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Eroica Fenice

La Tag: Africa contiene 2 articoli

Culturalmente

Leblouh: l’alimentazione imposta alle bambine in Mauritania

In Mauritania, la tradizione impone che le bambine da circa sette anni in su vengano sottoposte a severi regimi di alimentazione forzata al fine di raggiungere l’obesità nella prima adolescenza, così da permettere l’accettazione in società e concretizzare la possibilità di trovare marito. In un contesto come quello delle popolazioni rurali della Mauritania sahariana dove la povertà è considerato un problema sociale ancora molto ingombrante, il valore e il prestigio delle donne viene misurato in base alla loro forma fisica. Per la popolazione mauri, piccola società patriarcale di origine berbera, l’obesità viene considerata manifesto di salute e di abbondanza. Infatti, la “Mbelha” (tradizione) prevede che una donna prima di trovare marito o prima di sposare il suo fidanzato raggiunga una soglia minima accettabile di peso, di solito intorno ai 100 kg. In lingua hassaniyya, dialetto arabo parlato in Mauritania, questa pratica di alimentazione forzata alla quale vengono sottoposte le bambine e le giovani donne viene definita Leblouh. Ciò che desta più preoccupazione rispetto a questo costume è che spesso per raggiungere l’obiettivo di un corpo grande, simbolo di opulenza, e magari anche in tempi brevi, si ricorre a mezzi estremi, molto dolorosi e dannosi per la salute. Nonostante questa pratica sia stata abbandonata quasi del tutto nelle zone urbane, continua ad essere fortemente radicata nelle aree più rurali del paese. Una fotografa francese, Carmen Abd Ali, ha raccontato questa tradizione attraverso un progetto fotografico intitolato proprio “mbelha”. Cosa impone la “Mbelha”? «La donna occupa nel cuore del suo sposo lo stesso posto che occupa nel suo letto», recita un vecchio proverbio autoctono. Ciò significa che fin dagli ultimi anni dell’infanzia si comincia con il processo di alimentazione forzata. Le bambine in Mauritania, a partire dai sette anni o poco più vengono costrette ad assumere latte, pappa d’avena, farina di miglio e cous cous in enormi quantità. Questi cibi, ricchi di grassi, contribuiscono a un repentino aumento del peso (si parla di quasi dieci chili in un paio di mesi). Spesso vengono condotte in centri che si occupano di sottoporle a regimi di dieta ipercalorica con più di quattro pasti al giorno che vengono somministrati anche di notte. La pratica è stata paragonata al trattamento riservato agli animali che crescono negli allevamenti intensivi. L’ossessione per la “forma perfetta” non si limita alla sola alimentazione – che comunque rappresenta il problema principale -. Le giovani donne, soprattutto in occasione delle feste, utilizzano ventose e olii contenenti fieno greco al fine di far apparire le braccia più gonfie. I rischi per la salute delle bambine e delle donne in Mauritania Come abbiamo già detto la Leblouh può essere estremamente dannosa per la salute delle donne che ne vengono sottoposte. Oltre agli evidenti disturbi legati al sovrappeso e all’obesità, questa pratica può comportare bulimia, disturbi digestivi, diabete e problemi di pressione sanguigna. Tutte le patologie che se non curate con grande attenzione, potrebbero facilmente portare alla morte. Non solo. Data l’enorme pressione psicologica alla quale vengono sottoposte, molti adolescenti che non riescono a prendere […]

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Libri

Mare in fiamme: Francesco Troccoli ricuce le sponde dell’umanità

Mare in fiamme, edito L’Asino d’oro, è l’ultimo romanzo dello scrittore romano Francesco Troccoli. «E poi tu non credi in Dio, cara» «No, infatti. Ma credo negli esseri umani. E nelle relazioni complesse che fra essi si stabiliscono» A pronunciare questa frase carica di umanità è proprio Marina, la protagonista di Mare in fiamme, maestra di una scuola multietnica della periferia di Roma, a cui arriva una foto di una ragazza africana sul cui retro è scritto «Sorella mia, aiutami». Intanto suo padre Italo, rimasto coinvolto in un’esplosione in Libia, è in coma presso l’ospedale militare di Roma. Marina si troverà coinvolta in un giallo che la porterà a riscoprire il passato di un padre che non aveva mai conosciuto fino in fondo come uomo, e a riconciliarsi con una Terra e con la sua Umanità grazie a una sorella ritrovata. Dalle sfumature multietniche e dalle componenti di romanzo giallo, la trama di Mare in fiamme si snoda proprio intorno ai rapporti umani – sorelle, padri, figlie, amicizia- , un innesco caro all’autore Francesco Troccoli e che coinvolge ognuno dei personaggi del romanzo, adulti e fanciulli. Mare in fiamme: Francesco Troccoli ricuce le sponde dell’umanità Orazio, Italo, Marina. Un triangolo generazionale intorno al quale si sviluppa una trama e si ricongiungono i punti della storia che lega la nostra Italia all’Africa, il nostro passato al nostro presente. Mare in fiamme è il mare in cui Orazio, nonno di Marina e padre di Italo, arruolato in marina, salvò i nemici inglesi da un naufragio, conquistandosi la fama di “eroe di guerra”. Mare in fiamme è quello in cui è rimasto irretito Italo, figlio di Orazio e padre di Marina: inchieste giornalistiche fastidiose che rivelano i crimini di guerra italiani in Libia e più in generale in Africa. Mare in fiamme è il mare che ha separato per troppi anni Marina, figlia di Italo e nipote di Orazio, da suo padre e da una parte di se stessa. È del rapporto padre-figlio che Francesco Troccoli si serve per delineare il rapporto storico di Italia e Libia, per ricucire le due sponde nella rivelazione cruda, che da sempre i libri di storia omettono, del massacro africano, in particolare quello libico, da parte dell’Italia; mostruosità che portavano con sé, anticipandole, le oscenità naziste. Così, leggendo il romanzo di Francesco Troccoli, mentre noi lettori facciamo i conti con un pezzo della nostra storia di oppressori, Marina fa i conti con la riscoperta di un padre e di tutto ciò che si porta dietro dalla Libia, e Orazio riscopre grazie al lavoro di suo figlio, il ruolo meschino dell’ Italia in Africa e cerca di riscattarsi con chi gli è più vicino, i suoi badanti nigeriani, lontani da lui solo etnicamente. Ma i personaggi non si fermano a tre, e non sono solo adulti. Mare in fiamme è un romanzo che pullula di umanità e quindi di cultura: la quinta in cui insegna Marina è una classe che accoglie fanciulli, a metà tra bambini e adolescenti, […]

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