La personalità artistica di Edgar Degas è molto articolata. Nel corso della sua vita abbracciò diversi stili, come: realismo, impressionismo e neoclassicismo. Nel periodo impressionista, in cui vigeva una rappresentazione reale, a differenza dei suoi contemporanei che traevano ispirazione dalla natura, le muse di Degas erano legate alla vita cittadina. Nonostante l’impegno profuso durante la prima mostra impressionista, egli rimase un convinto sostenitore del disegno e della pittura in atelier, poiché considerava la pittura en plein air troppo immediata e superficiale per cogliere la complessità dell’impressione di un istante.
Edgar Degas: il pittore delle ballerine e della vita moderna
| Musa ispiratrice | Opera di riferimento | Esito della carriera |
|---|---|---|
| Marie Van Goethem | Piccola danzatrice di quattordici anni | Licenziamento e oblio |
| Ellen Andrée | L’Assenzio | Riscatto professionale e teatro |
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La sua ricerca artistica ruotava intorno al corpo umano e alla dinamica dei suoi movimenti, per cui il suo soggetto preferito erano le ballerine; non a caso egli è famoso per essere il pittore delle ballerine. Degas, morto il 27 settembre 1917, non ritraeva le sue muse in pose perfette, perché il suo intento era quello di cogliere la veridicità di un momento; per tal motivo, l’artista predilige la descrizione delle fasi di preparazione, che raccontano di un mondo fatto di duro lavoro, sacrificio e dedizione. Le ballerine di Degas, pur non mancando di grazia e di armonia, sono reali e umane come in un’istantanea fotografica.
Ciò che, però, non si studia nei libri di storia è che alcuni dei suoi celebri quadri sono stati la rovina di molte muse di Degas. È nota la triste storia di Marie Van Goethem, la cui reputazione sprofonderà nell’oblio.
La rovina delle muse di Degas: il caso Marie Van Goethem
Marie Van Goethem nacque a Parigi nel 1865 da una famiglia di emigrati proveniente dal Belgio; il padre era un umile sarto e la mamma faceva la lavandaia. Marie crebbe in uno dei quartieri più degradati di Parigi e la morte del padre, avvenuta tra il 1870 e il 1880, spinse la famiglia nella miseria.
Fin da piccola, il sogno di Marie era quello di diventare una ballerina e nel 1878 il suo sogno cominciò ad acquisire una forma reale: dopo soli due anni di lezioni prese alla scuola di ballo dell’Opéra di Parigi, superò l’esame di ammissione al Balletto dell’Opera di Parigi, debuttando sul palcoscenico nello stesso anno di La Korrigane. Quest’opportunità, oltre ad essere il sogno di una vita, per Marie costituiva anche un guadagno che potesse tirar fuori la sua famiglia dall’estrema povertà.
È proprio presso l’Opéra di Parigi che Marie fu notata da Edgar Degas, che la apprezzò per la sua bravura magistrale e per il suo portamento da prima ballerina. Pertanto, Degas si disse disposto a pagarla se avesse accettato di posare per lui come sua musa. Tra le opere più belle di Degas in cui Marie fece la sua comparsa, spicca La scuola di danza: lei è la ballerina con il fiocco giallo, seduta sul pianoforte e colta nell’atto di grattarsi la schiena con la mano sinistra, con una smorfia infastidita.
Tra le varie muse di Degas, Marie diventò la sua preferita e acquisì notorietà come la modella dell’artista. Tuttavia, Degas era molto esigente: le sue muse dovevano passare ore intere a posare nel suo atelier, e questo fu causa delle numerose assenze di Marie ai corsi di danza che determinarono la fine della sua carriera da étoile.
Degas, indifferente ai problemi che le avrebbe causato, chiese a Marie di fargli da musa per la realizzazione di una scultura, Piccola danzatrice di quattordici anni. Quest’opera scultorea destò scalpore, sia a causa del fatto che inizialmente era priva del tutù, sia per il suo sguardo triste, considerato lontano dall’ideale di bellezza dell’epoca. Dopo la fama riscossa, Marie fu licenziata dall’Opéra di Parigi e considerata una poco di buono. Il pittore decise di non esporre più la sua scultura e colei che era un tempo nota come una delle muse preferite di Degas fu poi dimenticata, costretta a vendere il suo corpo per mantenersi. Di Marie Van Goethem si persero le tracce dopo la rimozione dai registri dell’Opéra; fu arrestata successivamente per aver tentato di derubare un cliente.
Il riscatto di Ellen Andrée e il dipinto L’Assenzio
Per fortuna alcune delle storie delle muse di Degas hanno un lieto fine. È il caso di Ellen Andrée, un’attrice di teatro francese. Lei è stata la musa ispiratrice di uno dei suoi quadri impressionisti più famosi, L’Assenzio, eseguito tra il 1875 e il 1876 e ambientato all’interno del Cafè de la Nouvelle Athènes, uno dei locali più frequentati dagli artisti del tempo. Molte di queste opere sono oggi tra i dipinti da vedere al Museo d’Orsay.
Il punto di vista è quello di un ipotetico osservatore che coglie la spontanea naturalezza della scena. Vi sono raffigurati due soggetti: una prostituta di periferia seduta in compagnia di un barbone. Dinnanzi alla donna vi è il bicchiere dell’assenzio, da cui deriva il titolo dell’opera. Entrambi i personaggi hanno uno sguardo malinconico, a simboleggiare la solitudine e l’impossibilità di comunicare.
Ellen fu un’altra delle muse di Degas la cui reputazione fu compromessa poiché l’artista presentò la figura femminile come una vera prostituta dei bassi fondi. Tuttavia, Ellen Andrée era solo un’attrice che vestiva quei panni. Le critiche ridussero in brandelli la sua carriera; pertanto, denunciò Degas chiedendo un risarcimento. Dopo questo episodio, il pittore fu costretto a specificare che i soggetti raffigurati erano soltanto attori. Ciò permise a Ellen di recuperare il suo buon nome e di ritornare a recitare sui palcoscenici dei teatri francesi, segnando un raro caso di riscatto tra le muse di Degas.
Fonte immagine in evidenza: Wikimedia Commons
Articolo aggiornato il: 11/2/2026

