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Eroica Fenice

"In arte...Totò" al Festival MANN: Enzo Decaro racconta

Enzo Decaro racconta il principe De Curtis con”In arte…Totò” al Festival MANN

Enzo Decaro porta sulla scena la vita di Totò al MANN

Tra gli eventi promossi dal “Festival MANN”, un posto particolare è occupato dallo spettacolo dedicato al grande comico napoletano, “In arte…Totò”, in scena la sera del 24 aprile nel suggestivo e maestoso Salone della Meridiana del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. In occasione del cinquantenario della scomparsa del principe Antonio De Curtis, Enzo Decaro porta sulla scena la vita di Totò, ma attraverso una prospettiva inusuale, quasi di scorcio, mettendo in luce quegli aspetti della personalità del poeta che si nascondono dietro la maschera di attore e comico, da sempre amato e celebrato.

«È stato il primo evento al quale abbiamo pensato», spiega il direttore artistico Andrea Laurenzi, raccontando l’organizzazione del Festival al MANN, il posto giusto in cui collocare Antonio De Curtis, nel momento in cui il Museo si apre alla città, quella città che è stata la culla e l’ispirazione di Totò e che a cinquant’anni dalla sua scomparsa celebra la sua memoria. Dalla collaborazione del noto regista napoletano, Enzo Decaro, con la figlia e la nipote di Antonio De Curtis, Liliana ed Elena, nasce l’idea di uno spettacolo che racconta al pubblico la vita poetica e la visione del mondo del grande artista, mostrando il processo creativo ed ispirativo che si nascondono dietro il personaggio Totò.

Enzo Decaro, dietro la “maschera” di Totò 

Attraverso il linguaggio del reading musicale, sulle note di Riccardo Cimino, Enzo Decaro ci guida in un viaggio nel mondo poetico e musicale dell’artista, all’interno del “pensatoio” nel quale egli trovava rifugio quando si allontanava dal pubblico e riponeva la maschera di burattino tanto amata ed acclamata. Dalle riflessioni registrate al suo magnetofono, dalle poesie e dalla musica conservate nei rari documenti della famiglia De Curtis, emerge quell’aspetto poco indagato della personalità di Totò, più intimo e sensibile, non sempre in accordo col suo alter ego, buffo e saltimbanco. E proprio l’esplorazione di questo “laboratorio”, nel quale i suoi pensieri prendevano forma e diventavano parole, mostra al pubblico l’immagine inedita di un artista-filosofo che, al buio e in solitudine, appuntava emozioni e riflessioni su quel mondo al quale non sempre sentiva di appartenere, ma che fu a lui indissolubilmente legato.

Enzo Decaro descrive la complessità dell’artista

Grazie alla testimonianza diretta della figlia Liliana e alla proiezione di alcune delle scene della vicenda artistica di Totò, le letture di Decaro ci rendono partecipi di una piccola parte della vasta produzione poetica dell’artista, in parte ancora inedita, e delle fasi di composizione di alcuni dei più celebri capolavori, come Malafemmina, per omaggiare, a cinquant’anni dalla sua scomparsa, uno dei personaggi dello spettacolo più complessi del ‘900, esplorando la vena poetica e la vicenda umana che diedero alla luce la “maschera” di Totò.

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