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Eroica Fenice

Miguel EN Cervantes

Miguel EN Cervantes, in mostra a Napoli

Un Miguel De Cervantes nuovo, sconosciuto, che per una volta si allontana dall’ombra pesante della sua opera maestra. Il Don Chisciotte, infatti, che ha reso celebre Cervantes in tutto il mondo, non è che una sola delle facce della medaglia, perché l’altra faccia nasconde la “ilusión” di un poeta, scrittore, romanziere, drammaturgo e soldato che, nel suo lato intimo più profondo, continuava a sognare di essere ricordato come drammaturgo, e non solo come romanziere.

Giovedì 22 ottobre, all’Istituto di Lingua e Cultura spagnola di Napoli che prende il nome dallo stesso Cervantes, è emersa proprio quest’ultima faccia della medaglia. L’iniziativa si chiama Miguel EN Cervantes, ed è una mostra che è stata inaugurata giovedì 22 ottobre e che resterà aperta al pubblico fino al 22 dicembre. E se il personaggio principale di Cervantes, il “Quijote”, era un po’ come lui, un visionario, un sognatore, quale strumento potrebbe essere più potente del disegno, dell’illustrazione, per mettere in scena un’opera frutto dell’ingegno e della fantasia dell’autore? David Rubín e Miguelanxo Prado, entrambi galiziani, due delle più grandi figure contemporanee del mondo del fumetto nel panorama artistico iberico, hanno liberato attraverso le loro matite l’essenza di un’opera minore di Cervantes sconosciuta ai più.

El Retablo de las maravillas e la vita di Miguel De Cervantes

El Retablo de las maravillas del 1625 è la rivisitazione castigliana di un’opera orientale pensata da Cervantes per essere messa in scena ma, nonostante fosse un intermezzo rappresentativo del teatro del Siglo de Oro, non ebbe mai l’esito sperato perché fu snobbata dalla società dell’epoca e ancora oggi ignorata. Eppure, come ha sottolineato Rubín durante l’inaugurazione, El Retablo de las maravillas è un’opera di un’attualità sconcertante nella quale non solo vengono descritti alcuni momenti autobiografici della vita dell’autore, ma si percepisce soprattutto una satira tagliente, una presa di posizione forte contro il sistema e l’autorità, uno sbeffeggio al potere e al gioco delle apparenze, unico retaggio di una società di effimero splendore, in realtà decadente. E David, giustamente, ha osservato come i problemi di allora, anche dopo secoli, si ripresentino ancora oggi, come costanti di una ruota che gira continuamente e che fa sì che cambino i tempi, ma non gli uomini.

Rubín ha poi specificato come, per restare fedele alla teatralità e per accentuare lo spirito satirico dell’opera, abbia scelto di modificare lievemente il suo stile e di far parlare solamente il testo in maniera diretta, senza aggiungere nulla. A “parlare”, dunque, non sono altro che le vignette dell’artista e le parole di Cervantes, trasferite nei suoi personaggi, così come furono scritte allora. I temi che i due disegnatori hanno voluto mettere in luce sono esattamente quelli che, non solo fecero parte dei racconti di Cervantes, ma che furono anche alla base degli avvenimenti più significativi della sua vita: amore, corruzione, guerra e denaro. Ci sono quindi due punti di vista, che sono anche i temi cardine della mostra: El Retablo de las maravillas, illustrato dalla creatività e dal genio di Rubín, e la rappresentazione di alcuni frammenti della vita di Cervantes, intensa quanto dolorosa, piena di delusioni e utopie, sapientemente illustrata da Prado. I due fumettisti, seppure con due stili totalmente diversi, sono riusciti a intersecarli e a creare una commistione tra la realtà della vita dell’autore e la trasposizione delle sue idee, tradotte in immagine e colore.

Un omaggio, dunque, a un uomo del suo tempo, ma anche di tutti gli altri tempi. Spia, servitore della crociata cattolica della “purezza di sangue” spagnola contro ebrei e mori, amante saltuario di donne risolute, prigioniero ad Algeri e ancora viaggiatore e sognatore. Dietro il Quijote, dietro i racconti e i romanzi di Cervantes c’è questo e ancora tanto altro. C’è l’uomo e il poeta, il drammaturgo e il romanziere, il disilluso e il sognatore. L’iniziativa dell’Istituto Cervantes, grazie a David Rubín e Miguelanxo Prado, ha dato un valore aggiunto all’ingegno di un uomo che, pur non sapendo disegnare (si suppone), ha illustrato la società spagnola del suo tempo e continua a delineare i contorni di quella che è la società oggi.

“Ho letto millanta storie di cavalieri erranti,
di imprese e di vittorie dei giusti sui prepotenti
per starmene ancora chiuso coi miei libri in questa stanza
come un vigliacco ozioso, sordo ad ogni sofferenza.
Nel mondo oggi più di ieri domina l’ingiustizia,
ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia;
proprio per questo, Sancho, c’è bisogno soprattutto
d’uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto”

Francesco Guccini – Don Chisciotte

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