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Eroica Fenice

La Tag: NNEditore contiene 2 articoli

Libri

I cieli di Philadelphia, il nuovo romanzo di Liz Moore

I cieli di Philadelphia è un libro della scrittrice Liz Moore, che, con una narrazione quasi disarmante, ed estremamente coinvolgente, spiega che, al di là delle cosiddette “apparenze”, dovute, nel caso del suo romanzo, ad una serie di attività socialmente e legalmente errate, possa esserci in realtà, un forte umanità desiderosa di riscatto. I cieli di Philadelphia: trama La storia segue Mick Fitzpatrick sulle piste di un assassino seriale che sceglie le sue vittime tra prostitute disperate, alla ricerca di pochi spiccioli per acquistare una dose di droga. La trama del libro è una sorta di percorso investigativo che si perde tra le diramazioni delle storie, tra gli abitanti dei quartieri, e tra la drammaticità di alcuni eventi. Due storie parallele, quella di Kacey, sorella minore che vive per strada, prostituendosi, e la storia di Mickey, il cui unico scopo è quello di ritrovare la sorella, improvvisamente scomparsa dal quartiere. Il percorso che la giovane deve compiere per ritrovare la sorella, non è facile: Mickey si confronterà con verità scomode, relazioni pericolose, immagini distorte di una realtà pericolosa. I Cieli di Philadelphia è un romanzo nel quale, i due personaggi principali, riescono, grazie alla penna della scrittrice, a far sentire la propria voce; ciò riguarda soprattutto Mickey, sorella maggiore, che con affetto e dolore, protegge la sorella minore, nonostante i rancori di una vita. Si tratta di un romanzo nel quale si respira un forte senso di assenza, quella di un genitore che, lascia due figlie ancora piccole. Un romanzo poliziesco o una saga familiare? Il romanzo potrebbe essere considerato una saga familiare, ma al tempo stesso un poliziesco, anche se la versatilità del testo, lo rende particolarmente polivalente, donandogli un’identità quasi “mista”. Le parole poste dalla scrittrice l’una dopo l’altra, come tasselli, perfettamente incastrati, rappresentano un continuo susseguirsi tra passato e presente. La mancata affettività del passato, sembra essere ancora fervida, e soprattutto si tramuta in senso di responsabilità da parte della sorella maggiore. La ragazza è quasi ossessionata dal voler ritrovare la sorella, nonostante il rapporto spesso conflittuale, dettato da mancanze e traumi. I cieli di Philadelphia è un romanzo oggettivamente realistico, che mette in luce quanto quotidianamente può accadere in uno dei quartieri più malfamati, città simbolo della Rivoluzione americana, ossia Kensington. Fortunatamente quel degrado, non solo sociale, ma anche culturale, non sembra coinvolgere la protagonista-detective, chiave del romanzo, che senza sosta cerca la sorella, nonostante l’atteggiamento di sfiducia di qualcuno, e le tante persone che le dicono di non rincorrere chi non smette di correre. Immediatamente mettendo in chiaro l’oggetto principale della sua scrittura, Liz Moore apre il romanzo (e lo chiude) con la lista di tutte le persone della vita di Mick distrutte dall’eroina. I cieli di Philadelphia: linguaggio scorrevole e intrecci ben identificabili Il linguaggio utilizzato dalla scrittrice Liz Moore, è semplice e scorrevole, descrive uno scenario americano all’interno del quale si delineano aspetti tra loro contrastanti, rapporti divergenti e interazioni sconfinate. Il tessuto narrativo de I cieli di Philadelphia, permette di comprendere come, […]

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Libri

Alessio Forgione autore di Giovanissimi: letteratura e boccate d’aria

Intervista ad Alessio Forgione: “Giovanissimi”, letteratura e boccate d’aria Alessio Forgione, napoletano e autore di “Napoli Mon Amour” e “Giovanissimi” editi da NN Editore, è stato così gentile da rispondere alle nostre domande. L’originalità e la sagacia delle risposte hanno reso quest’intervista molto piacevole, ed è molto bello notare la ricorrenza dell’invito alla lettura: quanti leggono davvero, anche tra gli scrittori? Leggere è amore e necessità, e anche la scrittura si fa, per forza di cose, necessaria. La lettura è una boccata d’aria, soprattutto in questo periodo storico, e un buon libro in questo momento ha un potere più che mai salvifico. Da Alessio abbiamo appreso delle importanti lezione da portare a casa: abbiamo imparato che la letteratura salva, che la vergogna è la misura dell’urgenza di raccontare e che naso e orecchie crescono per tutto il corso della vita. Giuro, io non lo sapevo. A lui la parola! Ciao Alessio! Innanzitutto grazie di aver accettato di rilasciare questa intervista: partiamo dalla domanda più banale, o forse più difficile (insomma, dipende dai punti di vista!) Chi è Alessio Forgione e come lo racconteresti a chi non lo conosce? No, a chi non conosco non racconto nulla di me, eccetto le cose piuttosto evidenti, ovvero che ho più di trent’anni, sono calvo, napoletano, non troppo alto ma nemmeno basso, che mi piace leggere e da un certo un punto in poi ho incominciato a scrivere. Come è nato il tuo amore per la scrittura e che rapporto hai con essa? In realtà, non amo scrivere. Amo leggere, ma sono due giochi molto diversi tra loro. È che le cose si ammucchiano e scrivere mi sembra un modo per fare ordine, più o meno come lavare i piatti, che pure non è una cosa troppo piacevole, ma pur sempre necessaria. Ci racconteresti come è stata la gestazione di “Napoli Mon Amour” e “Giovanissimi”? Quando ho scritto “Napoli mon amour” ero un disoccupato di trent’anni e mi venne di scrivere di un trentenne disoccupato perché non riuscivo a guardare oltre la punta del mio naso. Con “Giovanissimi”, che si svolge sul finire degli anni ’90, ho pensato di voler provare a spiegarmi com’è che sono diventato la persona che sono, forse perché il mio naso continua a crescere – e d’altronde naso e orecchie crescono per tutto il corso della vita di un essere umano. Finirò per assomigliare ad un elefante, già lo so. Quando inizi a lavorare a una storia, come capisci che è quella la storia giusta su cui investire tempo ed energie? Se mi vergogno abbastanza delle cose che sto scrivendo, dell’argomento e non della forma, allora sono la cosa giusta su cui lavorare. Come stai vivendo l’entrata di “Giovanissimi” nella dozzina dello Strega? Benissimo, ne sono davvero molto soddisfatto. Mi sembra una cosa bella da qualsiasi prospettiva la si guardi. Che libri ci consiglieresti per questo periodo storico così particolare che stiamo vivendo? Sto leggendo “2666” di Roberto Bolaño ed è un libro enorme, in più è molto voluminoso […]

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