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Eroica Fenice

Recensioni

A te, Masaniello al Real Orto Botanico con Nico Ciliberti

“Pe’ cheste zizze ianche m’anno afferrata, Masaniè… pecchè nun ce stai tu che me difiende… pe’ zizze Masaniè… pe’ zizze…” mormora Bernardina, “’a reggina d’e sarde”, violata da quel popolo che l’aveva amata solo poche ore prima. Si è chiuso così “A te, Masaniello”, lo spettacolo messo in scena al Real Orto Botanico di Napoli dal 20 al 22 luglio, scritto e diretto da Annamaria Russo in occasione della rassegna Brividi d’Estate 2019. È l’estate del teatro sotto le stelle: su una scenografia piramidale si muovono con naturalezza Nico Ciliberti, Marianita Carfora, Salvatore Catanese, Cristiano Di Maio, Alfredo Mundo, Riccardo Maio, Rita Ingegno, Paolo Rivera, Marige Maya Grasso, Diego Guglielmelli, di fronte ad un pubblico che ha occupato tutte le sedie e applaude, commosso. “A te, Masaniello” si propone come un’opera rigorosa, che unisce la prosa e il canto popolare e suscita nello spettatore le sensazioni più disparate. Tra sorrisi e commozione la platea a stretto contatto con i recitanti, partecipa alla rivolta del ceto povero napoletano, apprezzando in un finale struggente l’interpretazione di Nico Ciliberti, napoletano d’adozione e alle prese con il suo primo spettacolo in dialetto, e di Marianita Carfora che, nei panni di Bernardina, supera se stessa nel monologo straziante ai piedi di Masaniello. Omaggio alla storia del teatro napoletano, “A te, Masaniello” nasce dalla voglia di raccontare il percorso di un sogno, che nasce, splende e muore nelle tenebre della disillusione. Bellissimo e disperato, come una stella cadente in una rovente serata di luglio. È la storia di un popolo oppresso dal potere dispotico che, volendosi ribellare all’imposizione delle tasse, decide di ricorrere alla forza e alla violenza. Annamaria Russo firma la regia affidando all’audace Nico Ciliberti  la complessità del “capopolo” più famoso della storia napoletana, che a soli ventisette anni riuscì a regalare un sogno ai napoletani. Un sogno bello da far paura, tanto che i suoi concittadini decisero di distruggerlo, di rinnegarlo. I giorni sono quelli del vicereame spagnolo, delle insopportabili “gabelle”, della miseria e della rivoluzione del 1647.  Sette giorni sono  bastati a costruire una epopea popolare, una storia di poveri che si ribellano ai ricchi, di ricchi che sanno aggirare e impadronirsi di un potere mai davvero perduto, di voltagabbana dalla doppia faccia, di un clero servile e bugiardo, di entusiasmi e illusioni, tradimenti,  sangue versato e una lotta, mai conclusa, tra nobili e popolo. Il popolo napoletano, ridotto alla fame dalla pressione fiscale del vice regno spagnolo, scatena una rivolta violentissima. A capeggiare l’insurrezione Tommaso Aniello d’Amalfi, detto Masaniello, un pescatore. Napoli lo nomina Generalissimo della popolazione, e lo segue con cieca fede per sette giorni, mettendo a ferro e fuoco la città, costringendo i nobili ed il viceré a riparare a castel Sant’Elmo, per sfuggire alla violenza dell’assalto. Sono i sette giorni della rivoluzione dei “pezzenti”, sette giorni leggendari durante i quali, il governo si arrende alla forza del popolo e accoglie, senza condizioni, tutte le richieste del generalissimo. Tra i vicoli, le strade, le piazze riecheggia un solo grido: libertà. Il […]

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Fun e Tech

CEPU: da trent’anni al servizio degli studenti

CEPU è un’azienda operante nel settore dell’istruzione e della formazione professionale, che mette a disposizione un tutor qualificato ed esperto delle tecniche di apprendimento con l’obiettivo di aiutare lo studente ad acquisire il metodo di studio adatto alle sue caratteristiche. Sono migliaia, infatti, gli studenti che hanno già scelto CEPU e hanno trovato la risposta alle loro necessità formative. All’interno di ogni Centro Studio sono disponibili tutti i servizi offerti dal Gruppo: preparazione esami universitari, valutazione crediti formativi, Università on line, orientamento universitario, corsi di abilitazione professionale, preparazione test di ammissione, svolgimento pratiche universitarie, preparazione al mondo del lavoro, corsi di inglese e corsi di informatica.   CEPU: servizi e vantaggi Cepu, con oltre trent’anni di esperienza in questo settore, ha sviluppato i migliori servizi specifici per le esigenze degli studenti universitari, utili in ogni momento del percorso formativo, dalla scelta della facoltà alla preparazione al mondo del lavoro. In particolare, per chi si è diplomato da poco o ha interrotto gli studi e ha intenzione di riprenderli, è attivo l’orientamento universitario, un servizio personalizzato e gratuito che guida lo studente verso il corso di laurea più idoneo agli obiettivi professionali che si è posto. Al servizio più noto, la preparazione degli esami universitari per ogni corso di laurea e ateneo, si affiancano infatti altre proposte formative e di assistenza allo studio disponibili in tutti i 120 Centri Studio Cepu. Anche chi lavora e vorrebbe laurearsi trova in Cepu un valido sostegno: sono attivi infatti i servizi di valutazione dei crediti formativi accumulati con l’esperienza lavorative e le conoscenze apprese, utili per abbreviare il percorso verso la laurea, e Università on line + Cepu, la formula che unisce i vantaggi dei corsi di laurea telematici con quelli dell’assistenza dei tutor Cepu nella propria città. Chi ha intenzione di iscriversi ad un corso di laurea ad accesso programmato troverà invece un valido supporto nel servizio di preparazione ai test di ammissione, disponibile in più versioni e completo, poiché comprende sia la teoria che l’esercitazione. Per completare il proprio percorso accademico, infine, si possono scegliere i Master post laurea erogati, in modalità mista (aula + on line) o tradizionale, da qualificati istituti di formazione. Anche chi vuole migliorare la propria abilità nel parlare in pubblico, o acquisire altre competenze che troverà utili nel suo inserimento in ambito lavorativo, e chi cerca un corso di formazione professionale che lo qualifichi in uno specifico settore, può scegliere  il servizio di preparazione al mondo del lavoro, un’opportunità nella quale si concretizza l’incontro tra formazione scolastica o accademica e professionale. Perché scegliere CEPU CEPU è un’azienda operante nel settore che vanta di un’esperienza ultra-trentennale. Permette, attraverso la sua preparazione universitaria, di ottimizzare l’impegno per raggiungere gli obiettivi accademici nel minor tempo possibile. Infatti è possibile usufruire dei servizi CEPU in presenza in orari flessibili, concordando con lo studente il calendario degli incontri, in base alla sua disponibilità di tempo. L’attività CEPU è frutto di ricerche e studi sull’apprendimento che permettono di garantire un servizio personalizzato sullo stile cognitivo dello studente da parte di tutor specializzati, che insegnano con passione e non trasferiscono allo studente solo le loro conoscenze, ma anche una metodologia […]

