Alfonso Sastre e il teatro spagnolo del dopoguerra

Alfonso Sastre

Alfonso Sastre (Madrid, 20 febbraio 1926 – Hondarribia, 17 settembre 2021), drammaturgo scomodo e controverso nel suo pensiero politico, è indubbiamente una delle personalità teatrali più influenti della seconda metà del Novecento spagnolo.

Chi era Alfonso Sastre

Nato a Madrid, Alfonso Sastre ebbe una carriera teatrale tanto peculiare quanto importante nel corso della storia del teatro spagnolo. La sua figura è associata a un gruppo d’intellettuali noto in Spagna come ‘La generazione del ’50’ (o “Generazione di mezzo secolo”), un insieme di scrittori emersi dopo la Guerra Civile che condividevano un forte impegno sociale e una rinnovata attenzione per il linguaggio. Alcune delle opere di Sastre furono tradotte e messe in scena anche in Italia, Paese in cui viaggiò spesso.

I suoi inizi furono, in un certo senso, rivoluzionari, se si prende in considerazione il contesto sociale e politico dei suoi primi tentativi teatrali: parliamo della Spagna franchista degli anni ’40. La sua figura fu infatti caratterizzata dall’impegno politico anti-franchista e di sinistra. Riguardo alle ragioni che lo spinsero allora a scrivere, sosteneva di voler porre fine alla rigidità e alla vacuità del cosiddetto ‘teatro borghese’ del momento, un teatro di evasione privo di critica sociale.

Gli esordi rivoluzionari con Arte Nuevo

Per questo motivo, Alfonso Sastre co-fondò nel 1945, in un caffè di Madrid, Arte Nuevo, un gruppo teatrale formato da giovani desiderosi di capovolgere l’establishment teatrale. Nel gruppo, insieme ad Alfonso Sastre, troviamo Medardo Fraile e Alfonso Paso – con i quali aveva già firmato alcuni pezzi che non furono mai eseguiti in anteprima.
Il gruppo non durò più di cinque anni, a causa sia di difficoltà economiche ma soprattutto per motivi di incomprensione. Tuttavia, l’esperimento suscitò abbastanza interesse tra il pubblico universitario più anticonformista e tra alcuni critici della stampa tradizionale. Si cominciò quindi a riconoscere che era possibile in Spagna fare un altro tipo di teatro, più intellettualizzato, più aperto alle influenze europee, che non aveva nulla a che fare né con il folklorismo, né con la staticità alla quale il pubblico era abituato.

In ambito teatrale, fu principalmente Alfonso Sastre a continuare a scrivere, firmando opere rivoluzionarie e controverse come ‘Cargamento de sueños’, ‘La mordaza’ sull’autoritarismo all’interno della famiglia, ‘En la red’ che tocca il tema dell’indipendenza algerina, e ‘Ufficio delle tenebre’ dove denuncia i vantaggi e l’immoralità dei potenti. La sua opera più celebre, ‘Escuadra hacia la muerte’, fu da lui stesso definita un grido di protesta contro l’incombente prospettiva di una nuova guerra mondiale.

Le opere teatrali più famose di Alfonso Sastre

Alfonso Sastre scrisse più di 50 opere, con le quali ottenne riconoscimenti come il Premio Nacional de Teatro nel 1986, come attestato dal Ministero della Cultura spagnolo, il Premio Nazionale per la Letteratura Drammatica e il Max de Honor. La sua biografia completa è consultabile anche presso fonti istituzionali come la Historica hispanica. Di seguito, un’analisi di alcuni dei suoi lavori più rilevanti.

Opera Temi centrali e rilevanza
Cargamento de sueños (1948) Manifesto del gruppo Arte Nuevo. Un’opera in atto unico che rompe con la tradizione per un teatro più sintetico e moderno.
Escuadra hacia la muerte (1953) La sua opera più famosa. Analizza la condizione umana in una situazione limite, criticando l’autoritarismo e la guerra.
En la red (1959) Affronta la tensione della lotta clandestina e la repressione politica, ispirata alla guerra d’indipendenza algerina. Fu censurata dal regime franchista.

Cargamento de sueños

Opera in un atto unico, fu presentata durante la seconda stagione teatrale di Arte Nuevo (1947-48) all’Istituto Ramiro de Maeztu di Madrid. Le opere scritte da Alfonso Sastre e i drammaturghi di Arte Nuevo aderirono al limite di un atto unico soprattutto per ragioni di natura estetica, ossia di fare un “teatro sintetico, breve”, caratteristica che non era usuale in Spagna ed era vista come un elemento di modernità.

Escuadra hacia la muerte

Ebbe la prima nel Teatro María Guerrero a Madrid nel 1953 e fu un evento eccezionale, poiché non era mai accaduto che il lavoro di un nuovo autore raggiungesse un tale successo. Alfonso Sastre aveva 25 anni quando cominciò a scrivere l’opera e 27 quando la presentò in anteprima. Le tre rappresentazioni che ebbero luogo (il 18, 22 e 24 marzo di quell’anno), quando normalmente si sarebbe trattato di una singola sessione, testimoniarono l’impatto ottenuto. Va aggiunto che, nel 1953, Sastre non aveva ancora terminato il servizio militare e che concluse gli studi in Filosofia e Lettere poco dopo la prima. Il successo di quest’opera lo incoraggiò a proseguire la sua carriera di drammaturgo.

En la Red

Scritta nel 1959 e portata in scena a Madrid nel 1961, fu successivamente bandita in Spagna. Racconta l’angoscia e la tensione della clandestinità di due militanti, Celia e Pablo, prima dell’arrivo della polizia. Nonostante la loro resistenza, alla fine vengono entrambi catturati. Durante le rappresentazioni di questo spettacolo, lo stesso Sastre fu fermato dalla polizia e il suo teatro fu accusato di essere un manifesto per la richiesta di amnistia per i prigionieri politici.

Lo stile teatrale: tra impegno sociale ed esistenzialismo

Sebbene il suo sia sempre stato definito ‘teatro sociale’, Alfonso Sastre non smise mai di essere sperimentale e di cercare una commistione di linguaggi che andavano ben oltre il testo. Il suo è soprattutto un teatro esistenziale che scava nell’angoscia umana, nella paura e nel senso di colpa, pertanto, può risultare complesso. È innegabile, però, che la sua originalità abbia fatto da apripista a molte altre esperienze teatrali successive in Spagna e in Europa.

Fonte immagine: Pixabay


Articolo aggiornato il: 15/09/2025

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A proposito di Costantino Gisella

Sono nata a Napoli nel 1977 e sono cresciuta con la musica di Pino Daniele, i film di Massimo Troisi e il Napoli di Maradona. Ma non sono mai stata ferma e infatti metà del mio cuore e’ nel Regno Unito dove ho vissuto per svariati anni. Dopo l’esperienza all’estero, ho deciso di iscrivermi all’ Università di Napoli “L’Orientale” (sono laureanda in Lingue e Culture dell’Europa e delle Americhe) per specializzarmi in quella che è la mia passione più grande: la letteratura anglo-americana. Colleziono dischi in vinile, amo viaggiare e non rientro mai da un posto senza aver assaggiato la cucina locale perché credo che sia il modo migliore per entrare realmente in contatto con culture diverse dalla mia.

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