Seguici e condividi:

Eroica Fenice

teatro arcas

Teatro Arcas: ‘Nu petito dint ‘a scarpetta

Teatro Arcas anche questa volta è stato sinonimo di sperimentalismo efficace. “‘Nu petito dint ‘a scarpetta” nasce infatti come seconda riflessione di uno studio avviato da tempo che ha cercato, con successo, di portare in scena una fusione tra il Pulcinella di Antonio Petito e il Felice Sciosciammocca di Eduardo Scarpetta. Ecco, dunque, che il Teatro Arcas si presenterà come un luogo in cui la narrazione oscillerà tra la figura del servitore sciocco che ascolta e riferisce segreti e quella dello studente (del piccolo borghese) che non ha mai abbastanza soldi.

“‘Nu petito dint ‘a scarpetta” per la regia di Tonino Taiuti, con Simona Pipolo, Federica Totaro, Marcello Raimondi, Vittorio Passaro, Aurelio De Matteis, sarà in scena fino al 6 gennaio. L’ambientazione sarà dislocata in tre zone del Teatro Arcas e si articolerà in modo assolutamente innovativo. Gli spettatori sono fatti accomodare nel foyer, su divanetti rossi ad attendere non si sa bene chi. Inizierà così il monologo astratto di Don Alberto sul “niente” e sulla contrapposizione di due luoghi “qua e là” che sottendono fondamentalmente il luogo della realtà e quello del teatro. Si è così invitati a spostarsi nello spazio del teatro per seguire la “finzione scenica” (che, forse, non è “niente”). Ma si viene fermati dal Pulcinella- narratore che prolunga il monologo metateatrale percedente di Don Alberto e introduce per sommi capi la storia che verrà messa in scena. Solo a questo punto, si può prendere posto in teatro dove il nostro Pulcinella dorme (sembra quasi morto) sulle note del Miserere (innovativa anche la scelta, in seguito, di introdurre testi dei Beatles e Fred Buongusto). Inizia così la grande commedia ideata dall’autore che bilancia perfettamente quelli che sono gli ingredienti comici del teatro degli equivoci, napoletano. È una commedia senza tempo che può essere ripresentata in qualsiasi contesto storico in cui si riscopre il piacere di lasciarsi andare alla risata. Un matrimonio (anzi due) che “nun s’adda fare” e che fino alla fine rischia di essere celebrato per la timidezza e la ritrosia dei personaggi. Una notizia, quella di zio Gennaro, che nelle intenzioni avrebbe dovuto generare gioia, riuscirà solo a far disperare i protagonisti sul palcoscenico e a far divertire il pubblico in platea. Zio Gennaro, però, sa come rendere felice tutti ed in un esilarante dialogo finale si scioglie finalmente l’ingarbugliata matassa. Allora, perchè non parlarne prima? Ed è qui che ancora una volta che il teatro irrompe nella realtà e si rivolge direttamente allo spettatore: Felice Sciosciammocca rivolgendosi direttamente al pubblico “giustifica” il loro silenzio come volontà di “allungare il brodo” per allietare gli spettatori con la loro storia. 
Ritorna in scena Pulcinella ed il cerchio iniziale si chiude lasciando uno scroscio di applausi.

  -Teatro Arcas: ‘Nu petito dint ‘a scarpetta-

Print Friendly, PDF & Email