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Eroica Fenice

La Tag: Graus Edizioni contiene 2 articoli

Libri

Io, Tony Tammaro. La storia di Vincenzo Sarnelli

Graus edizioni pubblica Io, Tony Tammaro, un piacevole libro sulla vita e sulla carriera di uno dei più iconici cantanti napoletani Alzi la mano chi, durante una scampagnata alla villa comunale il giorno di Pasquetta o durante i giorni di noia tra un esame all’università e qualche pausa dal lavoro, non ha mai intonato hit intramontabili quali Patrizia, Supersantos, Scalea e Mio fratello fuma a scrock. Sono soltanto alcune delle più note canzoni di Vincenzo Sarnelli, noto ai più con lo pseudonimo di Tony Tammaro. Cantautore divenuto noto in Campania per le sua discografia riconducibile alla categoria della “musica demenziale”, si racconta a Ignazio Senatore in un’intervista che confluisce nel libro Io, Tony Tammaro, pubblicato da Graus edizioni all’interno della collana Personaggi lo scorso maggio. Io, Tony Tammaro. Il “tamarro” che non ti aspetti Esortato da Ignazio Senatore, psicologo e apprezzato critico cinematografico di cui si ricordano opere come Cantanti musicisti e rock band. I 100 film più belli, Tony Tammaro racconta la sua vita e la sua carriera tanto nei momenti felici e in quelli non proprio lieti. Figlio d’arte di Egisto Sarnelli, Vincenzo racconta di come fin dall’infanzia sia cresciuto in un ambiente che lo ha stimolato musicalmente e che lo ha spinto a intraprendere la carriera di cantante. Una carriera, come si è detto, piena di momenti di luce e di qualche ombra. La gavetta al Clarinetto di Alan de Luca e al Kiss Kiss Café al Rione Alto, il successo (e l’immeritata volgarità attribuitagli) ottenuto grazie alle famose cassette pirata “Mixed by Erry” e alla pubblicazione della Prima cassetta di musica tamarra nel 1989. Quello che diverrà poi Tony Tammaro non manca di parlare della sua esperienza televisiva con Tamarradio, programma di cui ancora si trovano sketch su You Tube e di quella nel mondo del cinema dove recita nei film Gole Ruggenti (1992) di Pier Francesco Pignitore, La parrucchiera (2016) di Stefano Incerti e Achille Tarallo (2018) di Antonio Capuano, senza dimenticare l’esperienza radiofonica a Radio Marte. Ma Io, Tony Tammaro non è un’ascetica biografia del nostro cantante. Si tratta piuttosto di un ritratto genuino e sincero di un artista di cui, soprattutto noi ascoltatori campani, siamo abituati a vedere la facciata più scanzonata e allegra. Anzi, per usare un termine più adatto, quella “tamarra”. Lo stesso Tony Tammaro ci tiene a precisare il significato di questo pseudonimo, collegabile a un mondo verso cui prova curiosità sin da bambino: «I tamarri di cui parlo in alcune canzoni sono quelli che si stupiscono. Sono, è anche vero, dei “losers”, degli sfigati, degli anti-eroi, dei personaggi che collezionano soltanto rifiuti dalla donna che amano, che fanno delle figuracce perché inadeguati e non attrezzati culturalmente». Dietro a ogni storia raccontata nelle proprie canzoni ci sono ritratti di quegli uomini e di quelle donne a tratti strampalati e distanti anni luce dal modo di vivere normale accettato dalla società, ma senza alcuna intenzione di umiliazione. Dietro infatti al personaggio di Tony Tammaro, cantante dalla voce nasale che parla un […]

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Libri

Aspettando il treno di mezzanotte, Aldo Vetere | Recensione

Il nuovo libro di Aldo Vetere “Aspettando il treno di mezzanotte”, pubblicato da Graus edizioni, è un intrigante giallo che lascia col fiato sospeso fino all’inaspettata scena finale, grazie all’incalzante e unica voce narrante del racconto; e, dato che ogni libro nasce da un desiderio, il movente di “Aspettando il treno di mezzanotte” è stato quello di cimentarsi con una tecnica narrativa unica nel suo genere come il racconto ad una voce, come afferma l’autore stesso. La trama di Aspettando il treno di mezzanotte Una serata tranquilla nella stazione di Napoli. Un uomo si avvicina ad un altro in attesa con un piccolo bagaglio, e chiede di poter sedere accanto a lui. Inizia così un monologo che durerà fino all’epilogo della narrazione, in cui l’uomo rivela di essere un ex psicologo, mestiere che, un po’ come quello dello scrittore, consiste nell’entrare nella mente delle persone. Lui sembra essere particolarmente abile, e inizia come per gioco ad indovinare quello che pensa l’uomo in attesa, la destinazione del suo viaggio e le sue motivazioni. L’altro resta impassibile, quasi seccato. Ma piano piano la narrazione si fa più concitata e l’uomo rivela dettagli della sua vita che nessuno potrebbe conoscere. Si giustifica affermando che ne è a conoscenza a causa del suo lavoro di archivista che, per quanto noioso, lo ha condotto a indagare sulla vita del suo “interlocutore”, e sulle ragioni che lo hanno spinto a commettere azioni efferate, uscendone sempre incolume. Cosa lo ha spinto ad agire come ha agito? L’uomo, di cui ignoriamo il nome fino al termine della narrazione, sembra conoscere i pensieri passati dell’altro, persino le sue sensazioni, e arriva a ipotizzare che il possibile movente delle sue azioni sia un trauma passato che, da bambino, lo avrebbe messo di fronte alla paura della morte e dell’abbandono. L’uomo resta in silenzio, anche quando riceve accuse spaventose o quando l’altro tocca corde profonde relative alla sua infanzia e ai suoi rapporti familiari. Lui resta impassibile e l’uomo non smette di narrare, in maniera sempre più intima e concitata, rivelando di aver avuto anche modo di conversare con persone a lui vicine, confrontandosi con queste ultime al fine di comprendere il perché di determinati comportamenti e come possa sempre averla fatta franca. Ma come mai lui resta impassibile? E chi è quest’uomo invadente che sembra addirittura aver indagato su di lui, senza un ragionevole motivo? L’ultima pagina si conclude con l’arrivo del treno di mezzanotte atteso dall’uomo, ma al rumore del treno si aggiunge un rumore differente e inaspettato. Due facce della stessa medaglia Lo psicologo anticipa sempre la prossima mossa dell’uomo, e come una sorta di voce della coscienza afferma di conoscere il perché delle sue azioni e lo accusa, senza mai prenderne le parti né entrando in empatia con lui; il “lei” con il quale si rivolge all’uomo è infatti evidenziato lungo tutta la narrazione, come a rimarcare la distanza tra i due, che però con lo sbrogliarsi dei fili del racconto sembrano avvicinarli sempre di più. Sembrano […]

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