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Teatro

Tu, mio al Real Orto Botanico con Nico Ciliberti

Il Real Orto Botanico di Napoli continua a essere l’ideale palcoscenico per la rassegna estiva di spettacoli Brividi d’Estate 2019, organizzata da Il Pozzo e il Pendolo. È la volta di Tu, mio, tratto dall’omonimo testo di Erri De Luca, egregiamente interpretato da Nico Ciliberti, accompagnato dalle musiche dal vivo di Giacinto Piracci, per la regia di Annamaria Russo. In una calda sera d’estate, attraversando viali circondati da fitte piante, un piccolo palchetto illuminato qui e lì da candele di luce fioca e traballante, perfette per accogliere lo spettatore ed immergerlo in un’atmosfera suggestiva. Sul palco Nico Ciliberti, accompagnato alla chitarra da Giacinto Piracci, si destreggia tra le pagine di un libro affascinante e coinvolgente. Sembra di sentire la salsedine del mare e i profumi di un’isola perduta. Il ragazzo e il mare, e sullo sfondo i cocci di una guerra appena terminata, che lascia un piccolo spazio ad una rinata speranza, alla vita che ricomincia. In un piccolo paese del meridione italiano nel dopoguerra, un io-narrante sedicenne vive la sua «estate brutale di amore e di furore», a contatto con le regole inflessibili del mare, tra le parole sagge dello zio e le conversazioni sulla guerra con il pescatore Nicola, che è stato soldato sul fronte orientale. Il protagonista si misura con un mondo che  non conosce, libero, ma anche interessato a quella Storia di guerra che ormai si sta seppellendo anche nei racconti dei reduci. Erri De Luca non descrive un tormentato Agostino, piuttosto pare riproporre in chiave più problematica la spinta vitale del giovane Arturo morantiano, sullo sfondo di un paesaggio-personaggio almeno topograficamente affine. Proprio l’isola, infatti, è il luogo d’incontro con una ragazza di qualche anno più grande che, per uno strano sortilegio, vede rivivere nel ragazzo il fantasma del padre ucciso dai tedeschi. Lei è Caia, o Hàiele, come si dovrebbe pronunciare, un’ebrea che si finge romena per sfuggire al pregiudizio sulla sua razza ancora inculcato nella mente di chi ha vissuto. Difatti, sarà proprio il pescatore Nicola a rivelare il “losco segreto” al protagonista, sarà proprio chi ha vissuto quella realtà fatta di odio e vendetta a ricordare il suono di quel nome. “Guagliò, che brutta carogna è a guerra. […] Che vuoi sapere, tu sei venuto quando non c’era più niente, né tedeschi, né ebbrei, solo americani hai visto tu […]. Si deve sapere cogli occhi, con la paura, con la pancia vuota, non con le orecchie, coi libri. Tenevamo vent’anni, ci hanno pestato come le olive e come le olive non abbiamo fatto rumore. Erano ebbree, ci chiedevano di salvare i bambini, ce li mettevano in braccio a noi soldati italiani che eravamo i nemici e noi non potevamo fare niente.” – tuona Nico Ciliberti con un accento perfetto. Il giovane si ritrova ad affrontare una relazione alquanto particolare con Caia, interpretando il ruolo del padre perduto. Piuttosto che vivere una classica storia d’amore adolescenziale, il protagonista assume dunque più volte  gli atteggiamenti e l’intonazione di voce del padre di Caia, in un […]

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Teatro

A Pompei debutta il Satyricon di Francesco Piccolo: la malinconia della festa

Debutta al Teatro Grande di Pompei il terzo appuntamento del “Pompeii Theatrum Mundi”, la prima assoluta del Satyricon riscritto da Francesco Piccolo e diretto da Andrea De Rosa, in scena fino a sabato 6 luglio. Liberamente ispirato al Satyricon di Petronio, in realtà richiamato solo dal grottesco “funerale di Trimalcione”, ospita una scenografia inedita: un solenne trono a forma di water dorato, dove un Trimalcione romanesco, il bravissimo Antonino Iuorio, è il maestro della festa. Attorno a lui ruotano come trottole donne e uomini, che si alternano in frasi fatte e coreografie ritmate, e al centro della scena Fortunata, una vegana-animalista, nuda, l’anima bella, l’illusa. Il Satyricon di Francesco Piccolo: la trama Encolpio, Ascilto e Gitone si interrogano, annoiati, su come trascorrere la serata. La scelta ricade sulla festa di Trimalcione, un uomo rozzo, ma ricchissimo, che elenca un interminabile menù, composto da piatti raffinatissimi e improbabili, rilanciati con gioia ed entusiasmo esasperato dagli invitati che, come si fa alle feste, scivolano tra luoghi comuni e banalità. Sulla scena arriva Fortunata, la moglie di Trimalcione, che vorrebbe condividere con gli altri il suo amore per gli animali, la sua scelta di diventare vegana, la convinzione sulla pericolosità delle proteine animali, la preoccupazione per l’inquinamento e la deforestazione, fino allo spreco dell’acqua e le multinazionali che si arricchiscono e sperperano tutti i loro capitali. Si spoglia, perché è priva di sovrastrutture. Il suo mondo così semplice, così puro. Trimalcione, invece, dall’alto del suo “cesso” si vanta dei modi amorali e squallidi con i quali si è arricchito. Ruggisce a Fortunata l’inutilità dei suoi discorsi, declamando con rinnovata energia le portate della cena, al cui richiamo gli invitati continuano ritmicamente a vomitare frasi fatte. Tra gli uomini che si muovono in maniera compulsiva anche un intellettuale, che inizia uno sproloquio su quanto la sua categoria fosse più intelligente, corretta, giusta, su tutte le cause che ha firmato: contro la guerra e poi per la pace, per la procreazione assistita e una volta forse pure contro, e poi il cancro, l’abolizione dei vitalizi, e poi, sì, altre cose giuste, che ora non ricorda. Lo spettacolo prosegue cadenzato e ripetitivo, ma mai noioso. Mentre Fortunata cerca di convincere tutti delle virtù benefiche delle mele e su quanto siano meravigliosi i cani e quanto importante non mangiare la carne degli animali, confessa la sua infelicità, nonostante la ricchezza in cui vive. Nel frattempo, tra gli invitati, che continuano a ballare, a scambiarsi opinioni sulle relazioni di coppia, una di loro confessa di essere disperata perché ha saputo che c’è un’altra festa! E allora tutti cadono nello sconforto. Forse hanno scelto la festa sbagliata, forse ci sarà sempre una festa più bella. Come si fa ad essere sicuri che si sta partecipando alla festa più bella? Divertirsi a tutti costi è l’unico antidoto al dolore e le feste servono solo a far vedere cosa si fa nella vita. Ma sul palco qualcuno inizia a sentirsi stanco: si stanno realmente divertendo? Ora sono tutti un po’ svestiti, […]

