Piatti tipici olandesi: 3 da provare

Piatti tipici olandesi: 3 da provare

L’Olanda è famosa per i suoi paesaggi fatti da tulipani, mulini a vento e canali, per la sua mentalità aperta ed inclusiva, per la sua arte che ci regala pittori come Vincent Van Gogh, ma questo paese ci offre anche del cibo meraviglioso e gustoso: i piatti tipici olandesi ne sono la prova. Se state pianificando un viaggio, non perdete la nostra guida sulle attrazioni di Amsterdam e l’approfondimento sui piatti tipici di Amsterdam per un’esperienza culinaria completa.

Quali sono i piatti tipici olandesi più famosi?

Piatto tipico Ingredienti principali Caratteristica
Stamppot Patate, verdure (crauti, indivia), salsiccia affumicata Piatto nazionale energetico e nutriente
Erwtensoep Piselli secchi verdi, maiale, porri, sedano Zuppa densa, tipico comfort food invernale
Hutspot Patate, carote, cipolle, manzo (klapstuk) Legato storicamente all’assedio di Leida

1. Piatti tipici olandesi: lo Stamppot

Lo stamppot è il piatto per eccellenza della cucina olandese. Esso è a base di patate schiacciate e verdure, che possono essere un solo tipo o più tipi insieme, e tradizionalmente le più utilizzate sono crauti, indivia, cavolo, oppure carote e cipolla. Esso viene servito di solito con una salsiccia affumicata (rookworst) o con pancetta. È un piatto che può costituire un pasto economico, nutriente ed energetico. Vi sono due modi per preparare questo piatto:

  • esso viene preparato facendo bollire separatamente le patate e le verdure, per poi aggiungere le patate alla stessa pentola delle verdure e schiacciare tutto. Molti aggiungono una salsa di mele per esaltare il sapore e addolcire il composto. Inoltre, la maggior parte degli olandesi crea un ‘laghetto’ al centro del composto di verdure, composto da sugo o burro fuso;
  • si può preparare anche in un’unica pentola che contiene le patate, cipolle e verdure che vengono pelate e messe nella pentola insieme alla salsiccia. Poi si aggiunge l’acqua e si porta a bollore, facendo cuocere le verdure che verranno scolate e poi si aggiungerà un po’ di latte, burro, sale, schiacciando tutto insieme.
Stamppot olandese preparato con indivia e patate
Stamppot preparato con indivia e patate e servito con pancetta di maiale (Wikipedia, Takeaway)

2. Erwtensoep

L’erwtensoep chiamata anche snert, è una zuppa di piselli secchi verdi, molto densa e sostanziosa, tanto che si dice scherzando che ‘il cucchiaio deve restare in piedi da solo’. È un piatto tipicamente invernale, perfetto contro il freddo e legato alla tradizione contadina. La sua origine si dice risalga al Medioevo, quando i piselli secchi erano una delle principali fonti di proteine vegetali nel Nord Europa che venivano conservate a lungo, costavano poco e nutrivano molto. Era un piatto povero ma sostanzioso, cucinato in grandi pentole sul fuoco per sfamare famiglie numerose. Le zuppe di legumi erano ideali per contadini e marinai, soprattutto nei mesi freddi; infatti, tra il XVII e XVIII secolo, la ricetta si configura come simbolo della cucina nazionale invernale. Essa contiene patate, porri, aromi come ad esempio il prezzemolo, vari tagli di maiale come il lardo, la cotica, pancetta fresca, o la salsiccia affumicata. Si serve in genere con pane di segale e burro. Esso è quindi un vero e proprio comfort food, il classico piatto che trovi a casa della nonna.

Erwtensoep zuppa di piselli olandese tradizionale
La Erwtensoep olandese (Wikipedia, Takeaway)

3. Hutspot

Esso è un purè rustico a base di patate, carote e cipolle, tutto bollito insieme e poi schiacciato grossolanamente. Secondo la leggenda, la ricetta deriva dal cibo trovato nelle pentole abbandonate dai soldati spagnoli in preda alla frettolosa fuga dopo la fine dell’assedio di Leida nel 1574, durante la Guerra degli Ottant’anni. L’hutspot viene solitamente cucinato nella stessa pentola con il klapstuk, che è un taglio di manzo ricavato dalla sezione delle costole, e se questo non è disponibile, viene sostituito con pancetta affumicata. Dal punto di vista etimologico, il termine hutspot è attestato già tra XVI e XVII secolo e deriva dall’olandese hutsen (scuotere, rimestare, mescolare grossolanamente) e pot (pentola). Quindi significa letteralmente qualcosa come “pentola rimestata” o “miscuglio fatto in pentola”. L’idea è proprio quella di buttare diversi ingredienti in pentola e mescolarli. Solo col tempo la parola si è fissata per indicare lo specifico piatto di patate, carote e cipolle.

Piatto di Hutspot olandese con carne
Hutspot olandese (Depositphotos, sara_winter)

Fonte immagine in evidenza: Pixabay

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