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Eroica Fenice

Intervista a Zero in condotta- L’altra faccia della Letteratura

Girando nel web, qualche mese fa, mi sono imbattuta, per caso, in un blog ironico ed intelligente sulla letteratura, “Zero in Condotta – L’altra faccia delle letteratura“. Non ci potevo credere: per la prima volta a scrivere non era il solito laureato in filologia che voleva spiegare la letteratura con quella finta modestia da intellettuale, nè l’ennesimo disperato che non fa altro che lamentarsi -a ragione- della situazone disastrosa in cui versano i laureati in lettere italiani, ma qualcuno che finalmente la prendeva a ridere, trattando la letteratura come una questione quotidiana in maniera brillantemente leggera. Dopo aver riso molto con i suoi post che hanno alleggerito le mie giornate di studio matto e disperato, sentendomi molto vicina alle avventure rocambolesche di un filologo che si barcamena e riesce a sopravvivere grazie alla sua visione ironica della vita e della letteraturea nel duro mondo di ingegneri e medici, ho deciso si intervistare il curatore del blog, Antonio, aspirante insegnante, originario di Napoli ma residente a Roma.

Chi è Zero in condotta? Possiamo svelare la tua identità?

Mi chiamo Antonio Miele, un normalissimo trentunenne che dopo quasi 4 anni di Medicina ha deciso di dedicarsi all’insegnamento perché aveva capito che era lì che si facevano i soldi veri…Naturalmente mi sbagliavo!

In  uno dei tuoi post hai tentato disperatamente di spiegare cosa sia la filologia. Ti sono molto vicina in questa battaglia: vogliamo ribadire chi è il filologo? 

La filologia è il tentativo (che non sempre riesce) di ricostruire un testo di cui si è perduto l’originale o, nel caso della filologia moderna, risalire a tutte le variazioni che ha fatto l’autore in fase di stesura. Una persona decide di diventare filologo per passione perché è talmente innamorato della letteratura da volerne conoscere tutti i retroscena, tutti i significati nascosti. Il filologo non è come un chirurgo che disseziona la materia, è più come un innamorato petulante che vuole sapere tutto sull’oggetto del suo desiderio.

Come è nata l’idea di creare il blog?

L’idea del blog è nata da due motivazioni. Ho sempre scribacchiato racconti e raccontini che su Facebook ogni tanto pubblico sul mio profilo personale ma  che hanno sempre un che di malinconico, per cui un giorno la mia ragazza mi ha detto che forse non ero capace a scrivere cose più ironiche e leggere. Così gliel’ho fatta pagare creando questo blog. L’altra motivazione è stata la paura: mi ero appena laureato e avevo intuito subito che sarebbero passati un bel po’ di anni prima che fossi entrato in un’aula per insegnare, perciò mi era sembrata una buona idea ripassare un po’ di cose in questo modo e così mi misi a trascrivere le lezioni che facevo privatamente a uno studente. A dire la verità l’idea iniziale era quella di fare una serie di video intitolati “La letteratura per negati” e caricarli su YouTube, ma mi sono fatto talmente schifo in video che ho deciso di scrivere.

Immagina di avere davanti uno svogliato alunno quindicenne, uno di quelli che pensa “Ma Dante non aveva nient’altro di meglio da fare che scrivere tutte ‘ste cose?”. Credi si possa riuscire a farlo appassionare alla letteratura?

Per anni ho dato ripetizioni a tutta una generazione di bambini e adolescenti della stessa famiglia. Un giorno stavo spiegando Dante al maggiore, che all’epoca faceva il terzo superiore, e si è avvicinato il cugino che invece frequentava la seconda elementare. Dopo dieci minuti ero circondato da una decina di ragazzi che nemmeno sapevano chi fosse Dante. Non dico che l’impresa mi possa riuscire sempre ma credo che se uno fa quello che gli piace alla fine si vede. Il segreto consiste nel fatto di non mitizzare troppo autori e opere. Insomma, anche Dante se le sarà messe le dita nel naso qualche volta, per cui va trattato con il dovuto rispetto ma ogni tanto lo possiamo pure far scendere dal piedistallo. La letteratura è una passione, nessuno di noi ha scelto questo percorso per soldi o per la carriera. Abbiamo la responsabilità di non renderla odiosa a nessuno. 

Credo che l’ironia salverà il mondo…non so se salverà la scuola italiana però. Cosa pensi della situazione attuale della scuola e del sistema di “reclutamento” dei nuovi insegnanti (TFA)?

A volte ho l’impressione che la scuola italiana esista solo per una direttiva comunitaria: non ci sono investimenti, le infrastrutture sono inadeguate, i bambini devono portarsi la carta igienica da casa, gli insegnanti sono demotivati… La storia ci insegna che per risollevare un Paese bisogna partire dalla scuola: è alla base di ogni riforma economico-sociale. Ci sarà stato un motivo se perfino un analfabeta come Carlo Magno aveva capito la necessità di istituire delle scuole pubbliche, no? A questo punto mi viene da pensare che la nostra classe dirigente sia molto più arretrata di un uomo del medioevo. Lo stesso sistema del TFA è qualcosa che solo una mente malata poteva partorire: tre prove per accedervi, lavorare gratis per un anno scolastico, superare una serie di esami intermedi e prove finali. La ciliegina sulla torta sono i 2500/3000 euro di tasse: quale società seleziona gli insegnati in base al censo? I più grandi autori e maestri dell’antichità erano indigenti o addirittura schiavi. Con questo sistema non avremmo mai avuto Terenzio, per dire un nome. E con questi presupposti la nostra società è destinata all’estinzione. Spesso sento dire che il terrorismo è la piaga che porterà la nostra civiltà alla distruzione. Credo che ce la caviamo benissimo da soli se non si mette la scuola e l’istruzione come basi per una ricostruzione sana di tutto il sistema.

Ringrazio Antonio, in arte “Zero in condotta”, per la simpatica ed interessante chiacchierata, augurandogli il meglio per  il suo futuro nel mondo della scuola.

Viola Castaldo

 – Intervista a Zero in condotta- L’altra faccia della Letteratura –

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