‘O pazzariello, il lubrificatore e l’incensatore: vecchi mestieri ancora in auge

'o pazzariello, il lubrificatore e l'incensatore

‘O pazzariello, il lubrificatore e l’incensatore sono tre antichi mestieri che stanno tornando in auge: la rivalutazione della recente storia partenopea li ha fatti rinascere quando si ritenevano estinti. 

Alla scoperta del pazzariello 

O’ pazzariello è un mestiere, anche se pare difficile oggi chiamarlo così, che veniva esercitato a Napoli dalla fine del ‘700 fino a pochi anni fa. Il pazzariello era un tizio che girava tutta la città accompagnato da un tamburo e talora da un musicante o un «triccaballacche», per pubblicizzare un evento oppure l’apertura di un negozio. Per farsi notare si vestiva eccentricamente con abiti colorati e sgargianti, con un cappellone e medaglie di latta. Faceva un sacco di rumore, cantava, schiamazzava per richiamare l’attenzione; non chiedeva soldi, veniva pagato da colui che voleva essere reclamizzato. 

Recitava filastrocche in rima per reclamizzare il negozio e il suo titolare. Naturalmente, gli scugnizzi napoletani lo seguivano in massa e contribuivano ad aumentare il fracasso che gli era congeniale per attirare l’attenzione.

L’oro di Napoli di Vittorio de Sica

Per avere un’idea precisa di chi era ‘o pazzariello, basta vedere il film L’oro di Napoli di Vittorio De Sica, dove il personaggio del Pazzariello fu interpretato da Totò. Nel film il pazzariello è presentato come un lavoro vero, costante, esercitato da una persona rispettata dai napoletani

Significato del termine nel mondo odierno

Oggi se qualcuno dice «chille è pazzariello» intende  definire una persona come un burlone, scherzoso, divertente.

Se il pazzariello è praticamente sparito, ci sono il lubrificatore e l’incensatore che ancora girano per i negozi del centro antico della città.

Alla scoperta del lubrificatore

Dopo ‘o pazzariello, andiamo a conoscere il lubrificatore e l’incensatore. Il lubrificatore è armato di scopa alla cui sommità ha legato un pennellino; prima chiede una mancia al negoziante; se la ottiene intinge il pennellino in un barattolino di latta colmo di olio esausto di automobili e lubrifica le guide di ferro laterali entro cui scorrono le serrande dei negozi.

L’incensatore

Gira con un barattolo di latta, con carboncini attizzati, sui quali versa scaglie di incenso. In tutta la strada si sente un intenso odore di incenso, a volte piacevole, a volte acre. È vestito con una giacca nera su cui sono attaccati centinaia di cornetti rossi e piccoli scartellati portafortuna. Col fumo vuole scacciare il malocchio da quei negozi e in tempi di crisi molti negozianti lo accolgono volentieri. 

Incontrare l’incensatore si può

Mentre ‘o pazzariello e il lubrificatore sono più difficili da incontrare, l’incensatore lo si trova spesso la domenica mattina al mercatino delle pulci di corso Malta oppure in giro per le pizzerie del quadrilatero d’oro delle pizzerie napoletane, tra Spaccanapoli e via Tribunali.

Fonte immagine in evidenza: Pixabay

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