I colori delle lauree: tradizione e significato

I colori delle lauree: tradizione e significato

Tra le cose che richiedono più tempo nei frenetici giorni che precedono la laurea c’è sicuramente l’estenuante preparazione di tutti i dettagli. Sembrerebbe che la discussione della tesi sia la cosa più difficile di tutto il processo, ma per molti non è così: laurearsi, indipendentemente dalla facoltà, comporta quasi sempre una serie di tradizioni universitarie che vanno rispettate. La lista sembra infinita: l’abito, la corona d’alloro, la scelta del locale e la tesi. Tutto però si riduce ad una cosa in particolare, che sembra legare questi elementi tra di loro: il colore. Ma quali sono nel dettaglio i colori delle lauree e cosa rappresentano?

Colore rosso: origini romane

Generalmente, il colore tradizionale che si associa alla laurea è il rosso: perché? Questa scelta ha delle antichissime origini, che risalgono addirittura all’antica Roma. Le persone che ricoprivano un ruolo importante all’interno della società romana (parliamo soprattutto di politici) indossavano delle toghe rosse così da essere facilmente riconoscibili. Il rosso è da sempre un colore associato all’idea di potere: è il colore del fuoco e della passione, ma è anche segno di un nuovo inizio. Per questo motivo, è usato in ambito universitario e rimane il colore predefinito.

Laureati con corona d’alloro – Pexels / foto di Riccardo Vespa

Colori delle lauree: significato e facoltà di riferimento

Con il passare degli anni, però, ogni facoltà universitaria ha deciso di adottare un determinato colore, simbolo della disciplina in questione. Generalmente, troviamo il bianco per la laurea in Lettere e Filosofia e in generale per gli studi umanistici, per rappresentare la purezza e la conoscenza; il bordeaux è usato dai laureandi in Lingue (eccezion fatta per chi si laurea invece in Lingue e Letterature Straniere, che sceglierà il verde scuro). Il colore di Giurisprudenza è invece il blu (simbolo della giustizia e della legge), mentre Architettura ha i colori nero e arancio. Chi si laurea in Psicologia avrà il grigio; il celeste è per chi si laurea all’Accademia delle Belle Arti. Il rosso è associato infine a Medicina e Chirurgia.

La lista è ovviamente molto più lunga; ogni regione italiana ha poi delle tradizioni particolari legate ai propri atenei, che a volte presentano più colori a seconda dell’università specifica: ad esempio, il colore generalmente associato alla facoltà di Scienze Politiche è il viola, ma a Bologna è possibile trovare anche il blu scuro.

A cosa servono i colori delle lauree?

Ora che sappiamo cosa simboleggiano i vari colori, è giusto chiedersi dove troviamo queste varie tonalità durante la laurea. Per esempio, la copertina della tesi, il fiocco posto dietro la corona d’alloro e talvolta l’abito stesso vengono scelti in base al colore simbolo della propria facoltà. Ma c’è anche chi opta delle bomboniere che richiamino quel colore, o addirittura chi organizza un’intera festa di laurea il cui tema è proprio quella tonalità.

Alla fine, però, la seduta di laurea è un’esperienza personale, e non esiste nessuna legge che vieta agli studenti di scegliere un colore diverso da quello “prestabilito”; è chiaro che, se si sceglie un vestito blu per la laurea in Architettura, i colori nero e arancio potrebbero cozzare un po’. La scelta è perciò libera: l’importante è sentirsi a proprio agio in uno dei giorni più importanti della propria vita. Si tratta alla fine di una piccola scelta personale che ci aiuterà a rendere ancora più speciale questo fatidico giorno.

Fonte immagine in evidenza: Freepik

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