Ordeal by Roses: Mishima Yukio come canone estetico

Ordeal by roses: Mishima Yukio come canone estetico

Ordeal by Roses è una sontuosa ed incantevole raccolta di fotografie pubblicata per la prima volta in formato libro nel 1963.

Il fotografo ed autore della tanto rivoluzionaria opera fu Hosoe Eikou (1933 -), allora giovane fotografo che ebbe la possibilità di collaborare con una delle star del panorama letterario giapponese ed internazionale del tempo: Mishima Yukio. Figura complessa e che ha suscitato giudizi contrastanti nella critica, ma di cui non si può negare il dirompente talento artistico e valori estetici che verranno ripresi all’interno di questa inaspettata raccolta.

Dettaglio interessante è che la proposta di questa serie di scatti fu mossa da Mishima Yukio, che dopo aver esaminato una collezione di Hosoe Eikou del 1961, rimase fortemente colpito.

Erano due personalità contrastanti e nessuna si subordinò all’altra: Hosoe era il fotografo e direttore della scena, mentre Mishima era il soggetto che donava un senso ad ogni click, che permeava lo sfondo con un fascino sensuale ed accattivante. Fu anche sulla copertina di Ordeal by Roses e sul frontespizio.

Ordel by Roses fu dunque fortemente innovativa, sia per il legame lavorativo alla base, sia per il contenuto che adesso analizzeremo più approfonditamente

Mishima Yukio come modello estetico

Mishima poteva vantare di una forma fisica ben definita e conforme all’idea di virilità, frutto di un lungo periodo di allenamenti. Per il loro primo scatto, Hosoe fece avvolgere un Mishima nudo in un tubo da giardino, lasciandolo posare su lastre di marmo che raffiguravano un mosaico zodiacale a forma ellittica. L’uomo vien ripreso dall’alto con un’espressione potente quanto la propria muscolatura.

Molti degli scatti per Ordeal by Roses avvennero nel distretto di Magome a Tokyo, ove vi era la casa dell’autore. Capitava che quest’ultimo lasciasse uscire la propria moglie Youko e i figli in preparazione per gli shooting, perché riteneva che non fossero una «buona influenza sulla loro morale». Degna di nota è un’ulteriore collaborazione avvenuta fra Mishima e l’allora giovane attrice Enami Kyouko.

Il progetto procedeva a gonfie vele, e le foto del soggetto immortalato cominciarono a diffondersi animando anche esibizioni artistiche come nel caso di Ginza, sempre a Tokyo, a gennaio del 1962.

Finalmente fu programmata una pubblicazione delle foto in una raccolta in formato libro, e il fotografo chiese dei consigli al suo modello circa il titolo del lavoro concluso. Diversi furono i suggerimenti dello scrittore, ma si giunse al nome con cui è ricordato oggi questo capolavoro artistico: Barakei o, in inglese, Ordeal by Roses.

Hosoe pensava che questo titolo fosse quello che più rispecchiasse i valori estetici e di vita e morte di Mishima.

La tragedia e la ripubblicazione

Ordeal by Roses venne pubblicata nel 1963, vincendo anche un premio.

Si prospettava un’ulteriore edizione che quasi non sarebbe giunta al pubblico a causa dell’inaspettato gesto di Mishima del 25 Novembre del 1970, che si suicidò ricorrendo al seppuku della tradizione samuraica.

Fu uno shock per chiunque. Hosoe Eikou non aveva intenzione di ripubblicare la raccolta, poiché non voleva né suscitare l’ira dei media, né far credere che avesse sfruttato il corpo del defunto autore per fini di lucro. Dunque, con fare rispettoso e orgoglioso, non considerò ulteriormente la nuova edizione di Ordeal by Roses.

La moglie di Mishima però, insistette affinché venisse invece pubblicata, e implorò il fotografo affermando che fosse ciò che più avrebbe desiderato il marito. E così, sotto la casa editrice Shuueisha International, nel 1971 si ebbe una versione rimaneggiata ed oltreoceano della tanto desiderata raccolta.

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia

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