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Eroica Fenice

La Tag: libridaleggere contiene 4 articoli

Libri

Piste ulteriori per oggetti dirottati di Pasquale Del Giudice

Piste ulteriori per oggetti dirottati è una raccolta poetica del giovane autore Pasquale Del Giudice, pubblicata per Ensamble Edizioni. Ogni componimento rappresenta, come il titolo stesso suggerisce, una prospettiva nuova per qualcosa di consueto; oggetti quotidiani che la mente ha ormai registrato e che l’occhio non ha più l’esigenza di sfiorare, grazie allo sguardo dell’autore e all’attenzione prestatagli, da “oggetti orfani” vengono riportati al ruolo di cose -per citare Remo Bodei- se non addirittura di soggetti, umanizzati e ai quali vengono attribuite sensazioni ed emozioni propriamente umani. In questo modo l’autore fa proprio l’esercizio primordiale del poeta, giocando con la propria fantasia e immaginazione, riportando sulla carta quello che è la vita immaginaria delle cose o appunto “piste ulteriori”. Piste ulteriori per oggetti dirottati, la raccolta poetica Il punto di partenza per l’autore Pasquale Del Giudice sembra risalire alla notte dei tempi, il vuoto, il buio assoluto del nulla e poi uno scoppio. “Il sogno creatore” non a caso è il titolo del primo componimento. «Una massa informe conteneva tutte le combinazioni, l’Universo si sta espandendo e raffreddando» Lo sguardo sulle cose è però distaccato dalla consuetudine, si rinnova e rinasce e così tutto ciò che circonda l’autore sembra essere nuovo. Le cose assumono nuovi contorni, appena uscite dagli stampi della sua immaginazione. I componimenti seguono la traiettoria di un vero e proprio processo di formazione; una volta fuori dal caos primordiale, si è quasi costretti ad imparare e l’unica strada possibile è quella dell’errore. Cadendo, graffiandosi, si impara dove e come mettere un piede d’avanti all’altro. La soggettività nei primi componimenti è mantenuta; è l’uomo che impara. E ciò che impara, le sue passioni e attitudini lasciano segni evidenti sulla sua pelle, sul suo “involucro esteriore”, tracce visibili dell’invisibile. «Il corpo si modella come acqua / al suo recipiente abituale, al proprio mestiere / la schiena degli studiosi si ingobbisce, / le dita dei chitarristi sviluppano calli / si ammalano di artrosi, quelle dei benzinai / assumono strane colorazioni / le mani dei pittori sono tavolozze / sbiadite dall’acquaragia, i fumatori incalliti / hanno i polpastrelli e i denti ingialliti, / i pugili il naso rotto e graffi e rabbia in volto.»