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Food

Di Pizza a Caserta: si ritrovano i magnifici sette della pizza

Di Pizza è approdato anche a Caserta Da Salvatore, la pizzeria di Emanuele Marigliano, dove i Magnifici Sette della pizza si sono incontrati per intavolare un dialogo tra artigiani pizzaioli e un pubblico selezionato di esperti del settore. Di Pizza, l’evento itinerante che sta descrivendo le novità e i trend della pizza nelle principali città italiane, dopo aver incontrato più di 400 persone durante le tappe di Milano, Salerno e Verona e messo a confronto più di 300 pizzaioli professionisti, sceglie Caserta come quarta tappa. Parlare di Caserta e del suo piccolo rinascimento gastronomico – che riguarda non solo le pizzerie – sembra quasi diventato pleonastico. Ma nel mare magnum di pizzerie, osterie, trattorie, pub e perfino speakeasy che stanno sorgendo nel capoluogo della Terra di lavoro ci sono delle belle storie da raccontare. L’evento, tenutosi il 24 giugno presso Da Salvatore a Lusciano, ha l’obiettivo di far incontrare le pizzerie più rappresentative del territorio ed è stato pensato anche come strumento per entrare in contatto con un pubblico B2B a cui raccontare un nuovo progetto editoriale, nato dall’incontro tra Dissapore.com e Tanzen Vs Pizza che si chiamerà Garage Pizza: un sito, una community virtuale per i veri amanti della pizza. Proprio Dissapore infatti ha ideato il format Di Pizza, credendo fortemente nell’identità di questo prodotto del made in Italy. “Caserta è una città in fermento, ricca di professionisti che ogni giorno conquistano l’esigente piazza casertana, con un mix vincente di capacità imprenditoriale e offerta gastonomica”, afferma Antonio Fucito, in arte Tanzen Vs. Pizza, food writer di Dissapore e tra i food influencer più attivi del momento. Di Pizza: I Magnifici Sette Tra le tappe di Di Pizza non poteva mancare Caserta, che da anni si è affermata come ambita meta gastronomica. Caserta è, oramai dichiaratamente, una delle nuove città della pizza. Che sia tradizionale, a canotto o meno, tra città e provincia è impossibile non trovare, anche andando alla cieca, un locale degno di nota. Lungi da noi e dallo spirito dell’evento stipulare alcuna classifica. Bando alle ciance, di seguito i Magnifici 7 di Caserta. I Masanielli -Sasà Martucci Il suo segreto è la ricerca maniacale dell’ingrediente perfetto. Figlio d’arte, dunque, cresciuto tra sbuffi di farina e lieviti, tra il bancone a vista ed il caldo logorante del forno. Il menù concilia tradizione e innovazione, mare e terra, offrendo uno spaccato dei grandi classici e stuzzicanti giochi di contrasto ben centrati, all’insegna di una qualità indiscussa della materia prima. Lo stile, fortemente identitario, regala un cornicione dalla corretta alveolatura ed un centro più sottile e morbido, nel quale si legge una mano capace e una mente sempre proiettata verso studi e miglioramenti, costantemente e appassionatamente. Infatti in occasione di Di Pizza propone una Doc: Pomodoro San Marzano, pomodorino ciliegino, mozzarella di bufala e Parmigiano Reggiano 30 mesi di stagionatura; e una  Misticanza: base bianca, fior di latte misto bufala, 13 erbe miste selvatiche, battuta di pezzata rossa friulana e fruit passion maracuya. La Contrada Aversa, nel cuore pulsante di una città, che il weekend […]

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Food

Giuseppe Maglione e Giuseppe Vesi insieme per Legami di pizza

Per il girone di ritorno dell’evento Legami di Pizza, Giuseppe Vesi, il noto vincitore di 4 ristoranti, ha ospitato il pizza chef Giuseppe Maglione, patron di Daniele Gourmet ad Avellino. Dopo il primo match tenutosi presso la pizzeria Daniele Gourmet di Avellino, in casa Vesi, sul lungomare Caracciolo a Napoli, giovedì 30 maggio si è chiuso il ciclo di serate che ha visto una sfida amichevole tra due big del Gourmet legati da un’idea di pizza nata dal sinodo tra tradizione e innovazione. Territorialità e creatività sono le parole d’ordine per descrivere le delizie proposte dagli autori della cena a quattro mani, due parole che descrivono pienamente l’anima del pizzaiolo napoletano Giuseppe Vesi, vincitore del noto programma Sky condotto da Alessandro Borghese, ma prima di tutto volto storico sul panorama ristorativo partenopeo. È lui il fautore di una ricostruzione futuristica della pizza che non è un attacco frontale alla tradizione, piuttosto un’esaltazione del passato in un’ottica rivoluzionaria. “L’idea dell’iniziativa Legami di Pizza- dice Giuseppe Maglione – nasce per condividere una filosofia comune. L’innovazione sta nel realizzare una pizza che rispetta la tradizione esaltandola con il giusto abbinamento ed equilibrio dei sapori” Legami di Pizza di Giuseppe Vesi e Giuseppe Maglione: Il menu della serata  Il menu proposto per l’occasione ha visto alternarsi i due pizzaioli in creazioni gastronomiche che portano la loro firma. “Nella mia idea di pizza gourmet – dice Giuseppe Vesi – è fondamentale dare al consumatore la tracciabilità totale del prodotto.” La serata inizia con gli antipasti del padrone di casa: una degustazione di fritti gourmet in porzioni mignon. Giuseppe Vesi propone Panorami con fior di latte di pezzata rossa, formaggio cashel blue, noci di Sorrento, speck tirolese artigianale e miele di acacia; Verso sud con mozzarella di bufala, carciofo di Paestum indorato e fritto, scaglie di provolone del Monaco, riduzione di liquirizia calabra e menta. Fiore all’occhiello della sfida è Mediterranea con stracciatella di bufala campana, tartare di tonno pinna gialla, pomodorino giallo confit e sbriciolata di tarallo napoletano. Giuseppe Maglione rilancia colpo su colpo e si richiama alla ricchezza del territorio irpino per realizzare il suo menu. La pizza I Sapori dell’Orto è goduria per il palato con la sua crema di peperoni, crema di zucchine, vellutata di melanzane e patate, burrata di bufala, funghi champignon, misto di verdure a julienne fritte, briciole di pane croccante e olio evo bio. La Rifugio nel bosco è con crema di di asparagi e tartufo, fior di latte, olive nere caiazzane, asparago selvatico, pancetta irpina affumicata e olio evo bio. La Cacio e cozze, infine, prevede un topping con crema di caciocavallo podolico e tartufo bianco, fior di latte, cozze gratinate e cotte a vapore, basilico castellato e olio evo bio. Cavallo di battaglia con cui Giuseppe Maglione sfida le convenzioni e conquista la platea. “Per me gourmet identifica un buongustaio e per questo ho pensato ad un menù fatto esclusivamente con prodotti di altissima qualità interpretati con una vocazione da cucina stellata”- spiega Giuseppe Maglione. A chiudere il sipario della serata una deliziosa sorpresa di Giuseppe Vesi: una piramide in crosta […]

