Pasqua ad Ischia è una vera e propria esperienza da vivere, immergendosi e perdendosi tra le attività da fare e le tantissime cose da mangiare.
L’isola d’Ischia non è solo sole, mare, arte e cultura, è anche cucina, soprattutto durante le festività, gli ischitani approfittano per preparare tantissime leccornie con cui deliziare il palato di tutti, unendo i riti religiosi a quelli gastronomici, un tema ricorrente se pensiamo alle profonde differenze tra le celebrazioni della Pasqua cattolica e ortodossa (che nel 2026 cadranno in date diverse).
Indice dei contenuti
| Cosa mangiare a Pasqua ad Ischia (I piatti tipici) | Dettagli e Abbinamenti |
|---|---|
| Fave e Ventresca | Fave fresche abbinate a formaggio e pancetta locale. |
| La Fellata | Misto di salumi e formaggi accompagnato da casatiello e uova sode tinte di rosso. |
| Bucatino al sugo di coniglio | Il primo piatto isolano per eccellenza, servito il giorno di Pasqua. |
| Pasta, fagioli e cozze | Pasta mista cotta direttamente nel sugo di legumi e frutti di mare. |
| Zuppa di cozze | Consumata solitamente il Giovedì Santo o a Pasqua, con aglio, pomodoro, peperoncino e pane raffermo. |
Pasqua ad Ischia, i piatti tipici della tradizione
Pasqua è vicina e come per ogni ricorrenza, anche Ischia si prepara a dare il meglio di sé con piatti tipici, seguendo la tradizione e donando tanto amore. D’altronde, anche se la data della Pasqua cambia ogni anno, le usanze rimangono scolpite nel tempo: a partire dal Venerdì Santo fino al Lunedì Albis l’isola vive momenti autentici e fortemente sentiti: via Crucis, corsa dell’Angelo e ‘ndrezzata sono tre appuntamenti particolarmente apprezzati da quanti scelgono di visitare Ischia in questo periodo.
Ischia un tempo era abitata principalmente da contadini, concentrati in particolar modo nelle zone alte e collinari dell’isola. Si viveva vendendo il vino e i prodotti agricoli ricavati nei propri terreni. Quella vocazione agricola non è mai andata persa, nonostante oggi si svolgano tante attività e l’agricoltura non rappresenti più l’unica fonte di sostentamento per gli isolani.
Tra le bontà dell’orto, a Pasqua si possono gustare delle deliziose fave, accompagnate da un pezzo di formaggio e qualche fettina di pancetta locale. Ovviamente l’abbinamento “fave e ventresca” (ossia la pancetta) non è tipico solo di Pasqua, ma si protrae fino a maggio, solitamente sino al giorno di Santa Restituta patrona di Lacco Ameno. Esiste anche un famoso detto popolare che indica tale consuetudine: A Santa Restituta ‘e fave so’ arrennute, ossia, a Santa Restituta le fave non sono più buone.
Fave e pancetta rientrano nella cosiddetta “fellata”, l’insieme di salumi e formaggi che si consumano a Pasqua e Pasquetta, insieme alle tradizionali uova rosse tinte con la radice di robbia e il casatiello o tortano.

Per quanto riguarda i primi piatti, immancabile il celebre bucatino condito col sugo di coniglio, a celebrare il giorno di Pasqua.
Il coniglio all’ischitana, che segue una ricetta propria dell’isola, tramandata da generazioni, consacra proprio la festività e l’importanza di tale giorno dal punto di vista propriamente celebrativo.
Un altro primo piatto legato alla tradizione è pasta e fagioli, una ricetta semplice ma dal gusto inconfondibile, che mette tutti d’accordo.
Pasta e fagioli a Ischia è arricchita con le cozze, in un connubio perfetto tra terra e mare. Vengono utilizzati diversi formati di pasta, spesso mischiati tra loro, proprio come vuole la tradizione, cotti direttamente all’interno del sugo di fagioli e cozze.
Le cozze sono protagoniste anche di un altro celebre piatto pasquale, la zuppa che si può mangiare o il Giovedì Santo o il giorno di Pasqua, magari scegliendole come seconda portata. Si tratta di uno zuppone di cozze condite con aglio, pomodoro e peperoncino, accompagnate da spesse fette di pane raffermo.
Ischia: cibo e tradizione
Ricordiamo che la cucina tipica di Ischia riflette la tradizione partenopea, mescolando prodotti di mare e di terra, offrendo una molteplicità di pietanze diverse, ciascuna con il proprio gusto e un’identità unica. E tra lo scambio di auguri di Pasqua e i brindisi in famiglia, il cibo rimane il fulcro della festa.

Solitamente a Pasqua si mangia “poco”, per prepararsi alla Pasquetta, ma ad Ischia non è così. Le donne ischitane preparano piatti di ogni tipo sin dalla sera prima, trascorrendo ore e ore in cucina, per accontentare tutti, perché il cibo è condivisione e mangiare bene riscalda il cuore. Ecco quindi che la celebre fellata, il tortano e le uova rosse non sono sufficienti e il pranzo di Pasqua si arricchisce di tanti altri piatti, talvolta anche elaborati.
Carne, pesce e moltissime verdure richiamano la vocazione contadina dell’isola; a farla da padrone, in questo scenario, sono i sapori genuini e l’immancabile vino. Ischia si riconosce anche nell’identità gastronomica, fatta di piatti semplici ma preparati con amore, le cui ricette sono ancora oggi segrete e cambiano in base alla zona di appartenenza. Una cosa è certa, a Pasqua, così come accade ogni domenica, a tavola non manca niente, dai primi piatti al dolce, l’immancabile pastiera, che è quasi un rito, anche in questo caso ad Ischia esiste una ricetta tipica, che si svincola da quella napoletana.

Trascorrere la Pasqua ad Ischia regalerà emozioni indescrivibili, sia dal punto di vista prettamente culturale che gastronomico.
Ogni piatto, dal più semplice al più elaborato, che sia a base di carne o pesce, permette di assaporare la storia dell’isola, fatta di tradizioni e usanze.
Immagini: archivio personale

