Scavi di Pompei: orari, prezzi, storia e nuovi ritrovamenti

scavi di Pompei

Gli uomini di ogni era si svegliano al mattino pianificando la giornata inconsapevoli di ciò che il Fato ha per loro deciso: il buon contadino, richiamato dai raggi del Sole, leva le sue membra rinvigorite dal riposo dal caldo giaciglio per arare vigorosamente il suo florido orto; il ricco mercante consumando la sua colazione abbondante riflette sui fortunati affari che sta di li a poco per concludere; gli amanti riposano, dopo una lunga notte di passione, l’una tra le calde braccia dell’altro e si sussurrano agli orecchi dolci parole e promesse d’amore. A “Pompeii”, come era chiamata dai Romani, questi potevano essere spaccati di vita di uomini e donne che cominciavano una giornata che sarebbe però passata tristemente alla Storia.

Orari e biglietti Parco Archeologico di Pompei

Tipologia Dettagli
Orari di apertura Dal 1° aprile al 31 ottobre: 09:00 – 19:00 (ultimo ingresso 17:30)
Dal 1° novembre al 31 marzo: 09:00 – 17:00 (ultimo ingresso 15:30)
Prezzi Biglietti Intero: € 18,00 (più prevendita online)
Ridotto (18-25 anni UE): € 2,00
Ingresso Gratuito Minori di 18 anni, prima domenica del mese, disabili e accompagnatori.
Giorni di chiusura 1° gennaio, 25 dicembre.

Info visita: orari, prezzi e biglietti

Per visitare il Parco Archeologico di Pompei è consigliabile acquistare i biglietti online sul sito ufficiale o presso i rivenditori autorizzati. Il costo del biglietto intero è di circa 18 euro (salvo mostre temporanee), mentre per i cittadini UE tra i 18 e i 25 anni è previsto un biglietto ridotto simbolico di 2 euro. L’ingresso è gratuito per i minori di 18 anni e ogni prima domenica del mese grazie all’iniziativa “Domenica al Museo”. Gli scavi sono aperti tutti i giorni eccetto il 1° gennaio e il 25 dicembre.

La storia: l’eruzione del 79 d.C.

Già nel 62 d. C. Pompei fu devastata da un violento terremoto, ma fu poi nell’estate del 79 che il Vesuvio, per circa due giorni, come si evince dalle lettere inviate da Plinio il Giovane allo storico Publio Cornelio Tacito, ricoprì di cenere, lapilli e lava le città limitrofe dell’area vesuviana. Non erano le prime scosse di terremoto che la Campania sopportava, ma quelle che precedettero la colonna di fumo nero che diede inizio all’eruzione del 79 d. C. «assunsero una tale veemenza che il tutto sembrava non muoversi, ma capovolgersi» (II lettera di Plinio il Giovane a Tacito). Gli scavi archeologici che riportarono alla luce le città da allora scomparse cominciarono solo nel 1748 per il volere di Carlo III di Borbone in seguito ad alcuni ritrovamenti dell’antica Ercolano.

Scavi di Pompei, un museo a cielo aperto

Numerosi, oltre affreschi, mosaici e statue, sono i ritrovamenti di oggetti di uso quotidiano, custoditi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che consentono di comprendere lo stile di vita degli antichi pompeiani. Vi sono inoltre i ritrovamenti di abitazioni, le lussuose ville d’otium, le abitazioni costruite in città, gli edifici pubblici come il Foro, l’Anfiteatro e le Terme Suburbane. Infine si ritrovano i maestosi templi religiosi, come quello in onore del dio Apollo o della dea Venere, e le necropoli.

Grandi novità e ritrovamenti recenti

Pompei, la città sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., continua a sorprendere con sensazionali scoperte; l’ultima in ordine cronologico è stata fatta dal progetto di recupero nell’ambito della Regio V e ha portato alla luce un affresco raffigurante due gladiatori al termine di un combattimento. Inoltre, recenti scavi nella villa suburbana di Civita Giuliana hanno restituito i corpi integri di due fuggiaschi, recuperati grazie alla tecnica dei calchi in gesso.

Fonte immagine per l’articolo sugli Scavi di Pompei: Pixabay

Articolo aggiornato il: 16 Gennaio 2026

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A proposito di Salvatore Di Marzo

Salvatore Di Marzo, laureato con lode alla Federico II di Napoli, è docente di Lettere presso la scuola secondaria. Ha collaborato con la rivista on-line Grado zero (2015-2016) ed è stato redattore presso Teatro.it (2016-2018). Coautore, insieme con Roberta Attanasio, di due sillogi poetiche ("Euritmie", 2015; "I mirti ai lauri sparsi", 2017), alcune poesie sono pubblicate su siti e riviste, tradotte in bielorusso, ucraino e russo. Ha pubblicato saggi e recensioni letterarie presso riviste accademiche e alcuni interventi in cataloghi di mostre. Per Eroica Fenice scrive di arte, di musica, di eventi e riflessioni di vario genere.

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