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Scrittura cinese: l’importanza dei tratti

La scrittura cinese non ha un alfabeto, ma è un sistema basato su componenti visivi. Un dubbio frequente riguarda la terminologia: come si chiamano tecnicamente i “simboli” cinesi? I segni grafici che compongono questa lingua non si chiamano lettere e non sono ideogrammi astratti (un termine diffuso in Occidente ma scientificamente inaccurato per la maggior parte dei segni odierni), bensì logogrammi, chiamati comunemente caratteri (in lingua originale Hànzì). Per comprendere come funziona questo sistema, è essenziale sapere che a ogni singolo carattere corrisponde un significato e una specifica sillaba fonetica. Nel 1958, per facilitare l’apprendimento e la standardizzazione, è stato introdotto il sistema Pinyin, che permette di trascrivere il suono dei caratteri cinesi utilizzando l’alfabeto latino.

Mentre in una lingua alfabetica le parole sono composte da lettere che, prese singolarmente, non hanno un significato autonomo, nel Putonghua (il Cinese Mandarino Standard) la maggior parte delle parole di uso comune è formata dall’unione di due o più caratteri fortemente evocativi. Ma quanti caratteri cinesi bisogna sapere per poter comunicare fluentemente? Per leggere un normale quotidiano e avere una conversazione fluida, è necessario conoscere tra i 2.500 e i 3.000 caratteri di uso comune. Questa soglia corrisponde al livello di padronanza linguistica testato dagli esami di certificazione ufficiale HSK (Hanyu Shuiping Kaoshi) di livello medio-alto.

Regola di scrittura (Bǐshùn) Dettaglio Pratico Carattere di Esempio
Dall’alto verso il basso I tratti superiori si tracciano prima di quelli inferiori. 三 (Tre)
Da sinistra a destra I componenti a sinistra precedono sempre quelli a destra. 明 (Luminoso)
Orizzontale prima del verticale Nelle intersezioni, il tratto orizzontale va tracciato per primo. 十 (Dieci)
Discendente sx prima del dx Nei tratti divergenti, la diagonale sinistra precede la destra. 人 (Persona)
Dall’esterno all’interno La cornice si traccia prima del contenuto (chiudendo la base alla fine). 国 (Paese)
Centro prima dei lati Nei caratteri simmetrici, il blocco centrale precede le “ali”. 小 (Piccolo)

I componenti di base: tratti e radicali

Prima di analizzare i componenti della scrittura, è utile chiarire un dubbio comune: da che parte si legge e si scrive il cinese? A partire dalle riforme linguistiche avviate in Cina nel 1955, il cinese standard moderno si scrive e si legge orizzontalmente, partendo da sinistra verso destra e scorrendo dall’alto verso il basso, esattamente come le lingue occidentali (la scrittura verticale da destra a sinistra è oggi riservata quasi esclusivamente a testi antichi, poesia tradizionale o elementi calligrafici artistici).

I caratteri cinesi dello stile regolare moderno (conosciuto come stile Kaishu) si scrivono seguendo una fluidità motoria precisa. Ogni carattere non è un disegno casuale, ma è composto in modo rigoroso da unità più piccole e codificate: i tratti e i radicali.

I tratti (Bǐhuà)

I tratti, in cinese Bǐhuà, sono le linee primarie e i punti che formano l’impalcatura dei caratteri. Un singolo tratto è definito come il segno lasciato sul foglio dal momento in cui il pennello (o la penna) tocca la carta fino al momento in cui viene sollevato. In base alla codifica tradizionale, esistono 8 tratti fondamentali da cui derivano tutti i composti complessi:

  1. Héng (横): il tratto orizzontale.
  2. Shù (竖): il tratto verticale.
  3. Diǎn (点): il puntino.
  4. Gōu (钩): l’uncino (aggiunto tipicamente alla fine di altri tratti continui).
  5. (提): il tratto ascendente da sinistra verso destra.
  6. Zhé (折): la curvatura o l’angolo netto.
  7. Piě (撇): il tratto discendente che si assottiglia da destra a sinistra.
  8. (捺): il tratto discendente che si allarga da sinistra a destra.

I radicali (Bùshǒu)

I Hànzì sono raggruppati e classificati mediante componenti chiave chiamati radicali, o Bùshǒu. Ma quanti sono i radicali cinesi? Secondo il sistema di classificazione linguistica più autorevole e storicamente riconosciuto a livello internazionale (il monumentale Dizionario Kangxi del 1716), esistono esattamente 214 radicali tradizionali di base che compongono tutti i caratteri esistenti. Conoscere il radicale è fondamentale per due ragioni: molto spesso fornisce l’area semantica di appartenenza del carattere (ad esempio, il radicale dell’acqua 氵 si trova in caratteri come 河, “fiume”, o 海, “mare”) e rappresenta il metodo classico per cercare le parole nei dizionari cartacei.

“L’origine della scrittura segnò la fine dell’annodare cordicelle per ricordare gli eventi. I caratteri cinesi non sono solo un mezzo per trasmettere le parole, ma l’impronta della mente umana che cerca l’ordine nell’universo.”
— Xu Shen (autore dello Shuowen Jiezi, prima opera di etimologia cinese, 100 d.C.)

Perché l’ordine dei tratti è importante

Rispettare scrupolosamente la sequenza corretta, detta Bǐshùn, non è un mero esercizio di calligrafia. Imparare l’ordine corretto velocizza drasticamente il processo cognitivo di memorizzazione visiva, garantendo un’estetica bilanciata del carattere e permettendo la scrittura in corsivo fluido, usata quotidianamente dai madrelingua. Chi altera l’ordine dei tratti produce caratteri sbilanciati e difficilmente decifrabili dai software OCR. Per supportare gli studenti, strumenti tecnologici avanzati come il dizionario open-source MDBG o la diffusissima applicazione mobile Pleco offrono l’animazione vettoriale dell’ordine dei tratti per ciascun logogramma.

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Fonte immagine: Pixabay

Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2026

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