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Eroica Fenice

Arlecchino e il suo doppio della Compagnia Hellequin di Pordenone, infatti, racconta del contrasto costitutivo della fragile anima dell’artista moderno della Compagnia Hellequin

Arlecchino e il suo doppio: Arlecchino secondo la Compagnia Hellequin

Altro giro, altra corsa! Dopo l’ottimo El Romancero de Lazarillo e l’interessante incontro-dibattito La maschera nella contemporaneità, il carrozzone itinerante della rassegna I viaggi di Capitan Matamoros ha proposto, sempre nella Sala del Capitolo nel chiostro di San Domenico Maggiore, uno spettacolo che ne incarna pienamente spirito, carisma e intenti. Arlecchino e il suo doppio della Compagnia Hellequin di Pordenone, infatti, racconta del contrasto costitutivo della fragile anima dell’artista moderno. Scissa tra la naturale inclinazione al dramma e all’inquietudine e l’ardore scanzonato e comico, essa è in pellegrinaggio perpetuo. A rappresentarne i poli opposti sono due personaggi iconici, il povero ma sempre energico Arlecchino e l’enigmatico principe Amleto, che, per il tutto il corso della rappresentazione, si rincorrono, avvicendano, e, in fine, si fondono, decretando come impossibile la vittoria dell’essere sul non essere. La narrazione procede, quindi, per fasi alterne, con la maschera nera del personaggio della Commedia dell’Arte che diventa lo spartiacque tra le voci, che parlano linguaggi ma anche lingue diverse: inglese (Amleto) e un italiano caleidoscopicamente ricco di varianti dialettali (Arlecchino).

Arlecchino e il suo doppio, uno spettacolo rock della Compagnia Hellequin!

Come questa pietra/ così fredda/ così dura/ così prosciugata/ così refrattaria/ così totalmente/ disanimata/ Come questa pietra/ è il mio pianto/ che non si vede.

Lo spessore drammaturgico dell’opera, oltre che dalla profonda indagine artistica e socioculturale sul ruolo dell’attore e dell’essere in quanto tale nella società moderna, è dato anche dai numerosi riferimenti alla letteratura novecentesca (Ungaretti, Leonard Cohen e Christa Wolf) e alle canzoni che hanno caratterizzato gli anni 70’, come Mercedes Benz di Janis Joplin. Lo spettacolo, fortemente impressionistico e suggestivo, vive dei gesti, del canto e del talento spropositato di Claudia Contin Arlecchino, la prima donna al mondo ad aver interpretato il carattere maschile della maschera bergamasca. L’attrice è anima, corpo, ed esistenza stessa di questa recita che porta avanti con passione e carattere in ogni sua scena e che non è pensabile senza di lei sul palco, non così tragicamente bella com’è, almeno.

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Prossimo spettacolo della rassegna:

Mercoledì 28 settembre 2016 h 20.00
Chiesa antica Complesso Monumentale Donnaregina Vecchia
CRUDELE D’AMOR di Associazione Teatrale Aisthesis

Info e prenotazioni:
Cell.: 339 623 52 95 (anche whatsapp)
Email: tizianaaisthesis@gmail.com, coop.enkaipan@gmail.com
Web: https://iviaggidicapitanmatamoros.wordpress.com/

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