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Food

Tenuta di Bacco: orto e mare in un angolo di Paradiso

Con l’apertura a fine aprile della Tenuta di Bacco la proposta ristorativa dell’area flegrea si è arricchita di un nuovo riferimento che punta decisamente sulla qualità. In questa zona dell’area flegrea, al confine tra Monte di Procida e Bacoli, Vincenzo Guardascione ha dato il via ad un’importante iniziativa imprenditoriale, che regala a palati esigenti prodotti di un orto e un agrumeto biologici, circondati da filari di viti che garantiscono una deliziosa Falanghina e un corposo Piedirosso. La tenuta, che si estende per circa 12000 metri quadri, in realtà nasce già nel 2010 come Day Spa, in cui al servizio piscina veniva affiancato un percorso relax con massaggi e vinoterapia. Nella primavera del 2019, invece viene inaugurata la moderna sala ristorante circondata da ampie vetrate attraverso le quali si può apprezzare la bellezza del paesaggio. “Ci tenevo a dire che sono trent’anni che il nostro agrumeto non viene trattato. Di fatti la nostra azienda agricola è una delle fondatrici dell’Associazione del Mandarino dei Campi Flegrei. Da quest’anno anche la gelateria Mennella ha fatto i panettoni e i gelati con i nostri mandarini. La nostra idea è quella di creare una rete territoriale, proporre le nostre eccellenze e collaborare con le diverse realtà turistico-ricettive, di modo da valorizzare pienamente i prodotti delle piccole realtà produttive campane”. – spiega Vincenzo Guardascione. La cucina, affidata alla guida dello Chef Roberto Mazzocchi, si basa su due elementi fondamentali del territorio: il pescato e i prodotti dell’orto. Roberto vanta nel suo curriculum numerose esperienze nelle brigate di Crudo Re a Napoli e della Locanda del Testardo a Bacoli. La sapiente arte dello Chef unisce mare e terra in un’unica sofisticata soluzione “La nostra cucina – parla lo Chef Mazzocchi –  si propone di riscoprire i sapori antichi attraverso una costante ricerca che porta alla rivisitazione dei piatti classici della nostra tradizione. La nostra sfida è conciliare i prodotti dell’orto con il pescato del giorno”. Il superlativo menu, presentato martedì 28 Maggio, ha come punti di forza  le Candele alla genovese di mare, gli Spaghettoni con vongole e timo limonato e il Fish and Chips flegreo con maionese di baccalà. Nel periodo estivo, a partire dalle 19,30, è attivo anche il corner dei “Crudi di Bacco” dove poter gustare i crudi dello chef, accompagnati eventualmente da bollicine, sulla terrazza che domina la piscina, il lago Miseno e il mare. La Tenuta di Bacco: un angolo di paradiso La Tenuta di Bacco è un angolo di paradiso al confine tra Monte di Procida e Bacoli. È il luogo dove l’Apollineo e il Dionisiaco si incontrano. Realizzata nel 2018, è immersa nella natura incontaminata di Bacoli. La Tenuta comprende un vigneto curato con passione, dai cui la cucina dai sapori forti e decisi attinge gusti e profumi. “Il nostro obiettivo – dice Vincenzo Guardascione – è trasportarvi in un mondo ormai perduto, fatto di sensazioni primitive e ricordi ancestrali. Cerchiamo di conciliare l’amore per la terra con la cura dei dettagli. La passione è il fil rouge che accompagna […]

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Libri

Cento cuori dentro di Gio Evan: la ricerca di noi stessi

“Cento cuori dentro” (Fabbri Editori) è un libro d’amore sul filo dell’autobiografia, scritto dall’evangelista della poesia sui social Gio Evan. Solitudine viene da sole e abitudine. È riconoscere il sole nel quotidiano, fare cose con luce e calore, avere agosto in ogni gesto, essere forti come un’alba e delicati come un tramonto. Questo è il primo cuore di Gio Evan, il primo dei cento.  In un mondo omologato, che insegna a pensare tutti allo stesso modo, scavare dentro di noi, conoscerci e trovare nuove forme, diventa un’urgenza. Un giovane scrittore, Leon Voga, il suo manager, nonché migliore amico, Bruce, un consigliere di origine guatemalteca, Bongo, che esce di casa solo per salire sul tetto, ad ammirare il cielo. Leon è nel pieno di una crisi creativa ed esistenziale, acuita dall’incontro con Julia, bellissima come un’isola della Nuova Caledonia. L’approccio con la ragazza crea nel timido scrittore un senso di atavica insicurezza, che arriva a tormentarlo. E duro sarà il confronto con l’irruenza di Bruce, con la saggia lungimiranza di Bongo e, soprattutto, con i suoi novantanove cuori. “Cento cuori dentro” è l’ultimo libro di Gio Evan, il poeta che ha trasformato l’amore in una filosofia. Muove dalla convinzione che ognuno di noi abbia cento cuori e che sia possibile dare valore alla nostra vita solo dopo averli riconosciuti. Vivere una vita attentamente, dunque, prendersi cura di cento meraviglie, riconoscere cento bellezze. Bruce, ad esempio, è il sesto cuore. Definito come l’ultimo sorso buono degli anni Ottanta, l’anima fatta di jeans a sigaretta e rock, negli occhi i suoi anni passati a fumare e bere rum di pessima qualità. Il suo migliore amico senz’altro, l’unico forse. Leon e Bruce sono le due facce della stessa medaglia. Bruce è uno che la indossa la vita, la mangia con le mani e si pulisce con la parte di tovaglia che scende sul bordo della tavola, mentre Leon è fatto di pochi ingredienti, tutto crudo “fatto a pezzi dalla vita ma con i valori nutrizionali non compromessi dalla cottura degli eventi”. A completare quello che si scoprirà essere un meraviglioso e inscindibile trio, Bongo, metà uomo e metà nuvola, vive le sue giornate sul tetto e sa tutto ciò che accade prima che gli venga raccontato. “Niente panico e sorprenditi”, è il suo più grande insegnamento. Leon Voga vive in montagna, ama le cose semplici, glielo ha insegnato nonno Alberto. Dare valore al dettaglio, vedere un albero dalla serratura di un seme, veder una foresta dentro le vene della foglia. Così, pagina dopo pagina, parola dopo parola, sviscerata e scomposta, scopriamo che i cuori, in realtà, ne sono novantanove. Sarà la rumorosa intuizione di aver trovato il centesimo cuore a spingere Leon a superare le sue paure, insieme all’amara consapevolezza di aver perso troppo tempo guardando i tramonti con le persone sbagliate, ascoltando musica di scarsa poetica, inseguendo idee stupide o sogni deboli. “Non voglio innamorarmi ad una festa” scrive nelle prime pagine. E poco dopo, ad una festa, una voce gli entra dentro, […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Massimo Piccolo: Sincronia Fiabesca tra magia e sapori

