Teatro Jōruri e Bunraku: guida al teatro dei burattini giapponese

Il Teatro Joruri: le principali caratteristiche

Il teatro dei burattini giapponese, oggi noto in tutto il mondo come Bunraku, è una forma d’arte sofisticata e complessa. La sua componente narrativa prende il nome di Jōruri, uno stile di canto drammatico accompagnato dalla musica dello shamisen. Sebbene le sue origini siano incerte, la tradizione vuole che sia nato dall’unione di cantastorie itineranti e manovratori di burattini, evolvendosi fino a diventare una delle tre forme classiche del teatro giapponese, insieme al e al Kabuki.

Il triumvirato artistico del Bunraku

Lo spettacolo del Bunraku, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, si fonda sulla perfetta sincronia di tre figure artistiche distinte.

Artista Ruolo e funzione
Il narratore (Tayū) È il cuore vocale dello spettacolo. Interpreta le voci di tutti i personaggi, maschi e femmine, e narra le descrizioni degli ambienti e degli stati d’animo. La sua performance è fisicamente ed emotivamente estenuante.
Il suonatore di Shamisen Non è un semplice accompagnatore, ma un partner del narratore. Con il suo liuto a tre corde, lo shamisen, crea l’atmosfera sonora, sottolinea le emozioni e detta il ritmo della narrazione e dei movimenti dei burattini.
I burattinai (Ningyōtsukai) Manovrano i burattini a vista sul palco, vestiti di nero. La loro abilità sta nel diventare “invisibili” per dare l’illusione che i burattini siano vivi.

I burattini (Ningyō): l’arte della manovra a tre

I burattini sono la caratteristica principale del Bunraku. Alti circa la metà di una persona reale, sono estremamente complessi. I personaggi principali sono manovrati da tre burattinai in perfetta sincronia:

  • Omozukai (manovratore principale): il più esperto, controlla la testa e la mano destra. È l’unico a mostrare il volto.
  • Hidarizukai (manovratore sinistro): controlla la mano sinistra del burattino.
  • Ashizukai (manovratore dei piedi): il meno esperto, controlla i piedi e le gambe. I burattini femminili, tradizionalmente, non hanno gambe, e il movimento viene suggerito dal manovratore attraverso il kimono.

L’epoca d’oro e il genio di Chikamatsu Monzaemon

Il Bunraku raggiunse la sua epoca d’oro a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, soprattutto a Osaka, considerata la città dei mercanti e meno legata alle rigide tradizioni di Kyoto. La figura chiave di questo periodo fu il drammaturgo Chikamatsu Monzaemon, spesso definito lo “Shakespeare del Giappone”. I suoi testi, di altissima qualità poetica, elevarono il teatro dei burattini da semplice intrattenimento a forma d’arte matura, capace di esplorare complesse passioni umane.

Bunraku vs Kabuki: le differenze principali

Sebbene entrambi siano emersi nello stesso periodo come forme di teatro popolare, la differenza fondamentale tra Bunraku e Kabuki è semplice: il Bunraku è un teatro di figura, con burattini come protagonisti, mentre il Kabuki è un teatro d’attori in carne e ossa, noto per il suo trucco esagerato (kumadori) e le pose stilizzate. Molte opere di Chikamatsu, nate per il Bunraku, furono successivamente adattate con enorme successo per il palcoscenico del Kabuki.

Fonte immagine: Wikipedia

Articolo aggiornato il: 28/09/2025

 

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