Marina Ambramovic e Ulay: tra amore e performances

Marina Ambramovic e Ulay: tra amore e performances

Marina Ambramovic e Ulay sono due famosi performer, noti al grande pubblico per la loro collaborazione artistica e relazione amorosa. I due hanno avuto un fortissimo impatto sulla storia dell’arte contemporanea, grazie alle loro esibizioni uniche e didascaliche. In questo articolo ripercorreremo la loro storia artistica e personale, dal primo incontro all’ultima performance. 

Il primo incontro tra Marina e Ulay e Rleation in Time

Marina e Ulay si sono conosciuti per la prima volta nel 1976 ad Amsterdam presso la Galleria d’arte Appel. Questo primo incontro ha segnato l’inizio della loro collaborazione artistica e della loro profonda storia d’amore. Assieme, Marina e Ulay hanno regalato al mondo meravigliose performances, basate sulla volontà di far comprendere al pubblico il complicato universo delle relazioni sociali, specialmente quelle sentimentali. Nella loro arte hanno tentato di mostrare la profondità del legame che unisce due persone, mettendo al centro i propri corpi. Nello stesso anno del loro primo incontro, Marina e Ulay, realizzano la loro prima performance presso la Biennale di Venezia, chiamata Relation in Time. I due artisti rimangono chiusi assieme in una stanza, completamente nudi. Si girano attorno, percorrono strane traiettorie, si scambiano sguardi e si scontrano. L’obiettivo della loro opera è quello di far comprendere alle persone presenti che tipo di sentimento li legasse: amore, odio o indifferenza. Nello stesso anno a Bologna mettono in scena una nuova performance, sempre dal titolo Relation in Time. Marina e Ulay si siedono schiena contro schiena e restano immobili per 16 lunghe ore, con i loro capelli uniti in un’unica acconciatura. Il pubblico ha il permesso di osservarli solo negli ultimi 60 minuti; quello che riescono a vedere non sono solo due persone che non possono dividersi, essendo diventati un’unica entità ma anche due individui che, nonostante siano indivisibili, non possono comunicare. 

Marina e Ulay: Breathing in/Breathing out

Nel 1977 i due artisti si spostano a Belgrado, la città Natale di Marina, dove si esibiscono nella performance Breathing in/Breathing out. Ulay e Marina si obbligano a restare bocca contro bocca per più di venti minuti: durante l’esibizione sono costretti a dover condividere l’uno il respiro dell’altro per poter continuare a sopravvivere ma alla fine della performance svengono, a dimostrazione che perdere la propria indipendenza per l’altro può avere delle conseguenze deleterie. 

Lovers: The Great Wall

Dopo quasi dodici anni tra amore e performances, nel 1988 Ulay e Marina decidono di dividersi e lo fanno attraverso una delle più belle performances del XX secolo. Durante Lovers: The Great Wall, i due, partendo dagli estremi opposti della Muraglia Cinese, si vanno incontro, impiegando più di 90 giorni per completare il percorso. Questo lungo viaggio da compiere, serviva ai due per comprendere se valesse davvero la pena superare la crisi e continuare a stare insieme. Quando finalmente a metà della muraglia cinese, i due si incontrano, Ulay decide di lasciare Marina per sempre. Questa sarebbe dovuta essere la loro ultima performance, la chiusura degna per il loro “artistico” amore. 

The Artisti is present

Ulay e Marina, dopo il 1988, si sono effettivamente separati e hanno continuato la loro carriera artistica indipendentemente l’uno dall’altro, senza rivedersi mai più. Nel 2010, presso il MoMA di New York, Ambramovic mette in scena una performance unica nel suo genere: The Artist is present. L’artista serba siede a un tavolo immobile, con lo sguardo fisso di fronte a lei. Qualsiasi persona nella stanza è libera di accomodarsi e condividere con lei un minuto di profondi sguardi, all’insegna del silenzio. Non è consentito nessun contatto fisico. Inaspettatamente, dopo diverse ore dall’inizio della sua performance, Marina si trova di fronte Ulay, 22 anni dopo il loro ultimo incontro. La sorpresa dell’artista è palpabile: sia i suoi occhi che quelli di Ulay si riempiono di lacrime. Per la prima volta durante The Artist is present, Marina si sporge in avanti per unire le sue mani a quelle della persona che ha di fronte. L’emozione è tangibile. Dopo il minuto assieme, Ulay è costretto ad alzarsi e ad andare via. Marina resta invece sulla sedia. Una metafora perfetta della loro separazione. Ad oggi, questa performance resta uno degli eventi più commoventi e toccanti dell’arte contemporanea. 

 

Fonte immagine: Di Marina Abramović and the CODA Museum

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