Visitare l’Isola di Grado: 5 mete imperdibili

Visitare l'Isola di Grado: 5 mete imperdibili

Visitare l’isola di Grado, in provincia di Gorizia, Friuli-Venezia Giulia, è il fiore all’occhiello per chi vuole ritirarsi dalle consuetudini quotidiane e abbandonarsi alla tranquillità.

Non eccessivamente lontana dalla costa triestina, è anche chiamata Isola del Sole in occasione della sua localizzazione a sud della pianura friulana e delle catene montuose, il che le garantisce un clima meno piovoso e piacevolmente ventilato, molto spesso animato dalla bora triestina e dallo scirocco.

Durante la calda stagione estiva, Grado è meta di ricchi flussi turistici su scala internazionale. Si conta, di fatto, una forte presenza di visitatori tedeschi ed austriaci, fino alla fase pre-autunnale. L’influenza austro-germanica è rilevante anche dal punto di vista storico e linguistico; ad attestarlo sono numerose segnaletiche che prevedono un accompagnamento del tedesco agli idiomi italiano e inglese. L’isola di Grado, oltre ad un clima particolarmente favorevole per una piccola sosta, raccoglie numerosi paesaggi e testimonianze storiche in grado di affascinare turisti italiani e non.

Passiamo in rassegna alcuni dei luoghi must-watch per visitare l’Isola di Grado al meglio:

1. Isola di Barbana

L’isola di Barbana è posta all’estremità est della laguna di Grado e raggiungibile via marittima tramite traghetto. Sede di un antico santuario mariano, ovvero dedito al culto di Maria. Ancor’oggi abitata da monaci benedettini. Luogo ideale per chi pratica turismo di matrice religiosa. I pellegrinaggi votivi delle comunità, provenienti soprattutto dal basso friulano, si svolgono prevalentemente dal mese di aprile alla fine di settembre. Numerosi pellegrini partecipano inoltre il 15 agosto e l’8 settembre di ogni anno, in occasione di festività care ai fedeli, quali l’Assunzione e la Natività. In queste due processioni la statua della Madonna di Barbana viene portata sulle spalle per l’isola. Per chi è affine al mondo religioso, può ben capire come visitare l’isola di Grado apra numerosi spiragli per vivere esperienza innovative che ripropongono le lunghe tradizioni locali.

La prima domenica di luglio si celebra il Perdòn di Barbana, pellegrinaggio/corteo in memoria del giorno in cui l’Isola di Grado fu salvata da una terribile pestilenza che prese luogo nel 1237. Ancor prima di questa tradizione annuale dell’isola, che vede partecipi barche imbandierate, il giorno precedente la domenica si festeggia il Sabo Grando (“Sabato Grande” in dialetto gradese). Si tratta di una vigilia in attesa della domenica, per cui si addobba il paese con bandierine e altre decorazioni varie, e i locali restano aperti fino a tarda sera.

2. Lungomare Nazario Sauro

Tra i gradesi è consuetudine chiamarlo come la diga, e corrisponde ad un piacevole perimetro sul lungomare che garantisce una panoramica mozzafiato in ogni momento della giornata. Fortemente apprezzata da persone locali e non. L’isola di Grado, oltre che di un quanto più ricco patrimonio naturale, può vantare di longevi radici storiche. Infatti, la famosa diga è di origini austriache.

Per chi vuole visitare l’isola di Grado, è giusto che sappia che il territorio è appartenuto per molto tempo all’Impero Austro-Ungarico; e in quanto sua parte, non poteva certo restare intatta da alcuni accorgimenti compiuti dai dominatori. La Repubblica Veneta nel ‘700 costruì l’attuale diga come una struttura in legno dell’antico castrum, oggi centro storico. Fu con il definitivo intervento austriaco che si giunse ad una prima forma di capolavoro ingegneristico di cui oggi l’isola di Grado può godere, soggetto ad ulteriori future modifiche.

3. Il porto

Ufficialmente riconosciuto come Porto Mandracchio. Si distingue per la sua peculiare forma ad Y e per la centralità che riveste all’interno del cuore cittadino. Anche quest’ultimo è frutto dell’alternato ingegno di veneziani ed austriaci, ed oggi è uno dei luoghi migliori con cui trascorrere lunghe serate con i propri amici o famiglia.

Ci sono diversi bar e ristoranti che circondano questo storico punto di approdo per i pescherecci, che restituiscono un’atmosfera magica al posto.

4. Le calli di Grado

Con il termine calle si intende una tipica via veneziana (e qui torna l’influenza della Repubblica Veneta), e deriva dal latino callis con cui si intende un sentiero o un viottolo. Infatti, le calli di Grado sono basate su questo tipo di mappatura: tantissimi passaggi e viottoli che connettono diversi punti dell’attuale centro storico, di cui le calli fanno naturalmente parte. Vige uno stile più tradizionale, con ristorantini, vinerie o locandine che ripercorrono le orme di eredità passate.

In passato erano la porzione interna del castrum dell’isola. Quanto detto ci lascia comprendere efficientemente come visitare l’isola di Grado si presenti come un vero e proprio viaggio che si alterna tra passato e presente.

5. Basilica di Sant’Eufemia

Simbolo religioso dell’Isola di Grado, oggi appartenente all’arcidiocesi di Gorizia.

Ripercorrere il proprio substrato storico è davvero arduo, in quanto sono avvenuti tantissimi sviluppi prima di poter giungere all’attuale edificio sacro che possiamo ammirare. Si può addirittura ricondurre al VI secolo, quando ne fu ordinata la costruzione su una vecchia basilica preesistente. Sorge sulla piazza dell’antica città patriarcale, affiancata dal battistero e dal campanile (XV secolo). Ha subito diversi rimaneggiamenti e restauri, cui uno degli ultimi è da ricondursi all’incirca a due secoli fa. Risultato della fusione di diversi stili: dall’esterno in stile paleocristiano alle decorazioni interne in stile musivo, risultando un efficace patrimonio artistico.

Fonte immagine in evidenza: Scatto personale

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