Lingua giavanese, caratteristiche linguistiche e grammatica

Quando parliamo di bahasa jawa, facciamo riferimento alla lingua giavanese, una lingua millenaria, nata intorno al IX secolo nell’isola di Java. È una lingua maleo-polinesiaca, parlata in Indonesia e Malesia, con una percentuale di parlanti anche a Suriname, in America latina. Al 2022, è parlata da circa 68 milioni di parlanti totali.

I pronomi personali nel bahasa jawa

Pronomi personali (Italiano) Ngoko (Informale) Kromo / Kromo Inggil (Formale)
Io Aku Kulo / Dalem
Tu Kowe Sampeyan / Panjenengan
Lui, lei, esso Dhèwèkè Piyambakipun / Panjenenganipun

Storia di una lingua millenaria

Gli storici dividono la storia della lingua giavanese in varie tappe:

  • Giavanese antico: il primo esempio scritto interamente in lingua giavanese, chiamato Iscrizione Sukabumi, risale circa al 800 d.C.
  • Giavanese medio: circa XIV secolo, coincide con l’ascesa del Buddhismo e dell’induismo.
  • Neo-giavanese: XVI secolo con l’ascesa dell’Islam.
  • Giavanese moderno: circa XX secolo, adozione dell’alfabeto latino, influenza olandese, e convivenza con il bahasa indonesia, la lingua ufficiale dell’Indonesia.

I rami di cortesia

La lingua giavanese si è evoluta nel corso dei secoli, influenzata da sanscrito, induismo, buddismo e islam, che le ha permesso di svilupparsi non solo come lingua della letteratura di corte, ma ha anche permesso lo sviluppo della distinzione tra livelli linguistici; infatti, il giavanese è una lingua ricca di cortesia e rispetto, che viene identificato nel modo in cui ci si rivolge ad una persona. In realtà, la differenza di questi tre livelli linguistici sta nel vocabolario utilizzato, poiché la grammatica differisce di pochissimo se non addirittura nulla tra i vari livelli linguistici.

Ci sono tre livelli di cortesia nella lingua giavanese:

  • NGOKO – lo ngoko è la lingua colloquiale, quella più informale, parlata tra amici o parenti stretti.
  • MADYA – questa forma di cortesia è una via di mezzo tra il più informale ngoko e la forma di rispetto maggiore del kromo. In genere viene utilizzata nelle strade con gli sconosciuti.
  • KROMO ALUS – il kromo alus fa riferimento alla lingua formale, la forma più rispettosa, di solito usata con gli anziani, o nelle cerimonie/ricevimenti.
  • KROMO INGGIL – il kromo inggil fa riferimento alle parole o forme di rispetto usate nel kromo alus, ed anch’esso è formale e rispettoso.

Struttura grammaticale del bahasa jawa

La lingua giavanese è una lingua agglutinante, simile all’indonesiano. In questa tipologia di lingue, la maggior parte delle parole deriva da una radice base (parola primitiva), a cui si aggiungono dei prefissi o suffissi, per formare verbi o azioni, e per rendere quest’ultimi attivi, passivi, transitivi e così via.

Se prendiamo la radice ajar (insegnare), questo verbo può diventare diverse cose, a seconda dei prefissi o suffissi che utilizziamo:

Ad esempio, ajar + men- diventa mengajar (insegnare); mentre se uniamo ajar + ber-, diventa belajar (studiare); ed ancora, se uniamo per- diventa pelajar (studente).

La stessa identica cosa avviene quando parliamo di suffissi e prefissi nella lingua giavanese, anche se vengono utilizzate forme diverse.

Non vi sono coniugazioni, né tempi verbali. Non esistono cambi di genere quando parliamo di pronomi, ma sono presenti differenze solo quando si parla di livelli di cortesia utilizzati.

Riguardo la sintassi, di solito nel giavanese moderno si utilizza SVO (Soggetto + verbo + oggetto), ma nel giavanese antico, a volte, si utilizzava VSO (verbo + soggetto + oggetto) o VOS (verbo + oggetto + soggetto).

Il tempo viene espresso attraverso l’utilizzo di parole ausiliari, come wingi (ieri), dino iki (oggi), mengko (dopo) ecc.

Quando si tratta di creare il plurale, spesso nella lingua viene utilizzato il raddoppiamento. Quindi ad esempio, se prendiamo la parola bocah (bambino), e la raddoppiamo, diventerà bocah-bocah (bambini).

Altra parte importante è la negazione. Infatti, vengono utilizzate le parole ora (ngoko) e boten (kromo), che vengono poste prima o dopo una parola, verbo o azione per negarla.

Sistema di scrittura

L’alfabeto giavanese, chiamato anche Aksara jawa, ha una storia molto ricca e particolare. È un alfasillabario, chiamato anche abugida. L’alfasillabario è un sistema di scrittura ibrido costituito da segni che fondono una consonante e una vocale, oltre a poter essere modificati con varie estensioni o segni che indicano altre vocali o l’assenza di esse.

Cartello stradale con scritte in indonesiano e giavanese
Cartello stradale con scritte in indonesiano e giavanese. Surakarta, 2013. Autore: paduan.co

Questi sono solo alcuni dei segni utilizzati nel sistema di scrittura giavanese, chiamati hanacaraka.

Hanacaraka (Alfabeto di base)
ha
na
ca
ra
ka
da
ta
sa
wa
la
pa
dha
ja
ya
ña
ma
ga
ba
tha
ṅa
In conclusione, possiamo dire che quando studiamo una lingua millenaria come il giavanese, ci immergiamo non solo in grammatica e sintassi, ma in una vera e propria filosofia di vita, dove la scelta delle parole giuste crea un ponte sociale indissolubile, fondato sul rispetto e sulla cortesia.

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia, di autore anonimo, Mackenzie collection, British library
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