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Eroica Fenice

Compagnia Vulìe Teatro

Compagnia Vulìe Teatro debutta al Caos Teatro con Hip Op

Sabato 12 e domenica 13 gennaio è andato in scena al Caos Teatro di Villaricca (NA) il debutto assoluto di Hip Op, uno spettacolo presentato dalla Compagnia Vulìe Teatro.

Scritto da Marina Cioppa e Antimo Navarra, diretto e interpretato da Michele Brasilio (aiuto regia Stefania Remino e luci curate da Alessandro Benedetti), Hip Op è un monologo che ha come protagonista Marco, un trentenne e la sua fobia: l’hippopotomonstrosesquipedaliofobia (comunemente nota come Sesquipedaliofobia), la paura di pronunciare e scrivere le parole troppo lunghe.

Un uomo e la sua fobia

A causa della sua ossessione il protagonista della storia non riesce a pronunciare parole formate da più di nove lettere e ciò lo ha portato a modificare negli anni la sua vita, adattandola alla sua fobia, e a evitare di raccontarla. Marco prepara discorsi per ogni occasione e rifugge legami forti e duraturi. Si convince di dover far scorrere gli eventi secondo un ordine prestabilito. La paura delle parole lunghe condiziona a tal punto la sua vita che evita tutte le occasioni in cui si parla troppo: scappa da colazioni, pranzi e cene con amici, non canta ai concerti, non invita amici a casa, non legge a voce alta, non intrattiene lunghe conversazioni al telefono, non accetta imprevisti e così via.

Marco vive da solo, fa il casellante in autostrada e ha la casa piena di scatoloni contenenti discorsi già pronti per ogni evenienza. Una delle poche cose che ama fare è andare al cinema, dove si parla poco, e ci va spesso col suo migliore amico, Andrea, che rappresenta il suo opposto, in quanto è spigliato e ha successo con le donne. Al contrario Marco non è proprio quello che suol dirsi un seduttore, pertanto si fida dei consigli di Andrea, più esperto di lui. Ad uno speed date Marco conosce Laura, che diventerà la sua fidanzata. Né Laura né Andrea però sanno del suo segreto.

Il trentenne vive le sue relazioni nascondendosi dietro a parole già scelte, e questo lo porta ad allontanare anche le persone a cui tiene, a cominciare proprio dal suo amico Andrea che, dopo i suoi continui rifiuti, si allontana progressivamente. Anche Laura fa lo stesso, desidererebbe una convivenza ma Marco ha paura e quindi resta solo con la sua fobia e il timore di sentirsi giudicato se dovesse raccontarla.

La Compagnia Vulìe Teatro porta in scena le paure degli esseri umani

Hip Op è un viaggio tra le paure di un essere umano che teme il giudizio degli altri. Uno spettacolo intelligente e coinvolgente che nasce dalla volontà della Compagnia Vulìe Teatro di raccontare un frammento di mente umana. La scelta è ricaduta sulle fobie.

La fobia delle parole lunghe è solo uno spunto per riflettere sulle paure che attanagliano l’essere umano a tal punto da condizionarne l’esistenza. Per quanto l’ossessione di Marco possa sembrare bizzarra è facile che lo spettatore si identifichi con lui e le sue angosce. Ogni persona ha infatti almeno una fobia che tiene ben nascosta e ha paura di affrontare e raccontare (“La paura non esiste, perciò non serve raccontarla”) . E non esistono, come recita il testo dello spettacolo, paure di serie A e di serie B; la paura delle parole lunghe non è meno “legittima” della fobia dei ragni, ad esempio. Tutte le fobie condizionano la mente umana.

Un monologo di un’ora che appassiona e diverte lo spettatore. Le angosce esistenziali del protagonista riescono infatti anche a strappare risate, oltre che invitare alla riflessione.

Lo spettacolo della Compagnia Vulìe Teatro è curato nei dettagli. Gli autori hanno lavorato con parole costituite da un numero massimo di nove lettere. Difficoltà notevole per chi ha curato la drammaturgia ma anche per l’attore protagonista, nonché regista, Michele Brasilio, che ha egregiamente diretto e interpretato lo spettacolo, avvicinando il pubblico al personaggio di Marco e viceversa.

Impeccabili anche i suoni e le luci curate da Alessandro Benedetti.

Ben fatto!

 

 

 

 

 

 

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