Tra arte, sogni, immaginazione, magia e sapori, raccontare una fiaba non significa solo raccontare una storia, ma abbandonarsi al mondo delle suggestioni, lasciarsi trasportare da una dolce melodia e imparare a riflettere sulla realtà.  Sincronia Fiabesca è stato proprio questo: un viaggio dalla tradizione letteraria alle suggestioni artistiche della fiaba moderna, che si racconta attraverso tanti linguaggi artistici, dalla musica al cibo. Venerdì 17 maggio la Feltrinelli Point Distilleria di Pomigliano d’Arco a Napoli ha dato il via alla XII edizione di Serata d’Autore Sincronia Fiabesca, un evento a cura dell’Associazione Luna di Seta e di Massimo Piccolo, scrittore di “Estelle –storia di una principessa e di un suonatore di accordion”, una favola contemporanea che, attraverso la metafora, racconta temi esistenziali affini ad ogni essere umano e si propone come una storia vera e disperata, una ribellione degli stereotipati personaggi delle favole. Sincronia Fiabesca: l’evento Sincronia Fiabesca è stata una serata dedicata alla letteratura, alla musica e all’importanza che le fiabe ricoprono nell’immaginario collettivo contemporaneo: ad aprire l’evento, la proiezione del book trailer dell’opera di Massimo Piccolo “Estelle – storia di una principessa e di un suonatore di accordìon”, girato nelle sale del Palazzo Reale di Napoli con protagonista Giorgia Gianetiempo, la giovane attrice che interpreta Rossella Saviani nella soap “Un posto al sole”, con le musiche del Maestro Claudio Passilongo. Non poteva che partire da Napoli, negli stessi luoghi che hanno creato il mito di Cenerentola ancora prima di arrivare alla Francia di Charles Perrault e alla California di Walt Disney, il book trailer di Estelle,  che si interroga su grandi temi contemporanei. “Cosa può desiderare chi ha tutto?”, ci chiede la bella Giorgia. “E quando l’amore, anche se più che legittimo come quello di un padre per una figlia, non è più un sentimento nobile?”. Dopo la proiezione, Massimo Piccolo, accompagnato in questa magica avventura  dalle musiche della bassista Sara Di Maio, le cantanti Sara Piccolo e Adriana Cardinale, il chitarrista Antonio De Falco e il pianista jazz Franco Piccinno, ha raccontato alcune storie, alcune suggestioni, dalla Llorona, spettro del folclore dell’America Latina, anima in pena che ha ucciso o perso il figlio, e che continua a cercarlo, ad alcuni “cunti” di Giambattista Basile. “La scarpetta di Cenerentola simboleggia un incastro, l’idea romantica che per ogni uomo possa esistere una sola donna che lo completa. Con il tempo la scarpetta è diventata di cristallo, simbolo della fragilità di questo incastro” – commenta Massimo Piccolo, per poi iniziare a leggere alcuni passi di Notre-Dame de Paris, romanzo a sfondo storico di Victor Hugo, dove “l’incastro, invece, pare impossibile, come nel caso dell’amore di Frollo per la bella Esmeralda”.  La  protagonista della serata, dunque, è la lunga tradizione orale della fiaba, che affascina da sempre grandi e piccini, catapultati in un mondo fantastico fatto di castelli, principesse, maghi, orchi e principi azzurri. Le storie di questo genere hanno abbracciato in maniera trasversale varie culture, da quella tedesca dei Fratelli Grimm a Giambattista Basile, autore della raccolta di fiabe in lingua […]

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Food

La Tavernetta Colauri: in tavola i bovini di razza piemontese

Nuovo menù con un ingresso eccellente alla Tavernetta Colauri di Napoli. Nel locale dei cugini Rosario Morra e Salvatore Morra la new entry è la rinomata carne dei bovini di razza piemontese allevati da Dario Perucca, che va ad impreziosire la già ricca proposta di carni pregiate della Tavernetta. La nuova proposta è perfettamente in linea con la filosofia di attenta ricerca di prodotti e materie prime da sempre seguita da Morra ed Esposito che propongono anche una variegata “carta degli olii extravergini di oliva”, nonché delle interessanti selezioni di formaggi e salumi. Niente soia né insilati, allevamento etico e benessere degli animali: queste le regole base dell’azienda agricola del cuneese Cerutti Laura Maria, diretta da Perucca, quarta generazione di allevatori, che conta attualmente 250 capi. Il risultato è una carne estremamente tenera e con pochi grassi, una buona parte dei quali sono Omega 3, che dà il meglio di sé battuta al coltello o poco cotta. La Tavernetta Colauri Certamente nelle strade strette che portano dall’Ospedale Monaldi a Chiaiano non si passa per puro caso. Ma proprio in un insospettabile anfratto dei Camaldoli, nel borgo Santa Croce Tavernetta Colauri (Via Comunale Margherita, 245) è una vera scoperta, sinodo perfetto per chi ama la buona tavola e gli ottimi vini. La tavernetta apre nel settembre del 2007 per volere di Rosario Morra e Salvatore Esposito, cugini tra loro e originari del parco che ospita il ristorante. Il sodalizio si realizza dopo che Morra ed Esposito hanno perfezionato la loro preparazione, rispettivamente in cucina e in sala, con esperienze in Italia e all’estero. Il nome del locale cela una storia interessante: la famiglia nobile dei Colauri alla fine del 1200, per evitare la tassazione imposta dal governo Angioino, si trasferì fuori dalle mura cittadine stabilendosi in quest’area chiamata “Rione dei Calori di sopra e di sotto”. Rustica l’atmosfera della Tavernetta Colauri che presenta travi a vista e attrezzi agricoli fissati alle pareti. La cucina, prevalentemente di terra, è incentrata sui piatti della tradizione partenopea che seguono la stagionalità dei prodotti e sulla ricca proposta di carni servite su pietre ollari e pietre di sale rosa dell’Himalaya. Di sotto, una fantastica cantina dedicata anche alle degustazioni. “Siamo dei ragazzi appassionati e pieni di sogni – spiega Rosario Morra – e ce la mettiamo tutta per coccolare i nostri clienti e offrire loro carne e vini di qualità”. L’azienda di Cerutti Laura Maria e Dario Perucca L’azienda agricola di Cerutti Laura Maria nasce nel 1900, ma solo nel 1986 con molti sacrifici ed altrettanta passione Francesco e Laura costruirono la prima stalla per l’allevamento dei bovini di Razza Piemontese. Dal 1999 ad oggi l’azienda ha subito costantemente delle modifiche per ampliare e semplificare il lavoro quotidiano, perché per la famiglia Cerutti-Perucca la passione per l’allevamento è sempre il fattore più importante. Una dedizione che è stata ed è ancora oggi la base per svolgere sempre al meglio l’allevamento della Razza bovina Piemontese con sistemi innovativi e ricercati. Salvaguardia del territorio, pochi fertilizzanti chimici […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Discodays 2019 a Napoli: la fiera che dà spazio ai giovani talenti

