Dinastia Yuan in Cina: da Gengis Khan a Kublai e Marco Polo

La dinastia Yuan: storia e origini

La dinastia Yuan (1271-1368) rappresenta un periodo unico nella lunga storia della Cina. Fondata da Kublai Khan, nipote del condottiero Gengis Khan, fu la prima dinastia imperiale di origine straniera a unificare e governare l’intero territorio cinese. Questo dominio mongolo, pur imponendo una nuova struttura di potere, favorì un’eccezionale fioritura economica e culturale, caratterizzata da stabilità e intensi scambi con il resto del mondo.

Le origini: Gengis Khan e l’impero mongolo

Per comprendere la nascita della dinastia Yuan, è necessario risalire all’inizio del XIII secolo, quando le steppe dell’Asia centrale erano abitate da tribù nomadi di lingua mongola. Queste tribù furono unificate sotto il comando di un leader carismatico di nome Temujin. Attraverso abili alleanze e sanguinose campagne militari, egli riuscì a sottomettere tutti i clan rivali. Nel 1206, un’assemblea dei capi tribali (il Kuriltai) lo proclamò sovrano supremo, conferendogli il titolo di Gengis Khan (“sovrano universale”). Da quel momento, avviò una serie di conquiste che crearono il più vasto impero contiguo della storia.

Alla sua morte, nel 1227, l’impero fu suddiviso tra i suoi figli e nipoti in quattro grandi entità, i Khanati. Il khanato orientale, che comprendeva la Mongolia e i territori cinesi già conquistati, gettò le basi per la futura dinastia Yuan.

Kublai Khan e la fondazione della dinastia Yuan

Fu Kublai, nipote di Gengis Khan, a portare a compimento il progetto di conquista della Cina. Dopo essere diventato Gran Khan nel 1260, concentrò i suoi sforzi contro l’ultima dinastia cinese regnante, i Song Meridionali. Nel 1271, ancora prima della vittoria definitiva, proclamò ufficialmente la nascita della dinastia Yuan, adottando un nome dinastico in stile cinese per legittimare il suo potere. La conquista fu completata nel 1279, unificando per la prima volta l’intera Cina sotto un sovrano non Han. Kublai Khan stabilì la sua nuova capitale a Dadu, l’odierna Pechino, trasformandola in una metropoli cosmopolita.

Caratteristiche del dominio Yuan in Cina

Il governo di Kublai Khan fu caratterizzato da un approccio pragmatico. Pur mantenendo l’identità mongola, adottò molte istituzioni e pratiche burocratiche cinesi per governare un impero così vasto e complesso. Il suo regno portò importanti trasformazioni.

Aspetto chiave Descrizione e impatto
Pax mongolica Il controllo mongolo su gran parte dell’eurasia creò un periodo di stabilità (“pace mongola”) che rese sicure le vie di comunicazione, favorendo commerci e scambi culturali.
Struttura sociale rigida La popolazione fu divisa in quattro classi su base etnica: mongoli, semu (alleati centro-asiatici), han (cinesi del nord) e nanren (cinesi del sud), con privilegi decrescenti.
Sviluppo economico Fu introdotta la prima moneta cartacea a corso legale (chao) e furono migliorate le infrastrutture, come il gran canale, per facilitare il commercio.
Fioritura artistica Senza i rigidi esami imperiali, molti letterati si dedicarono al teatro e alla drammaturgia, portando a una grande fioritura dell’opera cinese.

La Via della Seta e i viaggi di Marco Polo

La stabilità garantita dalla Pax Mongolica rese la Via della Seta più sicura che mai. Ciò permise a numerosi mercanti, missionari e viaggiatori occidentali di raggiungere la Cina. Il più famoso tra questi fu senza dubbio il veneziano Marco Polo, che giunse alla corte di Kublai Khan insieme al padre e allo zio. Secondo il suo celebre resoconto, Il Milione, egli rimase al servizio del Gran Khan per circa 17 anni, viaggiando attraverso l’impero in veste di emissario. Le sue descrizioni dettagliate della ricchezza e dell’organizzazione della Cina Yuan affascinarono l’Europa per secoli, come riconosciuto anche dall’UNESCO.

La caduta della dinastia e l’ascesa dei Ming

Il declino della dinastia Yuan iniziò dopo la morte di Kublai Khan. Le lotte interne per la successione indebolirono il potere centrale, mentre la discriminazione nei confronti della popolazione cinese Han alimentava un crescente malcontento. Una serie di disastri naturali, carestie ed epidemie fu interpretata come un segno che i mongoli avevano perso il “Mandato del Cielo”. Diverse rivolte scoppiarono in tutto il paese, tra cui quella dei Turbanti Rossi. Nel 1368, uno dei leader ribelli, Zhu Yuanzhang, conquistò la capitale Dadu, costringendo i mongoli a ritirarsi nelle steppe. Egli fondò una nuova dinastia, la dinastia Ming, riportando la Cina sotto il dominio Han.

L’eredità della dinastia Yuan è complessa: segnò un periodo di dominio straniero, ma anche di grande apertura e integrazione, contribuendo a formare un impero multietnico e a rafforzare i legami tra Oriente e Occidente.

Articolo aggiornato il: 18/10/2025

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