione delle prospettive.

Ecco dunque che l’8 gennaio 1918, il Presidente degli Stati Uniti d’America Wilson espose in un discorso tenuto davanti al Congresso il suo progetto per ristabilire la pace internazionale dopo la guerra mondiale che si avviava alla conclusione (sarebbe terminata nel novembre dello stesso anno). Le sue idee furono raccolte nei famosi “14 punti di Wilson”. Di questi, otto sono dedicati alla risoluzione di questioni geopolitiche specificamente legate al contesto internazionale dell’epoca ed hanno, dunque, oggi, un’importanza perlopiù storica. I restanti sei, invece, contengono la base di un progetto di pace democratica universale e sono quindi di grande interesse anche a un secolo di distanza.

Prima di affrontare concretamente i 14 punti di Wilson, è necessario capire bene quali idee sono alla base del pensiero che guidò il Presidente nella loro formulazione. Prima di tutto, egli aveva ben presente che una pace stabilita dai soli vincitori, così come era accaduto al Congresso di Vienna del 1815, seguito alla sconfitta di Napoleone, crea semplicemente le basi per nuove guerre. Quindi, l’idea fondamentale era un tavolo di pace aperto a vincitori e vinti, dalla stessa parte del tavolo delle trattative. La seconda idea chiave molto cara al pensiero di Wilson era l’affermazione senza se e senza ma, del concetto di Nazionalità. La nazione, cioè l’insieme di individui legati e collegati da una stessa storia, lingua, religione, usi, costumi e tradizioni, non può e non deve essere divisa, sfruttata, oppressa in quanto sarebbe la strada migliore per una nuova guerra.

I 14 punti di Wilson enunciavano:

  1. Pubblici trattati di pace, stabiliti pubblicamente e dopo i quali non vi siano più intese internazionali particolari di alcun genere, ma solo una diplomazia che proceda sempre francamente e in piena pubblicità.
  2. Assoluta libertà di navigazione per mare, fuori delle acque territoriali, così in pace come in guerra, eccetto i casi nei quali i mari saranno chiusi in tutto o in parte da un’azione internazionale, diretta ad imporre il rispetto delle convenzioni internazionali.
  3. Soppressione, per quanto è possibile, di tutte le barriere economiche ed eguaglianza di trattamento in materia commerciale per tutte le nazioni che consentano alla pace, e si associno per mantenerla.
  4. Scambio di efficaci garanzie che gli armamenti dei singoli stati saranno ridotti al minimo compatibile con la sicurezza interna.
  5. Regolamento liberamente dibattuto con spirito largo e assolutamente imparziale di tutte le rivendicazioni coloniali, fondato sulla stretta osservanza del principio che nel risolvere il problema della sovranità gli interessi delle popolazioni in causa abbiano lo stesso peso delle ragionevoli richieste dei governi, i cui titoli debbono essere stabiliti.
  6. Evacuazione di tutti i territori russi e regolamento di tutte le questioni che riguardano la Russia senza ostacoli e senza imbarazzo per la determinazione indipendente del suo sviluppo politico e sociale e assicurarle amicizia, qualsiasi forma di governo essa abbia scelto. Il trattamento accordato alla Russia dalle nazioni sorelle nel corso dei prossimi mesi sarà anche la pietra di paragone della buona volontà, della comprensione dei bisogni della Russia, astrazion fatta dai propri interessi, la prova della loro simpatia intelligente e generosa.
  7. Il Belgio – e tutto il mondo sarà di una sola opinione su questo punto – dovrà essere evacuato e restaurato, senza alcun tentativo per limitarne l’indipendenza di cui gode al pari delle altre nazioni libere.
  8. Il territorio della Francia dovrà essere completamente liberato e le parti invase restaurate. Il torto fatto alla Francia dalla Prussia nel 1871, a proposito dell’Alsazia–Lorena, che ha compromesso la pace del mondo per quasi 50 anni, deve essere riparato affinché la pace… possa essere assicurata di nuovo nell’interesse di tutti.
  9. Una rettifica delle frontiere italiane dovrà essere fatta secondo le linee di demarcazione chiaramente riconoscibili tra le nazionalità.
  10. Ai popoli dell’Austria–Ungheria, alla quale noi desideriamo di assicurare un posto tra le nazioni, deve essere accordata la più ampia possibilità per il loro sviluppo autonomo.
  11. La Romania, la Serbia e il Montenegro dovranno essere evacuati, i territori occupati dovranno essere restaurati; alla Serbia sarà accordato un libero e sicuro accesso al mare, e le relazioni specifiche di alcuni stati balcanici dovranno essere stabilite da un amichevole scambio di vedute, tenendo conto delle somiglianze e delle differenze di nazionalità che la storia ha creato, e dovranno essere fissate garanzie internazionali dell’indipendenza politica ed economica e dell’integrità territoriale di alcuni stati balcanici.
  12. Alle regioni turche dell’attuale impero ottomano dovrà essere assicurata una sovranità non contestata, ma alle altre nazionalità, che ora sono sotto il giogo turco, si dovranno garantire un’assoluta sicurezza d’esistenza e la piena possibilità di uno sviluppo autonomo e senza ostacoli. I Dardanelli dovranno rimanere aperti al libero passaggio delle navi mercantili di tutte le nazioni sotto la protezione di garanzie internazionali.
  13. Dovrà essere creato uno stato indipendente polacco, che si estenderà sui territori abitati da popolazioni indiscutibilmente polacche; gli dovrà essere assicurato un libero e indipendente accesso al mare, e la sua indipendenza politica ed economica, la sua integrità dovranno essere garantite da convenzioni internazionali.
  14. Dovrà essere creata un’associazione delle nazioni, in virtù di convenzioni formali, allo scopo di promuovere a tutti gli stati, grandi e piccoli indistintamente, mutue garanzie d’indipendenza e di integrità territoriale.


