Pasqua ortodossa e cattolica 2026: dopo la coincidenza dello scorso anno, le date tornano a separarsi
Dopo l’evento eccezionale del 2025, in cui le due maggiori tradizioni cristiane hanno celebrato la Resurrezione nello stesso giorno, la Pasqua ortodossa e cattolica 2026 segna un ritorno alla consueta divergenza di calendario. Quest’anno, infatti, i cattolici celebreranno la Pasqua il 5 aprile, mentre per il mondo ortodosso la festività cadrà una settimana dopo, il 12 aprile. Sebbene le date sul calendario siano diverse, questo periodo liturgico rimane un’opportunità fondamentale di riflessione sulle similitudini e le differenze che caratterizzano queste due importanti confessioni. La Pasqua resta la festa più importante per i cristiani di tutto il mondo, il fondamento stesso della fede nella vittoria sulla morte. Celebrare la Resurrezione di Cristo, anche se in domeniche differenti, significa riaffermare la speranza nella vita eterna. In questo contesto, il ricordo dell’unità vissuta lo scorso anno assume un valore simbolico di memoria e speranza, sottolineando l’unità profonda che lega cattolici e ortodossi al di là delle differenze di calcolo astronomico. Sarà comunque un’occasione preziosa per promuovere il dialogo interreligioso e per riscoprire il messaggio universale di amore, pace e fratellanza. In questo articolo analizzeremo le peculiarità di queste due importanti festività nel 2026, approfondendo gli aspetti storici, teologici e liturgici.
Indice dei contenuti
Quando cade la Pasqua nel 2026?
| Confessione | Data Pasqua 2026 | Calendario di riferimento |
|---|---|---|
| Cattolica | 5 Aprile | Gregoriano |
| Ortodossa | 12 Aprile | Giuliano |
Pasqua 2026: perché le date sono diverse?
La Pasqua del 2026 vede una separazione temporale di una settimana tra le due celebrazioni. Mentre nel 2025 abbiamo assistito a una rara concomitanza, quest’anno le regole astronomiche e i calendari di riferimento hanno generato due date distinte: 5 aprile per i cattolici e 12 aprile per gli ortodossi. Pur nelle loro differenze temporali, cattolici e ortodossi condividono la stessa fede nella Resurrezione di Cristo, evento fondante del Cristianesimo. Questo sfasamento temporale è una testimonianza della diversa eredità storica nel computo del tempo, ma non intacca l’opportunità per riflettere sui valori condivisi di amore, perdono e speranza che sono al centro del messaggio pasquale. La Pasqua 2026 sarà quindi un momento di celebrazione “a staffetta”, che prolungherà il tempo di festa per l’intera cristianità, offrendo un’occasione per rispettare i tempi liturgici altrui e promuovere una maggiore comprensione reciproca.
Il calcolo della data: tra astronomia e teologia
La data della Pasqua, sia per i cattolici che per gli ortodossi, è determinata da un calcolo complesso che combina elementi astronomici e teologici. La regola base è la stessa: la Pasqua si celebra la domenica successiva alla prima luna piena dopo l’equinozio di primavera. Questo metodo, stabilito nel Concilio di Nicea del 325 d.C., mirava all’unità, ma l’uso di calendari diversi ha creato la divergenza attuale. La scelta di legare la Pasqua all’equinozio e alla luna piena è carica di simbolismo: l’equinozio rappresenta la vittoria della luce sulle tenebre (la vittoria di Cristo sulla morte), mentre la luna piena simboleggia la luce di Cristo risorto che illumina il mondo. Nel 2026, la prima luna piena di primavera cade subito dopo l’equinozio gregoriano (per i cattolici), fissando la Pasqua al 5 aprile. Per gli ortodossi, che seguono parametri legati al calendario giuliano e alla Pasqua ebraica, il calcolo ha fatto slittare la data alla domenica successiva.
