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Cinema e Serie tv

Festival del cinema di Roma 2019, vince Santa Subito

Il festival del cinema di Roma 2019 è giunto alla sua conclusione. Dieci giorni in cui la capitale ha visto l’alternarsi di film diversi per lingua e genere e diretti da grandi maestri e da autori emergenti. Questa edizione ha visto la presenza di Martin Scorsese che ha portato il suo The Irishman (nelle sale italiane dal 4 al 6 novembre per iniziativa della Cineteca di Bologna e dal 27 novembre on demand su Netflix), della seconda prova alla regia di Edward Norton con Motherless Brooklyn e dello spin-off de Il grande Lebowski: Jesus Rolls di John Tuturro. Ma questa edizione è stata anche piena di tributi a personalità del cinema come la famiglia Cecchi Gori e i premi alla carriera andati a Bill Murray, Viola Davis e John Travolta. Festival del cinema di Roma 2019: premi alla carriera a Bill Murray, Viola David e John Travolta Nella giornata di sabato 26 ottobre sono stati assegnati due premi alla carriera. Il primo è andato a Bill Murray, il quale si è reso protagonista di un episodio alquanto movimentato. Dapprima l’incontro con la stampa organizzato nella Sala Sinopoli è stato annullato in quanto il direttore Antonio Monda ha dovuto comunicare che l’attore era assente, salvo poi presentarsi per un incontro diretto in qui ha tenuto una chiacchierata di un’ora con il regista Wes Anderson che lo ha diretto in sette film. Ma neanche in questo caso i disagi sono mancati, dovuti principalmente alla mancanza di un traduttore che ha costretto i giornalisti a sedersi accanto a persone di madrelingua inglese per capire cosa stesse dicendo. Nonostante questa rocambolesca serie di imprevisti, Murray ha accettato il premio commuovendosi e invitando i romani ad amare la propria città: «Roma è una città bellissima, ma la parte più bella della sua storia l’hanno fatta gli altri, quelli che sono venuti prima. E i romani oggi devono avere cura di questa città, amarla». Una frase che ha usato come similitudine con la propria carriera: «Lo stesso vale per me: se sono arrivato fin qui è grazie alla mia famiglia, agli amici, ai colleghi, e quello che devo fare è prendermi cura di me stesso per non sprecare tutto questo». A ricevere il secondo premio alla carriera è stata Viola Davis, attrice nota per il film The Help di Tate Taylor. Nel suo di incontro ravvicinato (di certo non un’odissea come quella di Murray) l’attrice, premiata da Pierfrancesco Favino, ha ripercorso tutta la sua carriera e ha anche parlato del valore del lavoro di attrice: «Ci sono persone che indossano delle maschere perché hanno paura di essere giudicate. Noi artisti dobbiamo cercare di superare questi limiti, regalando al pubblico una versione di noi stessi priva di filtri. Questo deve fare un’artista. Io sono diventata un’artista perché non volevo una vita ordinaria. Volevo essere un’artista e volevo essere un’artista di colore. In questo mondo è una lotta continua, ma io combatto per me stessa, per la mia voce». Il terzo e ultimo premio è andato a John […]

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