È tornato al Palapartenope di Napoli DiscoDays 2019, l’appuntamento per antonomasia dedicato alla musica, che si è svolto il week end del 11-12 maggio per l’unica grande edizione annuale della Fiera del Disco e della Musica. Aggregatore culturale di eventi e iniziative in anteprima ed esclusiva, un grande contenitore musicale del Sud Italia, 50 espositori nazionali per un totale di oltre 100.000 dischi nuovi, usati e da collezione a rappresentare tutti i generi musicali, questo è stato Discodays 2019. I due giorni sono stati animati da un calendario di ben 27 esibizioni live, una mostra fotografica, 2 presentazione di libri, 3 presentazioni in esclusiva di album, 2 anteprime live, una premiazione oltre alla fiera per etichette indipendenti, dibattiti, attività per bambini rivolte alla sensibilizzazione all’ascolto del vinile per una crescita culturale. Gli eventi svolti al Discodays 2019: largo ai giovani La fiera, organizzata con il patrocinio del Comune di Napoli e con la partnership di Radio Marte, Raropiù e SUONO, ha presentato in due giorni un programma ricco di eventi: dagli EPO, uno dei gruppi più seguiti della scena campana, che presenteranno l’ultimo album Enea uscito anche in vinile, al debutto live del cantautore Metalli che pubblicherà l’album della neonata etichetta Enjoy All Music; dal ritorno dal vivo degli ex Panoramics Ferraniacolor, con il nuovo singolo cantato da Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione e una manciata di brani inediti con un nuovo cantante, agli StereoRebus e The Rivati che presentano, con il loro sound che attinge dagli anni 70, i nuovi lavori discografici. Attesissima e di grande successo è stata l’esibizione di domenica 12 maggio della compagine targata La Canzonetta Record: Fede ’n’ Marlen, Roberto Colella de La Maschera, Piervito Grisù, Dario Sansone dei Foja e Francesco Di Bella, con la sua band al completo, padrini della compilation Napoli Sound System vol. 3, un disco dedicato ai nuovi talenti, nato da un contest on line de La Canzonetta Record per selezionare nuovi talenti campani. Supervisione artistica del progetto è stata a cura di Francesco Di Bella, che con Gigio Rosa ha introdotto, prima della loro esibizione, i 7 artisti esordienti vincitori del contest: Aliante (Tela e colori), DJ Cioppi & K-Yellow B (Storia d’amore), Francesco Verrone (Canzone del mattino dopo), Beelitz (Immagina), Francesco Amoruso (L’Ombroso), Rever Music (Continua a sunnà), Antonio Tonelli (Amore formato giocattolo). Preziosa la presenza femminile della cantante Shara, la cantautrice napoletana che proprio con “Vento del sud” è parte di un progetto molto ambizioso, iniziato sul finire del 2011, “Il Terronian Project”, teso a valorizzare e a promuovere i territori del sud che sono spesso tenuti nell’ombra. Hanno avuto la possibilità di esibirsi live in occasione di Discodays anche alcune significative realtà emergenti a Napoli, in Campania e nel Sud, giovani artisti indipendenti, selezionati dall’iniziativa “Suoni Giovani del Sud” strettamente legata al dibattito aperto che il comitato degli Stati Generali della Musica Emergente ha tenuto proprio negli spazi della fiera. Infatti discoDays ha organizzato e promosso la prima edizione dei “Suoni Giovani del Sud – Stati Generali […]

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Napoli e Dintorni

Wine&Thecity – City Sightseeing: tra bellezza e buon vino

Quest’anno Wine&Thecity ci porta alla scoperta di Napoli, dai luoghi poco conosciuti a quelli più noti, attraverso eventi, concerti e mostre, accompagnando il tutto da raffinati calici di vino. Venerdì 10 maggio Wine&Thecity ci ha portato nel City Sightseeing ad ammirare le vedute del Golfo di Napoli. Negli anni ’80 c’era una Milano da bere e una Napoli affamata e distrutta dal terremoto. Ma questa città ricostruisce se stessa, anno dopo anno e maggio, si sa, è il mese delle rose, della rinascita, della Bellezza. Ancora oggi e dopo oltre 10 anni a maggio, accanto alle significative manifestazioni culturali, c’è Wine&Thecity, che nasce come un FuoriSalone di “Vitigno Italia” dall’idea di una donna, Donatella Bernabò Silorata, per diventare ben presto punto di attrazione e aggregazione di una città in continuo movimento e in costante ricerca di “ebbrezza Creativa”. City Sightseeing, marchio di fama internazionale, ha cambiato l’approccio del turista consentendogli di godere delle bellezze del luogo da una prospettiva unica e di farlo nella massima libertà, gestendo al meglio il proprio tempo. City Sightseeing Napoli, nata nel 2004, gestisce in franchising il servizio di trasporto turistico con autobus a due piani privi di tetto nella splendida città partenopea. City Sightseeing: Un pomeriggio tra bellezza e buon vino Partiti da Largo Castello il bus rosso a due piani ha percorso le principali strade di Napoli in un itinerario tra i più suggestivi della città: da Santa Lucia a piazza Vittoria, dalla pullulante via Caracciolo al vivace quartiere di Mergellina per poi risalire la collina di Posillipo, che offre alla vista i panorami più belli e scampoli di vigne metropolitane affacciate sul mare. Il City Sightseeing ti permette di guardare la città con il vento tra i capelli e la bellezza negli occhi, tra strade affascinanti, un mare calmo e timido e un sole che scalda l’anima di Napoli regalandoci degli scatti invidiabili. Infatti, dopo aver ascoltato miti, leggende, curiosità e le tipiche canzoni napoletane attraverso le cuffiette date in dotazione, troviamo il tempo per varie soste fotografiche, come quella al porticciolo di Mergellina dove tanti yacht punteggiano il golfo di Napoli. Il Vesuvio non ci ha mai abbandonati. Durante la sosta un sommelier Ais a bordo ci propone un wine tasting finale con i vini DOC e DOCG dell’azienda irpina Nolurè. Nolurè è un’azienda giovane che unisce l’attenzione per la tradizione alla ricerca e ad uno studio attento delle nuove tecnologie produttive. Nasce dall’incontro di Luigi e Lucia, legate da un grande amore e da una forte volontà imprenditoriale. La loro passione nel tempo li ha portati ad unire anche le iniziali dei loro nomi che hanno dato vita alla “N” del marchio Nolurè. Il nuovo nato, che arriva dopo il Greco di Tufo e il Campi Taurasini Nolurè, espressione della passione, è un vino, aglianico in purezza, chiamato Ventinovemaggio per ricordare il frutto dell’amore, il loro secondo figlio. Si tratta di un aglianico proveniente da un piccolo vigneto in via Cretarossa, in quel di Prata Principato Ultra, nell’Irpinia vitivinicola. Un ettaro diviso tra greco e […]

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Food

Cuori di sfogliatella: nasce La Fritta in casa Ferrieri

Brevettata da Cuori di sfogliatella, che ha fatto del dolce tradizionale napoletano la sua bandiera, è stata presentata martedì 30 aprile La Fritta, la sfogliatella immersa nell’olio bollente davanti agli occhi increduli dei curiosi passanti. Ogni giorno nei laboratori di Corso Novara e Piazza Garibaldi prendono forma centinaia di sfogliatelle, da quelle classiche a quelle più originali. L’abbiamo vista in tutte le salse, dalla riccia alla frolla, da quella salata ripiena di vari gusti ripiena dei più svariati condimenti al “Konosfoglia”, dalla “Vesuviella” alla “Borbonica” ricoperte di cascate di cioccolato. Dopo le sfogliatelle vegane e senza glutine e dopo aver battuto il record con una sfogliatella dal peso di 75 Kg, Cuori di sfogliatella presenta La Fritta, una sfogliatella in una versione golosissima e mai presentata prima, non più cotta al forno, ma fritta. La Fritta, da mangiare calda, conserva tutti gli ingredienti tipici della sfogliatella: ricotta, scorzette di arancia candita, semola e vaniglia racchiuse in uno scrigno di pasta croccante e fragrante. Cuori di sfogliatella, una storia di successi La storia di Cuori di sfogliatella ha inizio nel 1987, quando Antonio Ferrieri apre la pasticceria a Corso Novara, nei pressi della stazione di Piazza Garibaldi. Il brand della pasticceria è da anni all’avanguardia nel brevettare nuovi prodotti che consentono di valorizzare e allo stesso tempo evolvere la tradizione dolciaria napoletana. Un fiume di successi, sperimentazioni, innovazioni, hanno strappato il monopolio della sfogliatella alle suore del Monastero di Santa Rosa nel ‘600 e poi a Pasquale Pintauro, ancora oggi una delle pasticcerie napoletane più note. Ma Antonio Ferrieri è un vulcano di ambizioni e anche oggi ha compiuto la sua missione, frutto instancabile di una ricerca che da trent’anni innova il più tradizionale dei dolci partenopei, e interviene non sulla farcitura, ma sulla cottura. “È vero, tutto è buono se è fritto – sostiene Antonio Ferrieri, fondatore dei Cuori di sfogliatella – ma la messa a punto di questa sfogliatella è stata lunga e difficile. I nostri pasticcieri hanno lavorato a lungo per perfezionare questa ricetta tradizionale e adattarla alla frittura”. Infatti, raccogliendo la testimonianza del pasticciere che sta friggendo le sfogliatelle, ci viene spiegato che la tradizionale sfogliatella al contatto con l’olio bollente si apriva e hanno dovuto studiare delle soluzioni alternative per compattare la sfoglia, modificandola nella forma e negli ingredienti. Bella e buona, commentiamo soddisfatti, e auguriamo ad Antonio Ferrieri e al suo staff di sfornare, o anche friggere, ancora tante idee e deliziarci con altrettante sfogliatelle. Fonte immagine: https://www.facebook.com/cuoridisfogliatella/photos/p.1904589892979570/1904589892979570/?type=1&theater

