L’evoluzione del makeup: quasi 4000 anni di storia

evoluzione del makeup

Capire l’evoluzione del makeup è essenziale per comprendere come è cambiata la nostra percezione della bellezza. Il trucco non è solo un vezzo estetico, ma un potente strumento di espressione personale e un riflesso dei cambiamenti socio-culturali di ogni epoca. Dagli occhi bistrati dei faraoni al grunge degli anni ’90, ogni stile racconta una storia. Scopriamo insieme le tendenze che hanno segnato la storia del trucco nel tempo.

L’evoluzione del makeup: una timeline dei trend iconici
Periodo Storico / Decennio Il trend caratteristico e l’icona di riferimento
Antico Egitto (dal 3000 a.C.) Trend: occhi allungati con kohl nero e ombretto verde.
Icona: Nefertiti, Cleopatra.
Epoca Vittoriana (1837-1901) Trend: look “naturale”, pelle pallida, guance arrossate pizzicandole. Il trucco era associato a prostitute e attrici.
Icona: Regina Vittoria.
Anni ’20 Trend: smokey eyes scuro, sopracciglia sottili e discendenti, labbra a “cuore” (cupid’s bow).
Icona: Clara Bow.
Anni ’50 Trend: eyeliner “cat-eye”, sopracciglia ad ala di gabbiano, labbra rosse definite.
Icona: Marilyn Monroe, Audrey Hepburn.
Anni ’60 Trend: “cut crease” grafica, eyeliner bianco, ciglia finte esagerate (superiori e inferiori).
Icona: Twiggy.
Anni ’70 Trend: look naturale e abbronzato (hippie) o makeup glitterato e colorato (disco music).
Icona: Farrah Fawcett, Donna Summer.
Anni ’80 Trend: colori neon, blush vistoso (draping), sopracciglia folte, labbra accese.
Icona: Madonna.
Anni ’90 Trend: makeup grunge (smokey-eye “sfatto”), pelle opaca, labbra marroni, sopracciglia sottilissime.
Icona: Kate Moss.
Anni 2000 Trend: ombretto shimmer (azzurro o lilla), gloss abbondante, contouring marcato, pelle abbronzata.
Icona: Britney Spears, Christina Aguilera.

Le origini: l’Antico Egitto (dal 3000 a.C.)

Il primo uso documentato di cosmetici risale all’Antico Egitto. Come confermato da istituzioni come il Metropolitan Museum of Art, il trucco era usato sia da uomini che da donne dell’élite, non solo per estetica ma anche per motivi spirituali e medicinali. L’iconico kohl nero (a base di galena) e l’ombretto verde (malachite) venivano applicati per delineare gli occhi a mandorla, un gesto che si credeva proteggesse dagli spiriti maligni e dalle infezioni oculari.

L’epoca vittoriana (1837-1901): la bellezza “naturale”

Durante l’era vittoriana, il makeup visibile era considerato volgare, associato a prostitute e attrici. L’ideale era un aspetto fragile e “naturale”. Le donne si pizzicavano le guance e si mordevano le labbra per colorirle, usavano polvere di riso per incipriarsi e succo di barbabietola come blush leggero. Le sopracciglia venivano curate, ma in modo discreto.

Gli anni ’20: la nascita della “Flapper Girl”

I ruggenti anni Venti segnano una rottura. Le donne, più emancipate, iniziano a lavorare e a frequentare i locali notturni. Il makeup diventa un simbolo di ribellione. Nasce il look della “flapper”: smokey eyes scuro e drammatico, sopracciglia sottili e arcuate verso il basso, e le iconiche labbra a “cuore” (cupid’s bow), piccole e definite, spesso in tonalità bordeaux.

Gli anni ’50: il glamour di Hollywood

L’età d’oro di Hollywood detta le regole. Con l’avvento del cinema a colori, il makeup delle dive diventa un modello da imitare. Il look iconico degli anni ’50 è sofisticato: pelle di porcellana, una linea netta di eyeliner “cat-eye”, sopracciglia definite ad “ala di gabbiano” e, soprattutto, labbra rosse impeccabili, rese celebri da icone come Marilyn Monroe.

Gli anni ’60: la rivoluzione “Mod” e Hippie

Gli anni ’60 sono un decennio di contrasti. Da un lato, il movimento “Mod” di Londra lancia il look iconico della supermodella Twiggy: occhi enormi, definiti da una linea nera grafica nella piega (cut crease), eyeliner bianco e ciglia finte esagerate, sia superiori che inferiori. Dall’altro lato, il movimento hippie promuove un look più naturale, “acqua e sapone”.

Gli anni ’70: tra naturalezza e Disco Music

Gli anni ’70 continuano il dualismo. Da una parte, il look naturale con pelle abbronzata, lentiggini e poco trucco. Dall’altra, l’esplosione della Disco Music porta con sé ombretti shimmer e glitterati, blush evidenti e labbra glossate. È anche il decennio in cui l’industria cosmetica inizia finalmente a rivolgersi in modo più inclusivo alle donne di colore, con la nascita di brand come Fashion Fair.

Gli anni ’80: l’era dell’eccesso

Una sola parola: eccesso. Gli anni ’80 sono caratterizzati da colori audaci e vibranti. Il blush non si applica solo sulle guance, ma si estende fino alle tempie in una tecnica chiamata “draping”. Gli ombretti sono sgargianti (blu elettrico, fucsia, viola), le labbra sono accese e le sopracciglia sono folte e naturali. È un makeup potente, che esprime audacia e individualità.

Gli anni ’90: minimalismo, grunge e labbra scure

Dopo gli eccessi degli anni ’80, gli anni ’90 reagiscono con due tendenze opposte. Da un lato, il minimalismo, con una base opaca, colori neutri e un look “pulito”. Dall’altro, il grunge, caratterizzato da uno smokey-eye nero “sfatto” e labbra scure, marroni o bordeaux. Le sopracciglia diventano sottilissime, quasi un filo.

Gli anni 2000: l’estetica Y2K

Il trucco degli anni 2000 è inconfondibile: ombretti shimmer e metallizzati, specialmente azzurro e lilla, applicati su tutta la palpebra. Le labbra sono contornate da una matita più scura e riempite con un rossetto nude o rosato, il tutto sigillato da uno strato abbondante di lucidalabbra. L’icona per eccellenza di questo look è Britney Spears.

Fonte immagine: Wikipedia


Articolo aggiornato il: 30/09/2025

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