Seguici e condividi:

Eroica Fenice

La Tag: fun e tech contiene 2 articoli

Fun e Tech

Crittografia e sicurezza informatica: come funziona?

La crittografia – letteralmente “scrittura nascosta” – è un sistema pensato per rendere illeggibile un messaggio per coloro che non possiedono la chiave per decodificarlo. I primi metodi crittografici tramandatici risalgono all’Antica Grecia perché fanno capo a un bisogno, quello della privacy, antico quanto l’uomo. La crittografia oggigiorno rappresenta uno strumento fondamentale nella lotta contro il cybercrime. Diversi sistemi sono infatti utilizzati per proteggere i nostri dati e per garantire la nostra privacy. Nel mondo dell’informatica, la crittografia indica dunque la conversione dei dati da un formato leggibile in un formato codificato, decodificabile solo con la chiave opportuna. L’approdo della crittografia nel campo informatico Uno dei primi metodi crittografici veri e propri e che si trova alla base della crittografia moderna è il Cifrario di Cesare, un sistema utilizzato da Giulio Cesare per cifrare i suoi messaggi sostituendo di tre posti la lettera del testo in chiaro con quella del testo cifrato. È ben immaginabile che, dall’epoca di Cesare, la crittografia ha avuto delle notevoli evoluzioni – basti pensare alla complessità dei cifrari di Vigenère – e ciò ha permesso il suo impiego in campi in cui il diritto alla privacy è irrinunciabile. Impiegata sia dai singoli utenti che dalle grandi aziende, la crittografia è oggi ampiamente utilizzata su Internet per tutelare le informazioni scambiate, che possono essere dati di pagamento o anche informazioni personali. La comunicazione ha acquisito un ruolo sempre più centrale nella vita degli uomini e, di pari passo, ha generato il bisogno di un sistema per tutelare la sua segretezza nella rete. La cifratura informatica è infatti un sistema in continua evoluzione che, anno dopo anno, deve essere aggiornato per far fronte a standard sempre più elevati. Il metodo crittografico nell’informatica è un sistema che, tramite l’utilizzo di un algoritmo matematico, agisce sulla sequenza di caratteri che vengono inviati, cifrandoli in base ad una chiave segreta, che corrisponde al parametro stesso della cifratura e decifratura. La validità del metodo si misura sulla sicurezza di questa chiave. La prima classificazione possibile in tale ambito di applicazione è proprio data dalla chiave, che può essere simmetrica o asimmetrica. Nel primo caso essa è unica e usata sia per criptare che per decriptare, mentre nel secondo caso è duplice: quest’ultimo metodo è anche detto “a chiave pubblica” perché si compone di una chiave pubblica per la cifratura e una privata per decifrare il messaggio. È chiaro che la crittografica simmetrica risulta molto più veloce, sebbene non altrettanto efficace. L’algoritmo più diffuso a chiave simmetrica è l’Advanced Encryption Standard (AES), sviluppato alla fine degli anni ’90 dai crittografi belgi Joean Daemen e Vincent Rijmen per il National Institute of Standards and Technology. Ma lo svantaggio della crittografia simmetrica è che le parti coinvolte devono scambiarsi la chiave per poter criptare e decriptare il messaggio e questa esigenza di distribuire un alto numero di chiavi implica la necessità di fare uso anche di altri tipi di cifratura. Al contrario, gli algoritmi asimmetrici, più complessi e più lenti, presentano una chiave pubblica […]

... continua la lettura
Fun e Tech

Windows 7 verso la fine del supporto: cosa succederà?

Windows 7, il sistema operativo di casa Microsoft rilasciato nel 2009 (a meno di tre anni dal rilascio del predecessore), è stato uno dei sistemi operativi Microsoft di punta dell’ultimo decennio, nato per sostituire lo sfortunato predecessore Windows Vista, in seguito ai numerosi episodi spiacevoli denunciati dai clienti in seguito al passaggio a Vista da Windows XP. Come riporta il comunicato ufficiale di Microsoft, il sistema operativo di casa Redmond rilasciato ufficialmente al pubblico il 22 ottobre del 2009, installato ancora sul 26,82% dei computer (secondo Statcounter, secondo solo al più recente Windows 10) verrà dismesso in data 14 gennaio 2020, motivando la scelta con la necessità di “concentrarsi sul supporto di tecnologie più recenti e di nuove esperienze”. Microsoft provvederà ancora, come in passato, ad inviare delle notifiche sui dispositivi che utilizzano il sistema operativo Windows 7, facendo leva su tutti i potenziali rischi e svantaggi dovuti alla tecnologia obsoleta nel proseguire l’esperienza di utilizzo con un sistema operativo datato, con l’obiettivo di invogliare l’utenza al passaggio al più attuale Windows 10. Fine del supporto a Windows 7: cosa comporterà? Possibili soluzioni ed alternative Già terminato il supporto principale a Windows 7 nel 2015, l’azienda di Satya Nadella porrà fine definitivamente al supporto esteso del sistema operativo. In seguito non fornirà più assistenza online né telefonica e non verranno più rilasciati nuovi aggiornamenti atti a correggere eventuali vulnerabilità non colmabili dai semplici software antivirus, costituendo di fatto una corsia preferenziale per la diffusione di nuovi attacchi informatici da parte di malintenzionati. La soluzione proposta da Microsoft consiste nell’acquisto di una licenza per l’uso di Windows 10, alternativamente è possibile ancora optare per il predecessore Windows 8, che riceverà aggiornamenti di sicurezza fino al 2023. Offerto inizialmente a partire dal 1° aprile 2019 per le licenze a volume, esteso poi a tutte le altre tipologie dal 1° dicembre per le versioni Professional ed Enterprise, Microsoft ha istituito il programma Extended Security Updates (ESU): un servizio sottoscritto a pagamento che garantisce ad aziende, governi e pubbliche amministrazioni una estensione – fino ad un massimo di tre anni – del supporto a Windows 7. Importante evidenziare che in caso di sottoscrizione ad ESU nel secondo o nel terzo anno, sarà dovuto il pagamento anche delle quote degli anni precedenti. Il costo dell’abbonamento varia in base alla tipologia del contratto di licenza, in caso di contratto a volume i prezzi sono i seguenti: 25$ a PC il primo anno 50$ a PC il secondo anno 100$ a PC il terzo anno Nel caso di contratti di licenza non a volume si dovrà far fronte ad una maggiorazione: 50$ a PC il primo anno 100$ a PC il secondo anno 200$ a PC il terzo anno Va ribadito che l’ultima soluzione riportata consiste in una agevolazione per le aziende e non costituisce un sostitutivo ad un eventuale aggiornamento del parco software, che viene più volte consigliato da Microsoft stessa.   Fonte immagine: HdBlog

... continua la lettura