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Eventi/Mostre/Convegni

Massimo Troisi e Ricomincio da 25: l’omaggio al genio

Nel venticinquesimo anno dalla morte di Massimo Troisi (4 giugno 1994) il magazine digitale Hot Corn si è unito a Casa Lavazza per realizzare l’evento unico Ricomincio da 25, con lo scopo di rendere omaggio a un attore senza tempo Mercoledì 17 aprile proprio a Casa Lavazza, a Palazzo Marigliano Frank Matano, star giovane dal web al grande schermo, ha raccontato la sua immensa passione per Troisi prima di presentare al Cinema Modernissimo la proiezione del film Ricomincio da tre. Il dibattito, moderato da Andrea Morandi, direttore di Hot Corn, è stato impreziosito dall’intervento dell’Assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele. «Massimo è la comicità, è vero, – dice Nino Daniele – ma per me è sempre stato la poesia. Penso che la comicità era per lui indispensabile per sdrammatizzare l’enorme emozione della vita. Massimo dice ai giovani: dovete essere voi stessi, cercare il vostro linguaggio». A Frank Matano il compito di raccontare, attraverso vicende biografiche e curiosi aneddoti, il «suo» Troisi, uomo e artista, poeta e filosofo in un confronto sul tema della comicità al cinema tra passato e presente. «La comicità di Troisi è meravigliosa perché fa ridere, ma non troppo e non diventa mai patetica. Ci sono personaggi che prescindono il tempo e lo spazio e si proiettano nell’infinito». Ricomincio da tre di Massimo Troisi torna sul grande schermo Subito dopo il talk, il ritorno sul grande schermo di Ricomincio da tre, film di esordio di Troisi con Lello Arena e Lorenza Marchegiani al Cinema Modernissimo. «Invidio molto chi vedrà il film per la prima volta» – dice Frank Matano. La risposta dei napoletani non tarda: è subito sold out, cinquemila mail in una settimana, tutto per rivedere un vecchio film datato 1981, praticamente un’era geologica fa. Ricomincio da tre fu un grande successo di pubblico e di critica, premiato con due David di Donatello per il miglior film e il miglior attore, diventato un film cult per la sua comicità irresistibile. Massimo Troisi ancora una volta tratta in modo leggero tematiche importanti, come il tradimento o la gelosia. Alcune trovate del regista e dell’attore hanno fato la storia del cinema, come la scena della corsa a perdifiato attorno al palazzo di Firenze per incontrare Marta, la ragazza di cui Getano era innamorato: scena che , infatti, è stata citata e ripresa anche la Roberto Benigni ne La Vita è bella. In sala si ride come fosse la prima volta, accompagnati da un pizzico di nostalgia per la scomparsa prematura di uno dei più grandi attori italiani. Una risposta prevedibile quella dei napoletani, ma non scontata. Massimo Troisi è un eroe popolare, riflesso di una città e di un popolo, ma non un fenomeno unicamente napoletano. Massimo Troisi non ha etichette, non ha confini, né limiti. Nella sua carriera, purtroppo breve (muore a 41 anni) ha giocato un campionato a parte , come top player assoluto, degno compare di altri due grandi fuoriclasse della Napoli degli anni ottanta: Diego Armando Maradona e Pino Daniele. Troisi non […]

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Teatro

Giacomino e mammà con Isa Danieli e Enrico Ianniello | Recensione

Una napoletana vera come Isa Danieli non poteva ricevere un’accoglienza più calorosa all’anteprima nazionale di “Giacomino e mammà” al Teatro Sannazaro, accompagnata egregiamente da Enrico Ianniello, volto popolare anche come Commissario Nappi nella fiction “A un passo dal cielo”. Dopo le diverse fortunate esperienze di traduzione, adattamento e regia di testi di importanti autori contemporanei come Pau Mirò, Enrico Ianniello propone in forma di mise en espace un nuovo fulminante esempio di drammaturgia iberica riadattata alle latitudini napoletane: “Giacomino e mammà”. L’opera, tradotta da Conversationes con Mamà, film pluripremiato dello sceneggiatore e regista argentino Santiago Carlos Oves, adattato per le scene internazionali dal catalano Jordi Galceran, viene interpretata spalla a spalla da una coppia inedita che promette scintille e non delude le aspettative. Giacomino ha perso il lavoro e si ritrova indebitato per star dietro ai desideri di consumo della moglie e dei figli adolescenti. La soluzione è vendere l’appartamento di famiglia dove da anni vive la madre settantottenne, che però non vuole sentire ragioni, anche perché, rivela, ora la donna ha finalmente un fidanzato. E’ Gregorio, un anarco- pensionato argentino di sessantacinque anni, un buon uomo che trascorre la sua giornata in piazza a protestare per la mancanza di lavoro, che, recita un cartello che appende ad un tavolo sulla scena, è sempre “Dignitad”. E non se ne parla neanche di andare a vivere con il figlio e sua moglie in una stanza della vecchia donna delle pulizie. La richiesta della casa, tuttavia, diventa per i due protagonisti un’importante occasione per rivedersi, data la cronica assenza del figlio, che le telefona, ma senza un interesse reale. L’amore tra la madre e il figlio emerge in maniera prorompente, mentre si ride parlando di cucina, della vecchia scuffiata della suocera e della possibilità di scegliere di vivere inseguendo i propri sogni o le rate dei propri acquisti. Un confronto profondo e spassionato che si svolge in verticale e che attraversa due generazioni e due mondi che sembrano così distanti. Giacomino è il prototipo dell’uomo agiato, che nasconde le sue frustrazioni dietro una carta di credito, risultato di un folle processo della società dell’inutile che continua a produrre beni superflui, schiavo dei vizi di una moglie che non ama e di due figli che non capisce. “E glielo hai chiesto Giacomì?” “No”, è la risposta. Enrico Ianniello porta sul palco la sofferenza di un uomo vittima della fatale immaturità della nostra società: la continua preoccupazione della propria apparenza. Tuttavia, dinanzi alla mamma, sincera e spudorata, Giacomino esce dalla cornice della sua immagine, getta la maschera, rivela le sue paure e piange. L’amore tra una mamma e un figlio non conosce limiti, neanche la morte. E nessun brodo di pollo sarà mai come quello della madre. “Chi tène ‘a mamma è ricco e nun ‘o sape”, vuole dirci Enrico Ianniello. Isa Danieli incarna sulla scena una grande donna che riesce a conservare ironia e solidità di sentimenti e una grande mamma, come le verrà riconosciuto alla fine. La mamma di Giacomino vive accontentandosi […]

