Linguaggio forbito e come usarlo: le parole più ricercate

Linguaggio forbito e come usarlo: le parole più ricercate

Pochi sono a conoscenza del fatto che l’aggettivo qualificativo forbito, associato di frequente a un linguaggio che si vuole colto, raffinato e accuratamente studiato, sia in realtà il participio passato di un verbo assai meno conosciuto di origine germanica, forbire. Il suo significato è quello di ‘lustrare, lucidare, restituire brillantezza’ in riferimento alle armi: da qui l’odierno significato di linguaggio letteralmente lustrato, brillante.

Vocaboli per un lessico ricercato

Parola ricercata Significato principale Sinonimo comune
Obnubilare Coprire, oscurare, celare Ottundere
Meditabondo Assorto nei propri pensieri Pensieroso
Disamina Esame attento e puntuale Analisi
Procrastinare Temporeggiare Rimandare
Lezioso Affettato, svenevole Stucchevole
Preconizzare Annunciare solennemente Profetizzare

Il linguaggio verbale non è solo il mezzo di comunicazione che caratterizza l’essere umano, ma anche espressione della sua cultura. Gli studi sociolinguistici sottolineano la correlazione tra la varietà linguistica adottata dal parlante e lo status socio-culturale d’appartenenza dello stesso. Dunque ricorrere a un linguaggio forbito è considerato da molti italiani indispensabile per ostentare un livello culturale elevato. È dunque interesse di molti italiani quello di imparare a scrivere e a parlare avvalendosi di un linguaggio forbito, considerandolo un efficace biglietto da visita e valido veicolo di una posizione culturale e socio-economica di prestigio.

Curioso di sapere quali siano le parole ritenute più ricercate, per utilizzare un linguaggio il più possibile forbito? Oppure sei solo interessato ad arricchire il tuo lessico? Di seguito riporteremo le parole più caratteristiche di un linguaggio forbito.

Linguaggio forbito: come usarlo

Utilizzare un linguaggio forbito significa scrivere e parlare con uno stile linguistico innanzitutto grammaticalmente corretto, ma anche accurato, ricco, compito. Abbiamo selezionato parole ricercate, dal fascino desueto, parole spesso dimenticate, ma assolutamente da conoscere se si vuole adottare un linguaggio colto e forbito.

  • Obnubilare: coprire, oscurare, celare. Verbo ormai desueto ma assai affascinante, uno dei suoi sinonimi ancora una volta appartenenti a un linguaggio forbito è, per esempio, ottundere.
  • Meditabondo: detto di persona con stato d’animo pensieroso e riflessivo, assente dal mondo circostante perché assorto nei propri pensieri. I suoi sinonimi più conosciuti e tipici di un linguaggio più semplice e colloquiale sono sicuramente pensieroso o assorto.
  • Disamina: sostantivo femminile con il significato di esame attento e puntuale di qualcosa, esso non è un termine molto usato al giorno d’oggi, ma ancora perfetto se si vuole ricorrere a un lessico e a un linguaggio forbito.
  • Procrastinare: verbo ancora in uso ma appartenente a un linguaggio più altolocato e forbito, il suo significato è quello di rimandare, temporeggiare.
  • Bistrattato: sinonimo del molto più ricorrente maltrattato, ha varie sfumature di significato, tra cui quella di rovinato, utilizzato senza riguardo, o duramente criticato.
  • Lezioso: aggettivo qualificativo, da considerarsi arcaico nel significato di grazioso o piacente, è rimasto nell’uso con la sfumatura di affettato, stucchevole o svenevole. Un bell’aggettivo per chi ama curare il linguaggio.
  • Preconizzare: verbo transitivo non comune; in senso stretto indica l’atto di annunciare solennemente, in senso più esteso può essere utilizzato come sinonimo di profetizzare, predire.

Non basta ricorrere a un lessico che risulti ricco e colto per l’adozione di un parlare forbito: anche la capacità di articolazione del pensiero, il corretto e fluido utilizzo della sintassi con una spiccata predilezione per l’ipotassi e padronanza linguistica risultano essenziali a questo scopo.

Si può dire che parlare forbito dovrebbe significare, in ossequio alla sua origine, parlare lustrato, cioè restituire lucentezza alla lingua: ricorrere a vocaboli selezionati, rispolverare termini ormai poco consueti ma proprio per questo dotati di antico fascino, non svendere la lingua italiana a mode linguistiche effimere ma tentare di tenere in vita le più preziose e spesso “a rischio di estinzione” del nostro vocabolario come suggerito anche dall’Accademia della Crusca.

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Articolo aggiornato il: 06/01/2026

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A proposito di Duilia Giada Guarino

Il mio nome è Duilia e sono laureata in Filologia moderna. La mia vocazione più grande è la scrittura, in tutte le sue forme.

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