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Libri

Datacrazia: un’antologia per ripensare la società dei dati

Datacrazia è l’antologia curata da Daniele Gambetta e pubblicata da D Editore per la collana Eschaton. Una raccolta di testi per capire la politica, la cultura algoritmica e i conflitti al tempo dei big data. Datacrazia è innanzitutto un bel libro da avere tra le mani perché dà un senso di compattezza, di solidità. Elementi che, peraltro, ritroveremo nell’organizzazione dei 23 testi raccolti in cinque parti. Circa 380 pagine per inquadrare un tema che spesso rischia di oscillare tra l’utopia e la distopia. L’antologia curata da Daniele Gambetta trova la misura giusta analizzando il tema da prospettive diverse. Si alterna la lente politica con quella sociologica, quella musicale con quella etica. Sguardi diversi per capire il fenomeno della datificazione e delle relative conseguenze nelle nostre vite. Datacrazia: uno sguardo dall’interno Leggendo un libro su big data, machine learning, algoritmi e datacrazia ci si aspetterebbe la descrizione di un universo digitale lontano da questioni epistemologiche, etiche, storiografiche, politiche. La lettura di Datacrazia, invece, è soprattutto questo. Un tentativo di sistematizzare un’impalcatura teorica per capire quali siano gli strumenti da usare nell’approccio a questi temi. Non si tratta solo di codici, parte comunque fondamentale, ovviamente, ma di capire quali sono le idee che nascondono. Oggi l’uomo tende a fondersi col digitale, tanto a livello cognitivo che sensitivo e materiale. Ormai i device sono estensioni del corpo e della mente e contribuiscono alla costruzione della rappresentazione del nostro mondo. Offrono suggerimenti sui nostri gusti musicali, sui prodotti che vorremmo o dovremmo acquistare, sulle serie che vorremmo o dovremmo guardare. Frammentano la nostra attenzione e ci rendono sfuggenti, emotivi, talvolta isolati e incapaci di riconoscere la verità. Ma i tentativi di influenzare la nostra rappresentazione della realtà sono sempre esistiti. Il punto è come si declini ciò oggi. In particolare, come fa notare Manconi, i bot nelle reti sociali «non puntano, come nella classica propaganda, a suggerire esplicitamente cosa si dovrebbe pensare, ma forniscono piuttosto rappresentazioni distorte e arbitrarie di cosa pensino gli altri, o meglio di cosa pensi la rete. Emerge così l’importanza che le reti sociali assumono nella quotidiana (guerra sulla) costruzione di una rappresentazione della società. Questa è sempre più frutto della auto-comunicazione di massa, ma qui si insinuano anche, con dissimulazioni sempre più sofisticate, attori con enormi risorse e strategie oscure volte a imporre la loro informazione, analizzando, processando e catturando la nostra comunicazione». La nostra rappresentazione del mondo, dunque, può essere deliberatamente influenzata da grandi attori politici ed economici. In un’intervista rilasciata da Roberto Pizzato, Nello Cristianini spiega che l’intelligenza artificiale «acquisisce informazioni, le processa, impara, fa dei piani, sceglie ed esegue delle azioni, o meglio si comporta in modo da massimizzare il suo profitto. […] Se l’obiettivo del sistema è massimizzare i clic, massimizzerà i clic» non preoccupandosi di filter bubble o di creazione di disuguaglianze. «Siamo di fronte ad un cambiamento paragonabile alla rivoluzione industriale. Cambiano i paradigmi stessi della nostra società, abbiamo bisogno di nuovi valori, di nuove leggi per regolare questo processo. […] Non è […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Layla di Massimo Piccolo apre la terza edizione di Marigliano Letteart

Layla di Massimo Piccolo | Recensione | A 14 giorni dall’inizio del nuovo anno a Marigliano, comune della provincia napoletana, si inaugura la terza edizione di “Marigliano Letterart“, la rassegna culturale che propone interessanti e stimolanti incontri letterari, ideata e organizzata da Deborah Daniele, con il sostegno di associazioni come il Circolo letterario anastasiano di Giuseppe Vetromile, Clarae musae di Vittoria Caso e I colori della poesia di Annamaria Pianese, oltre al patrocinio del Comune di Marigliano. Il primo incontro si è svolto nella sala del Pato’ Lounge Bar di Marigliano, luogo scelto appositamente per avvicinare un pubblico variegato di lettori, al fine di promuovere in maniera ampia questa iniziativa culturale. Ad inaugurare il ciclo di incontri è Massimo Piccolo, autore dalla personalità poliedrica essendo non solo scrittore, bensì anche regista, giornalista e fotografo. Per la casa editrice  napoletana Cuzzolin, l’autore aveva già pubblicato la favola moderna “Estelle“. L’incontro si apre con la presentazione del suo romanzo “Layla” ambientato, come ci spiega l’autore, in una Napoli diversa da quella che siamo abituati a conoscere attraverso gli autori contemporanei; non è la Napoli dei commissari, né quella di un tempo lontano o dei quartieri difficili e malfamati. L’autore ha voluto scavare più a fondo, arrivando a sviscerare tradizioni plurisecolari, per toccare temi nascosti e mistici; uno degli aspetti che caratterizza la città è quello dell’esoterismo, dei culti nascosti che si stratificano col tempo nelle mille sfaccettature che essa assume in base a come ognuno sceglie di guardarla; nessuna città più di Napoli, centro nevralgico di tradizioni e culti plurimillenari, avrebbe potuto fungere da palcoscenico letterario per il romanzo di Massimo Piccolo. La volontà dell’autore è quella di portare alla luce la bellezza del patrimonio napoletano, non solo in ciò che è evidente e sotto gli occhi di tutti, bensì in ciò che i simboli, le strade e le numerose chiese e cappelle della città nascondono. Questi solo alcuni dei temi sviscerati durante la presentazione di un libro che arriva a toccare numerose sfaccettature dell’animo umano e non solo. La presentazione di Deborah Daniele fa emergere la perplessità del lettore una volta arrivato all’ultima pagina del libro, in un finale forse volutamente aperto alle più svariate interpretazioni. Un romanzo che lascia dubbi e nessuna certezza, solo come i grandi libri sanno fare, secondo Deborah Daniele. I protagonisti I protagonisti del romanzo sono ragazzi che si accingono a varcare il limite tra l’adolescenza e l’età adulta, con tutte le crisi del caso e i problemi legati ad un mondo che inizia a svelarsi e a far cadere il velo che lo ha fino a quel momento ricoperto, mostrandone i fantasmi reali e irreali. Layla, una giovane e timida studentessa al penultimo anno di liceo, nel romanzo si spoglia delle sue incertezze e delle sue fragilità, facendo emergere anche la sua forza. Nella copertina del romanzo in primo piano il volto di una ragazza, fotografata dall’autore stesso, richiama l’attenzione col suo sguardo volutamente enigmatico, che cattura e inquieta, prefigurazione del mistero che avvolge il […]

