Le sette divinità della fortuna: chi sono e cosa rappresentano

Sette divinità della fortuna: quali sono?

Le sette divinità della fortuna (七福神, Shichifukujin) sono un gruppo di divinità estremamente popolari nel folclore giapponese, venerate come portatrici di buona sorte, prosperità e felicità. Apparse intorno al XV secolo, queste figure rappresentano un esempio perfetto del sincretismo religioso giapponese, in quanto provengono da tradizioni diverse — Shintoismo, Buddismo, Taoismo e Induismo — fuse in un unico pantheon benevolo.

Origini e tradizioni: la nave del tesoro e il pellegrinaggio

La tradizione vuole che le sette divinità arrivino sulla Terra all’inizio del nuovo anno a bordo della Takarabune (宝船), la “nave del tesoro”, carica di doni e buon auspicio. Una delle pratiche più diffuse legate al loro culto è lo Shichifukujin Meguri, un pellegrinaggio di Capodanno durante il quale i fedeli visitano una serie di templi, ciascuno dedicato a una delle sette divinità, per raccogliere timbri su un rotolo di carta (shuin) e assicurarsi la fortuna per l’anno a venire.

Guida alle sette divinità della fortuna (Shichifukujin)

Divinità e origine Ambito di protezione e simboli iconici
Ebisu (Giapponese/Shintoista) Dio della pesca, del commercio e del duro lavoro. Simboli: canna da pesca e un’orata (tai).
Daikokuten (Induista/Buddhista) Dio della ricchezza e della prosperità agricola. Simboli: martello magico, sacco di tesori e balle di riso.
Bishamonten (Induista/Buddhista) Dio guerriero della giustizia e protettore della fede. Simboli: lancia, armatura e una piccola pagoda.
Benzaiten (Induista/Buddhista) Unica dea del gruppo. Dea delle arti, della musica e dell’eloquenza. Simboli: un liuto giapponese (biwa).
Fukurokuju (Taoista) Dio della saggezza, felicità e longevità. Simboli: testa allungata, bastone con un rotolo e una gru o tartaruga.
Jurōjin (Taoista) Dio della longevità. Simboli: lunga barba bianca, bastone e un cervo nero.
Hotei (Buddhista) Dio della felicità, dell’abbondanza e dei bambini. Simboli: pancia scoperta, sorriso gioviale e un grande sacco.

In alcune tradizioni, al posto di Fukurokuju o Jurōjin (le cui figure sono spesso sovrapposte), viene inserita la dea Kichijōten, divinità della bellezza e della fertilità.

Le Shichifukujin nella cultura e nell’arte giapponese

Le sette divinità della fortuna sono un soggetto iconico dell’arte giapponese, onnipresenti in dipinti, stampe ukiyo-e e piccole sculture come i netsuke. La loro rappresentazione a bordo della Takarabune è particolarmente diffusa, simbolo di un augurio completo di ogni forma di fortuna. La loro popolarità testimonia la capacità della cultura giapponese di integrare e rielaborare influenze esterne, creando un sistema di credenze unico e profondamente radicato nella vita quotidiana. Molte di queste rappresentazioni artistiche sono conservate in musei di fama mondiale, come il Metropolitan Museum of Art di New York o il Tokyo National Museum. Per approfondire il contesto dello Shintoismo e delle altre fedi, è utile consultare risorse accademiche.

Fonte immagine: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 26/09/2025

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