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Eroica Fenice

Elvira

Elvira, fenomenologia della creazione di un personaggio

Elvira, al Teatro Bellini: come nasce un personaggio.

Parigi, 21 febbraio 1940.

Un palcoscenico, un maestro e un’allieva, una lezione di recitazione. Il Don Giovanni di Molière è l’opera da portare in scena, Elvira il personaggio da interpretare. Essere in un teatro, assistendo alla creazione di una pièce teatrale. Guardare, ascoltare un personaggio, assistendo alla creazione di quel personaggio. Trovarsi dietro le quinte di un’opera, pur stando seduti in platea. Spiare le prove, pur essendo alla prima dello spettacolo. Un’operazione di metateatro che, rompendo la barriera tra attori e spettatori, mostra cosa si cela dietro il mestiere dell’attore, che guidato da un maestro esigente, riesce, dopo tentativi, su tentativi, su tentativi, ad entrare nel corpo e nei pensieri del personaggio da interpretare. E così il maestro Louis Jouvet (Toni Servillo), spiega, insegna, corregge, dispensa consigli alla sua allieva Claudia (Petra Valentini), sgranando il rosario di tutte le difficoltà da superare per raggiungere la verità del personaggio. Difficoltà che vanno oltre la mera tecnica drammatica, insufficiente se non accompagnata dal sentimento. Un processo maieutico, uno scambio reciproco, un rapporto intimo e complice in cui anche chi insegna finisce con l’imparare. 

Elvira: una lezione sul teatro e sulla nobiltà del mestiere di recitare

“Elvira porta il pubblico all’interno di un teatro chiuso, quasi a spiare tra platea e proscenio, con un maestro e un’allieva impegnati – afferma Toni Servillo – in un particolare momento di una vera e propria fenomenologia della creazione del personaggio. Un’altra occasione felice, offerta dalle prove quotidiane del monologo di Donna Elvira nel quarto atto del Don Giovanni di Molière, consiste nell’opportunità di assistere a una relazione maieutica che si trasforma in uno scambio dialettico, perché il personaggio è per entrambi un territorio sconosciuto nel quale si avventurano spinti dalla necessità ossessiva della scoperta”.

Una lezione sul teatro e sulla nobiltà del mestiere di recitare, che, se impartita da un gigante come Toni Servillo, assume un valore aggiunto.

Parigi, settembre 1940. 

E intanto fuori dal teatro, impazza la seconda guerra mondiale, con i suoi orrori e le sue bombe. E intanto Claudia, ebrea, è costretta a lasciare Parigi. E intanto Louis Jouvet parte volontario in esilio per scappare dalla guerra, per scappare dall’orrore nazista. 

Elvira 

(Elvire Jouvet 40)

di Brigitte Jaques

da Molière e la commedia classica

di Louis Jouvet @ Editions Gallimard

traduzione di Giuseppe Montesano

con

Toni Servillo                Louis Jouvet

Petra Valentini           Claudia/Elvira

Francesco Marino     Octave/Don Giovanni

Davide Cirri                 Lèon/Sganarello

regia Toni Servillo

In scena al Teatro Bellini di Napoli all’8 al 20 gennaio

Non mancate!

[Fonte immagine: teatrobellini.it]

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