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Eventi/Mostre/Convegni

La Compagnia delle Illusioni a NapoliCittàLibro: intervista ad Enrico Ianniello

Attore, regista, traduttore, Enrico Ianniello coniuga talento recitativo e abilità narrative. A NapoliCittàLibro approda anche lui, Premio Campiello Opera Prima del 2015 con il primo libro “La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin” e autore del nuovo libro “La Compagnia delle Illusioni” (Feltrinelli editore). La Compagnia del titolo è l’ultima speranza per il protagonista Antonio Morra, attore con alle spalle un ruolo importante in una fiction, che ora vive arrangiandosi in un gruppo teatrale amatoriale. ‘O Mollusco dovrà recitare dei ruoli che mutano la realtà facendola diventare una fiction “reale” in un contesto “vero”, perché “le persone non vedono ciò che è vero, ma rendono vero ciò che desiderano vedere”. Infatti Antonio riesce a sovvertire la sua vita in una perenne finzione fondendo l’illusione e la realtà. Un libro che suggerisce importanti riflessioni sulla miseria umana, sul sottile confine tra realtà e finzione, tra la vita e la sua rappresentazione. Due chiacchiere con Enrico Ianniello Come inizia la tua carriera di attore? La mia carriera inizia con la Bottega Teatrale di Vittorio Gassman, a Firenze, nel 1989, per quanto concerne la formazione. La prima scrittura invece fu “Adelchi”, del Teatro Di Roma, con Arnoldo Foà. E, tra i giovani, c’era pure Marco Giallini. Quali sono stati i tuoi grandi modelli di teatro e cosa credi di aver imparato? Oltre ai grandi modelli del passato, Eduardo e Totò su tutti, miei modelli sono stati indubbiamente Toni Servillo e Leo De Berardinis. Da loro credo di aver rubato tanta tecnica e un’idea: il teatro è fatto di genius, di spirito originale, e quello non si insegna. Tra pochi giorni torni a teatro con Isa Danieli al Teatro Sannazaro. Che rapporto hai con questa grande interprete? Ho innanzitutto un grande rapporto umano. Sento grandi momenti di affetto, durante le prove, affetto che si nutre di stima reciproca e di grande ammirazione da parte mia nei suoi confronti. Ma la costruzione di questo affetto io l’ho perseguita anche da regista: non potevo tollerare che portassimo in scena da mestieranti una storia che racconta l’amore tra madre e figlio. New Magic People Show è stato davvero un successo.  Cosa porti con te di questa esperienza? Tutto. Sono stato il più acceso sostenitore dell’idea di metterlo in scena all’inizio, e sono anche riuscito a portarlo in Spagna per due mesi in un importante teatro. Lo spettacolo si replica da più di dieci anni, e ogni volta rinasce e vive con più forza di prima. Quei personaggi folli, ignoranti e autodistruttivi che fanno morire dal ridere le platee, io li amo profondamente, perché siamo noi. Per molti sei il commissario Vincenzo Nappi di “A un passo dal cielo”, qual è il tuo legame con questo personaggio? Nappi fa tanta simpatia, il grande pubblico lo adora perché lo trova affidabile, umano, gioviale e con un alto senso del dovere. Forse sono doti che oggi si coniugano difficilmente in un rappresentante dello stato, almeno nei politici e nelle loro uscite televisive colme di cinismo e poco altro. Hai lavorato anche […]

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Libri

Estelle a NapoliCittàLibro: intervista a Massimo Piccolo

Serve una fiaba per comprendere meglio la realtà? A questa domanda prova a rispondere Massimo Piccolo, autore del libro “Estelle –storia di una principessa e di un suonatore di accordion” (editore Cuzzolin), anch’egli presente alla seconda edizione di NapoliCittàLibro, la grande fiera del libro e dell’editoria a Castel Sant’Elmo. Dopo essersi dedicato alla storia gastronomica partenopea con il libro “90 passi nella gastronomia napoletana” e aver scritto vari monologhi teatrali, Massimo Piccolo, che a sorpresa non imprigiona il suo stile e la sua fantasia sperimentando generi diversi. In un periodo storico in cui le principesse non sono più quelle di una volta, il disincanto detta la moda e il mondo virtuale vince il fascino della carta, Estelle è avvolta dall’incanto delle pagine di un libro molto dolce e da una scrittura curata, ironica e calda. Estelle è una principessa, figlia di Gustavo IV e Alessaija, che eredita dalla madre una terribile avversione alla luce del sole. Vinto dalla paura, il re trasforma il castello e l’immenso giardino in un posto dove il sole non vi si potrà affacciare in nessun modo. Tutto sembra procedere secondo i piani fino a quando al castello, in occasione della giostra indetta per dare uno sposo alla sua unica foglia, non capiteranno il pincipe Ileandro di Hardangerfjord e Juan, un suonatore di accordìon. Nonostante la storia assuma inizialmente i connotati della classica favola antica, ecco che quella di Massimo Piccolo si dimostra essere anti-favola. La cura paterna viene patita da Estelle come una campana di vetro asfissiante, nonostante sia costituita da un parco meravigliosamente criptico. Le invenzioni del Re non riescono a stare al passo con il forte desiderio di conoscenza del mondo di Estelle e i riflessi, gli aloni e i fiati di un’adolescente contemporanea. Massimo Piccolo scrive di un’adolescente prima che di una principessa e la grande metafora del suo libro diventa il modo migliore per raccontare temi esistenziali affini ad ogni essere umano. Una storia vera e disperata, una ribellione degli stereotipati personaggi delle favole. Estelle: Intervista a Massimo Piccolo  Massimo Piccolo: fotografo, autore, regista, ora anche scrittore. Io ho due grandi passioni, la prima è fotografia, e la seconda è la scrittura, credo la forma più alta di espressione dell’essere umano. È una delle poche cose che può fare solo l’uomo: elaborare un pensiero attraverso la forma scritta. La scrittura non è solo l’elaborazione di un pensiero, è anche un modo di pensare. Estelle è stato scritto molto tempo fa, riposto in un cassetto, pubblicato nel momento giusto. Cosa è cambiato in questi anni? Io ho sempre scritto, ma ho sempre avuto molto pudore , e fino a quando non mi sono sentito veramente sicuro di ciò che avevo scritto ho preferito non pubblicare. Io credo che scrivere sia come l’amore. Quando sei innamorato non te lo chiedi neanche, lo sai, lo senti. Ad un certo punto mi sono sentito pronto, innamorato ed era il momento giusto. Estelle ha una disabilità innata ereditata dalla madre ed una acquisita, derivante dall’atteggiamento iperprotettivo […]

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