The Open Championship, il Major britannico

Storia del The Open Championship

Il The Open Championship è una delle più importanti competizioni di golf al mondo ed è il più antico dei quattro tornei Major esistenti. La storia del The Open Championship vanta oltre 150 edizioni disputate dal 1860, con gli Stati Uniti in cima all’albo d’oro per numero di vittorie.

Storia del The Open Championship

Storia del The Open Championship
Walter Hagen all’edizione del 1922 del The Open Championship (Wikipedia – Unknown author)

La prima edizione del The Open Championship si giocò nel 1860 al Prestwick Golf Club, in Scozia. Solo 8 golfisti vi parteciparono, disputando 36 buche in un giorno, e il vincitore fu William Park Senior. Il torneo si chiama Open perché è aperto sia a professionisti che a dilettanti. Il nome del trofeo che oggi viene assegnato al vincitore è il Golf Champion Trophy (detto anche Claret Jug), una coppa d’argento istituita nel 1873 che deve essere restituita in vista dell’edizione successiva. A partire dal 1928, i giocatori ricevono solo una replica, mentre l’originale è conservato presso il Royal and Ancient Golf Club. Fino al 1872 il vincitore riceveva la Challenge Belt, una cintura di pelle marocchina che veniva restituita dal campione in carica. L’obbligo di restituzione scompariva se un giocatore avesse vinto 3 edizioni consecutive, come accadde nel 1870 a Tom Morris Jr. Inoltre, dal 1872 si stabilì che ogni vincitore avrebbe ricevuto una medaglia, la cosiddetta Gold Medal, da conservare per sempre.

Format e regole

Storia del The Open Championship
Il ponte Swilken con la clubhouse di Saint Andrews sullo sfondo (Wikipedia – Gordon Hatton)

Questa manifestazione si svolge nel Regno Unito con cadenza annuale nel mese di luglio ed è l’unico dei quattro tornei Major di golf che si disputa al di fuori degli Stati Uniti. La competizione è organizzata dal The Royal and Ancient Golf Club of Saint Andrews e la formula adottata è quella dello stroke play. In questa modalità di gioco, ogni giocatore conta il numero totale di colpi effettuati per completare l’intero percorso. Il vincitore è chi totalizza il punteggio più basso alla fine dei quattro giri. Vi è anche l’obbligo di imbucare: un giocatore deve completare ogni buca, pena la squalifica. La formula utilizzata è quella medal dello stroke play, in modalità scratch (o lordo), senza l’uso degli handicap. Il torneo dura 4 giorni, per un totale di 72 buche (18 al giorno). Dopo 2 round (36 buche), viene effettuato il taglio (cut): solo i migliori 70 giocatori (più eventuali pari merito) continuano a gareggiare. In caso di parità al primo posto, si gioca un playoff su 3 buche aggregate e, se la parità persiste, si procede con la formula sudden death.

Record, curiosità e l’edizione 2025

Storia del The Open Championship
Turnberry Golf Club (Wikipedia – Ian Dick)

L’edizione del 2025 si svolgerà dal 17 al 20 luglio al Royal Portrush Golf Club, in Irlanda del Nord. In totale parteciperanno 156 golfisti, i quali si qualificano per il torneo attraverso specifiche modalità: vittorie in tornei passati, posizioni elevate nelle classifiche mondiali, qualificazioni attraverso tornei designati, vittorie in specifici tornei dilettantistici (per i non professionisti) e partecipazione a tornei di qualificazione regionali e finali. Il record per il maggior numero di vittorie al The Open Championship appartiene ad Harry Vardon (6). Il giocatore che ha realizzato il punteggio più basso su 72 buche è Henrik Stenson (264). Infine, il primo golfista italiano a vincere il The Open Championship è stato Francesco Molinari nel 2018, diventando anche il primo italiano a vincere un torneo Major di golf.

Fonte immagine in evidenza: Wikipedia – The Average Golfer

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