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Libri

Buongiorno ragazzi, il libro di Valentino Ronchi

Esce oggi per la Fazi Editore il nuovo libro di Valentino Ronchi, “Buongiorno ragazzi”. Tutti gli scrittori, o i poeti, come in questo caso, iniziano spesso a scrivere spinti dalla volontà di “sfogar l’interna doglia” attraverso le parole. La morte inaspettata del professore di greco, che ha indubbiamente influenzato il percorso dell’autore, è la scintilla che spinge il Ronchi a intraprendere un viaggio introspettivo e l’autore, come i grandi poeti che studiava al liceo, lo rende noto nel “proemio”, la sede topica della comunicazione delle intenzioni dell’autore.  La notizia dà “il La” ad un viaggio a ritroso tra i ricordi che legano i giovani adulti, compagni di classe, che si ritrovano insieme dopo aver appena imboccato ognuno la propria strada, “con i figli nei telefonini e nei portafogli”. L‘evento porta però involontariamente a riguardare i propri compagni come una volta, “con il Rocci sotto al braccio, che nello zaino proprio non ci entra”. E così, come nella mente si accavallano pensieri suscitati da stimoli diversi, esattamente allo stesso modo si distribuiscono le parole sulla pagina del Ronchi. La poesia sembra quasi una prosa spezzata, che deve andare a capo e che talvolta deve interrompersi, per continuare alla pagina seguente, o dopo un po’, come a seguire il flusso incostante del pensiero; le emozioni del passato comportano un salto indietro e si alternano al presente, in un continuo tira e molla; sembrano venir fuori e concretizzarsi nei versi come un’esigenza impellente che ha bisogno di essere espressa esattamente come la si prova. I dettagli di un passato neanche troppo lontano, che sembra anzi a portata di mano, sono vividi e si presentano al lettore esattamente come nella mente e nell’animo del poeta. Come spesso accade, è la morte l’unica in grado di spezzare la quotidianità e capace di avvicinare persone altrimenti inevitabilmente distanti. Buongiorno ragazzi, lo stile dell’autore Il linguaggio dell’autore non è distante da quello quotidiano, anzi talvolta si riduce all’ essenziale, come quello di un dialogo interno e personale con se stessi, ridotto all’osso e per niente poetico; la rima è bandita, e qualora ci sia, è scusata dall’autore, come a ribadire la sua inadeguatezza. Nella poesia del Ronchi il passato sembra subire una rilettura a posteriori, come se alcuni momenti fossero premonizioni di ciò che avverrà nel presente, come nel caso del corteo degli studenti che sembra prefigurare quello in cui si ritroveranno insieme molti anni dopo, in nome del professore venuto a mancare.  Il verso diviene prosa libera, che include vecchi discorsi diretti che divengono parte integrante della prosa-verso. E il passato diviene presente nella figlia di un vecchio amore che porta il nome che avrebbero dato alla loro, di figlia. L’incontro tra i vecchi compagni è una continua evocazione di un passato comune, che si fonde con il presente, come fosse accaduto solo un momento fa. E tutto viene letto “alla Omero”, come il professore aveva tentato allora di insegnare, come forse solo oggi, da adulti, riescono a comprendere. E Laura, uno dei personaggi femminili che […]

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