Poesie di Bing Xin: una voce femminile nella poesia cinese

poesie di Bing Xin

Bing Xin (冰心) è una delle principali poetesse cinesi del 1900. Il suo vero nome è Xie Wanying e nasce nel Fujian, ma cresce principalmente nello Shandong, sulla costa. Il nome con il quale firma le sue poesie è in realtà uno pseudonimo, e questa era una pratica ampiamente diffusa tra gli scrittori cinesi dell’epoca. Letteralmente, la traduzione del suo pseudonimo è “cuore di ghiaccio”. Le poesie di Bing Xin sono spesso una voce fuori dal coro nella Cina del tempo, perché racchiudono in sé un certo ottimismo.

Le poesie di Bing Xin in sintesi

Per una rapida visione d’insieme, ecco una tabella che riassume le poesie analizzate, la loro raccolta di provenienza e il tema centrale che le caratterizza.

Poesia (Numero / Raccolta) Tema centrale
34 / Labirinto di stelle La forza creatrice delle piccole cose (i granelli di sabbia).
74 / Labirinto di stelle L’innocenza del bambino come forma di poesia perfetta.
14 / Acque primaverili La Natura come fonte inesauribile di ispirazione per l’arte.
37 / Acque primaverili Il desiderio di una connessione profonda e diretta con l’universo.
79 / Acque primaverili La comprensione totale del mondo come obiettivo finale della vita.
144 / Acque primaverili Il ruolo consolatorio della poesia di fronte alla sofferenza umana.

Bing Xin: una poetessa tra Oriente e Occidente

Essere scrittrici nella Cina del 1900 era già di per sé qualcosa di complicato: l’istruzione era concessa alle donne, ma solo se la famiglia lo permetteva, ed era molto comune che opere di scrittrici donne fossero considerate scandalose. Essere poetesse, invece, era ancora più complicato. La tradizionale importanza attribuita alla filosofia, alla storiografia e alla poesia faceva sì che fosse strano che una donna vi si dedicasse. Per questa ragione Bing Xin è una delle pochissime poetesse del primo novecento cinese, ed è probabilmente l’unica ad aver mantenuto la sua fama a lungo.

Nata nel 1900 e morta nel 1999, Bing Xin ha assistito a tutti i cambiamenti della società cinese nel XX secolo. Fu maggiormente attiva negli anni ‘20, sulla scia degli scrittori del Movimento del 4 Maggio. Rispetto alle altre scrittrici della sua generazione, Bing Xin è più occidentalizzata: studia prima a Pechino, in una scuola cattolica, e poi si laurea negli Stati Uniti in letteratura inglese. Questa formazione ha influenzato profondamente la sua opera.

Gli insegnamenti della fede cristiana e la figura del poeta Rabindranath Tagore sono gli elementi che segnano maggiormente le poesie di Bing Xin. Troviamo spesso il tema dell’amore universale, sia inteso come fratellanza, sia come amore materno. La figura del bambino è centrale, così come la bellezza della natura, in particolare i panorami marini. Le sue poesie presentano spesso esortazioni ai lettori, alla natura o all’universo, nell’ottica di un senso di sofferenza che accomuna tutti gli uomini.

Dalla raccolta “Labirinto di stelle” (繁星)

34

Tratta dalla raccolta Labirinto di stelle (繁星, 1923), questa poesia riflette l’influenza del pensiero di Tagore. Bing Xin usa l’immagine dei granelli di sabbia per veicolare un’idea di forza collettiva e umile, dove i grandi cambiamenti non sono opera di forze eroiche ma di un lavoro piccolo e costante, un concetto caro alla sua filosofia dell’amore universale.

Ciò che crea la nuova costa
non è il mare che ondeggia
ma i piccoli granelli di sabbia al di sotto.

74

Inclusa in Labirinto di stelle (1923), questa poesia esalta la purezza dell’infanzia, uno dei temi cardine dell’autrice. Il bambino diventa la metafora del poeta ideale, colui che, pur con mezzi linguistici “imperfetti”, riesce a esprimere verità profonde e “perfette” perché non ancora corrotte dal mondo adulto. È una celebrazione dell’innocenza come forma suprema di saggezza.

Il bambino
è un grande poeta,
con una lingua imperfetta,
che balbetta versi perfetti.

Dalla raccolta “Acque primaverili” (春水)

14

Contenuta nella raccolta Acque primaverili (春水, 1923), questa poesia esprime la visione della Natura come fonte primaria e inesauribile di ispirazione. La Natura stessa si rivolge al poeta, invitandolo a usare il suo “oceano” di bellezza per contrastare l’aridità e la mancanza di vitalità del mondo umano. L’arte diventa così un ponte tra la grandezza del creato e l’animo umano.

La Natura chiamò e disse:
“Prendi la penna,
Immergila nel mio oceano!
Il cuore nell’unanimità è arido e spento.”

37

Parte di Acque primaverili (1923), questa poesia è un’invocazione diretta e potente all’universo. L’immagine della “rete di stelle” suggerisce un velo che nasconde una verità più profonda e luminosa. La poetessa esprime un desiderio quasi mistico di superare le apparenze per accedere all’essenza stessa della luce e del cosmo, in una ricerca di unione totale.

Spazio!
Strappa via la tua rete di stelle.
Fammi vedere il volto della tua luce.

79

Inclusa in Acque primaverili (1923), questa poesia rappresenta il testamento spirituale e filosofico di Bing Xin. La comprensione totale del mondo diventa l’obiettivo ultimo dell’esistenza, un atto di riconciliazione finale. Non è una conoscenza puramente intellettuale, ma una profonda e serena accettazione di ogni aspetto della vita, espressa con un tono di dolcezza e intimità.

Vorrei, prima di lasciare questo mondo,
potergli dire dolcemente:
“O mondo,
adesso ti comprendo perfettamente.”

144

Tratta da Acque primaverili (1923), questa poesia riflette sul ruolo sociale e consolatorio della scrittura. Bing Xin si interroga sull’efficacia della sua arte, chiedendosi se un “piccolo cuore” come il suo possa davvero offrire riparo a chi soffre. Emerge qui il suo ideale di amore universale e di servizio verso il prossimo, unendo la vocazione artistica a una profonda responsabilità umana.

Il poeta scrive invano,
un piccolo cuore:
Può dare riparo
a chi sofferente erra triste sotto la pioggia?

Lo stile di Bing Xin: le “piccole poesie” (xiaoshi)

Le poesie di Bing Xin, come possiamo vedere, hanno una particolarità: sono molto brevi, di tre o quattro versi generalmente, e questo lanciò un nuovo genere nella Cina degli anni ‘20, chiamato xiaoshi (piccole poesie). In generale, in questi anni nasce la moda delle poesie brevi, soprattutto per via dell’influenza di Tagore, che proprio in questo periodo viene tradotto e pubblicato in Cina.

Fonte immagine: Wikimedia Commons

Articolo aggiornato il: 28/08/2025

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