La gran parte dei 14 punti di Wilson sono rivolti alla composizione di problemi concreti dell’epoca. Wilson formula proposte relative al futuro dei morenti imperi russo (6), austro-ungarico (10) e ottomano (12), al Belgio (7), alla Francia e alla questione dell’Alsazia-Lorena (8), alle frontiere italiane (9), ai paesi balcanici occupati (11) e alla fondazione di una Polonia indipendente (13). Al di là dei singoli progetti avanzati dal Presidente, è possibile rintracciare un’idea di fondo che li caratterizza tutti: il celeberrimo principio di autodeterminazione dei popoli. Esso fu applicato soprattutto all’Europa orientale e al Medio Oriente, per riempire il vuoto lasciato dal crollo simultaneo dei tre grandi imperi multi-etnici (quello Russo, quello Asburgico e quello Ottomano). Tuttavia, data la complessità etnica, esso fu anche impropriamente utilizzato come pretesto per vere e proprie pulizie etniche e per la preparazione di nuove guerre, come la Seconda Guerra Mondiale e i conflitti che hanno insanguinato il Medio Oriente, nel corso del XX secolo.

Inoltre, scorrendo i 14 punti, notiamo anche che l’idea wilsoniana di autodeterminazione dei popoli è molto diversa da quella odierna. Essa, infatti, vale solo per i popoli occidentali, come ci accorgiamo leggendo il punto 5: mentre le dottrine della sovranità inviolabile e del principio di nazionalità sono inderogabili per gli europei, la stessa cosa non vale per le genti colonizzate, le cui rivendicazioni hanno “lo stesso peso” di quelle dei governi che le opprimono.

I restanti cinque punti, comunque, presentano una visione molto avanzata per l’epoca. Il punto 1, dopo aver chiesto trattati di pace aperti, propone di mettere al bando la diplomazia segreta (una delle ragioni del conflitto). Gli accordi segreti tra potenze avevano infatti caratterizzato buona parte dei passaggi chiave della politica estera negli ultimi decenni; tale stato di cose – noto ai governi, ma ignoto alla pubblica opinione – era stato clamorosamente smascherato poco prima dai bolscevichi i quali, appena giunti al potere in Russia, avevano pubblicato i patti segreti intercorsi tra lo zar deposto e altre potenze dell’Intesa – tra i quali il “Patto di Londra” – nei quali era «prefigurato il futuro dell’Europa e del Medio Oriente con una stupefacente mancanza di riguardo per i desideri o addirittura per gli interessi delle popolazioni delle varie regioni».

Coerenti con questa visione sono anche il punto 2, che chiede assoluta libertà di navigazione in acque internazionali (anch’essa diventata, da allora, un fondamentale principio di diritto internazionale) e il numero 4, che propone di ridurre gli armamenti allo stretto necessario per garantire la sicurezza nazionale. Entrambi, evidentemente, presuppongono una concezione pacifica e cooperativa delle relazioni tra società umane, piuttosto che una securitaria e competitiva.

Il punto 14, secondo il quale “dovrebbe essere formata un’organizzazione generale delle nazioni”, è chiaramente la fonte d’ispirazione per la Società delle Nazioni e per la sua continuatrice, l’ONU.

Il punto 3, infine, lega la democrazia internazionale all’adozione generalizzata di politiche economiche liberiste, con l’abbattimento di tutti gli ostacoli al libero commercio. La storia successiva delle relazioni internazionali è effettivamente andata in questo senso: pensiamo alla globalizzazione economica in cui ci troviamo a vivere.

Quale fu il destino dei 14 punti?

Basta scorrere i Trattati di pace separati (per ciascuno Stato), tenuti a partire dalla fine del 1918 a Versailles, per capire che i 14 punti di Wilson non furono affatto rispettati: prevalse in linea di massima il desiderio di prevalere e di schiacciare le potenze che avevano perso, con la spartizione di immensi Imperi Coloniali e con l’imposizione di tasse di guerra in oro che distruggeranno interi Paesi, dando spazio ai partiti nazionalistici che chiedevano una vendetta. L’unico punto che venne concesso a Woodrow Wilson fu proprio l’istituzione di un’Organizzazione mondiale. La sede prescelta fu Ginevra in Svizzera per la sua neutralità, il nome fu Società delle Nazioni: l’antenata dell’ONU.

[Fonte immagine: TheDailyBeast.com]

Nunzia Serino

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