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Sculture di Jago Cardillo: le 3 più belle

sculture di jago cardillo

Jago Cardillo, noto semplicemente come Jago, è un’artista e scultore italiano contemporaneo che a soli 37 anni ha conquistato un vasto pubblico. Le sue opere, realizzate con una tecnica che evoca i maestri del passato ma con un linguaggio moderno, affrontano temi universali come il dolore, la nascita e la morte. Analizziamo tre delle sculture di Jago Cardillo più significative.

Indice dei contenuti

Scultura Significato principale e collocazione
Figlio velato (2019) Simboleggia l’innocenza vittima delle atrocità del mondo. È esposta a Napoli, nella Basilica di San Severo fuori le mura.
Venere (2021) Rappresenta una bellezza non convenzionale, che porta i segni del tempo, sfidando gli stereotipi. È un’opera itinerante.
Pietà (2021) Reinterpreta il capolavoro di Michelangelo come un dolore paterno universale. È esposta a Roma, nella Basilica di Santa Maria in Montesanto.
Figlio velato di Jago esposto a Napoli
Figlio velato di Jago, fonte immagine: Wikipedia – Matteo Sacher 

1. Figlio velato

Il Figlio velato è una delle opere più famose di Jago, realizzata nel 2019 a New York in marmo Danby del Vermont. Per la sua realizzazione l’artista si è ispirato al Cristo velato, che riprende nel nome ma non nel significato. Jago precisa che l’opera non è un simbolo religioso. La scultura raffigura il corpo di un bambino interamente coperto da un velo, quasi rannicchiato su sé stesso. La scelta del soggetto non è casuale: l’innocenza del bambino simboleggia le vittime delle stragi, della criminalità e delle migrazioni. L’arte viene utilizzata come strumento di denuncia sociale contro le atrocità contemporanee. L’opera è permanentemente esposta nella Cappella dei Bianchi all’interno della Basilica di San Severo fuori le mura a Napoli, nel Rione Sanità, lo stesso quartiere che vide nascere Totò, creando un forte legame simbolico con la città, come documentato dal sito dell’Arcidiocesi di Napoli.

La Venere di Jago, scultura di donna anziana
Venere di Jago, fonte immagine: sito ufficiale di Jago

2. Venere

Un’altra opera di grande impatto è la Venere (2021), che affronta il tema della bellezza da una prospettiva diversa. La scultura raffigura una donna anziana che mostra il suo corpo nudo senza timore. Scolpita in marmo bianco, i dettagli fisici sono impressionanti, tanto che il materiale sembra trasformarsi in carne vera. La popolarità di quest’opera deriva dalla sua rappresentazione di una vita vissuta, un corpo che racconta storie e un’individualità femminile che si libera degli stereotipi. Jago abbatte l’idea della perfezione estetica giovanile, proponendo una nuova realtà che affascina al di là delle concezioni comuni.

La Pietà di Jago esposta a Roma
Pietà di Jago, fonte immagine: sito ufficiale di Jago

3. Pietà

Di grande fascino è anche la Pietà, ispirata al capolavoro di Michelangelo ma rielaborata in chiave moderna. La scultura, realizzata in livestreaming durante il lockdown del 2021, rappresenta un uomo che sorregge un altro corpo maschile esanime. L’opera vuole rappresentare il dolore universale, non necessariamente religioso, ma quello di un padre che tiene tra le braccia il figlio. Un sentimento profondo e comune viene rappresentato alla perfezione dai dettagli del viso dell’uomo, distrutto dal pianto disperato. L’abilità dell’artista nel lavorare il marmo esalta i dettagli anatomici delle figure. L’opera è attualmente esposta a Roma, presso la Basilica di Santa Maria in Montesanto, nota anche come Chiesa degli Artisti, come confermato sul sito ufficiale dell’artista.

Queste tre sculture di Jago Cardillo sono esempi fondamentali per comprendere la sua arte. L’artista riesce a instaurare un dialogo silenzioso tra pubblico e opera, portando lo spettatore a riflettere. I suoi non sono semplici lavori artistici, ma simboli della realtà contemporanea, ricolmi di significato e profondamente toccanti.

Fonte immagini: Wikimedia Commons, sito ufficiale di Jago

Articolo aggiornato il: 16/09/2025

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