Calendario Gregoriano vs Giuliano: la radice della differenza
La ragione tecnica della divergenza delle date nel 2026 (e nella maggior parte degli anni) risiede nell’uso di due calendari differenti: il calendario gregoriano per i cattolici e il calendario giuliano per gli ortodossi. Il calendario giuliano, introdotto da Giulio Cesare, accumulava un leggero ritardo rispetto all’anno solare reale. Papa Gregorio XIII nel 1582 promulgò il calendario gregoriano per correggere questo errore. Le Chiese Ortodosse, mantenendo il calendario giuliano per il calcolo delle festività mobili, hanno oggi uno scarto di 13 giorni rispetto al calendario civile. Inoltre, le Chiese Ortodosse seguono una regola aggiuntiva: la Pasqua cristiana deve necessariamente seguire quella ebraica, non precederla né coincidere, elemento che spesso sposta la data ortodossa più avanti nel calendario, come accade quest’anno.
La Pasqua ortodossa il 12 aprile 2026: tradizioni e spiritualità
Nel 2026, la Pasqua ortodossa cadrà il 12 aprile e sarà preceduta dalla Grande Quaresima, un tempo di digiuno rigoroso che prevede l’astensione da carne, pesce e latticini. Questo percorso non è una semplice rinuncia, ma un mezzo per la purificazione del corpo e dello spirito. La Settimana Santa ortodossa sarà vissuta con liturgie lunghe e solenni, che ripercorrono la Passione fino alla gioia della Resurrezione. Ogni giorno della Settimana Santa ha un significato particolare e prevede specifici riti e preghiere, preparando i fedeli all’esplosione di gioia della notte di Pasqua.
I rituali ortodossi: Luce Santa e uova rosse
Le celebrazioni ortodosse culmineranno nella processione di mezzanotte tra l’11 e il 12 aprile. I fedeli attendono al buio che il sacerdote accenda una candela, simbolo della luce di Cristo, per poi trasmettere la fiamma a tutti i presenti, illuminando la notte a giorno. Segue la Divina Liturgia di Pasqua. Elemento iconico della Pasqua ortodossa sono le uova colorate di rosso, simbolo del sangue di Cristo e della vita che rompe il guscio della morte (il sepolcro). La tradizione lega questo simbolo a Maria Maddalena e all’imperatore Tiberio. Non mancheranno i dolci tipici come il Kulich e la Paska, consumati per rompere il digiuno dopo la liturgia notturna, rafforzando il senso di comunità.
La Pasqua cattolica il 5 aprile 2026: il cuore della fede
La Pasqua cattolica del 2026 sarà celebrata il 5 aprile. Il cammino di preparazione inizierà con il Mercoledì delle Ceneri (18 febbraio 2026), aprendo la Quaresima fatta di preghiera, digiuno e carità. La Settimana Santa inizierà con la Domenica delle Palme (29 marzo) e culminerà nel Triduo Pasquale: il Giovedì Santo con la Messa in Cena Domini; il Venerdì Santo, giorno di silenzio e adorazione della Croce; e la Veglia Pasquale del Sabato Santo, madre di tutte le veglie, che annuncia la Resurrezione prima della messa del giorno di Pasqua.
Unità nella diversità: il messaggio comune del 2026
Anche se nel 2026 le date sono distanti di una settimana, la Pasqua cattolica e quella ortodossa rimangono unite nel significato teologico: la celebrazione della Resurrezione. Entrambe le tradizioni vivono la Settimana Santa come il momento più alto dell’anno. Sia i cattolici che gli ortodossi intonano canti di vittoria sulla morte e si scambiano l’augurio pasquale: “Cristo è risorto! – Veramente è risorto!”. Questa condivisione di fede, al di là delle date sul calendario, evidenzia l’unità spirituale che persiste tra le confessioni. La Pasqua 2026 ci ricorda che, sebbene i ritmi liturgici possano differire, il cuore del messaggio cristiano è unico e universale: un invito alla rinascita, alla pace e alla speranza in un mondo che ne ha sempre più bisogno.
Fonte immagine: Pixabay
Articolo aggiornato il: 01/01/2026

