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Eroica Fenice

Emanuele Tirelli

Emanuele Tirelli parla di amore al Caos Teatro

Sabato 6 e domenica 7 aprile è andato in scena lo spettacolo L’amore è bello, l’amore fa schifo (e le donne in Shakespeare) di e con Emanuele Tirelli, ultimo appuntamento della stagione teatrale del CaosTeatro di Villaricca (NA), che chiude così come aveva aperto, con una rappresentazione sull’amore.

A lezione d’amore da Emanuele Tirelli

L’amore è bello, l’amore fa schifo è una lezione-spettacolo sull’amore. Più che a teatro, infatti, sembra di essere in un’aula didattica. Emanuele Tirelli, autore e giornalista, porta in scena un’interessante lettura del grande sentimento, durante la quale mescola paradossali ed esilaranti vicende personali ai personaggi delle tragedie shakespeariane – con particolare riferimento alle figure femminili minori (Ofelia, Desdemona, Cordelia, Ermione) – e alle riflessioni sul desiderio e sulla coppia di noti filosofi quali Deleuze, Lacan, Nietzsche e Schopenhauer.

Ad accompagnare Tirelli sul palco, il musicista Ciro Staro che partecipa alla conversazione con suoni, battute e simpatiche espressioni facciali.

Entrambi indossano t-shirt con illustrazioni di Giuseppe Cristiano, tra i più grandi illustratori e storyboard artist d’Europa (ha lavorato, tra le altre cose, a video di Moby, Madonna e Radiohead, e a serie come CSI NY), e curatore della locandina dello spettacolo.

Che cos’è l’amore?

Come si può definire l’amore e ciò che comporta?  Come si fa a capire se si ama realmente qualcuno?

Da questi apparentemente semplici interrogativi e dalla passione per le opere shakespeariane nasce il lavoro di Emanuele Tirelli.

Attraverso una chiave diretta e conviviale e con l’ausilio dei personaggi del Bardo, l’autore si avventura nell’ardua impresa di decifrare quell’immenso sentimento che è l’amore.

«Tutto – spiega lui – in una dimensione pop. Lo stesso Shakespeare era pop e, al Globe Theater di Londra, del quale era socio e partecipava felicemente agli utili, i suoi spettacoli erano seguiti anche dalla parte economicamente e culturalmente più bassa della popolazione. Oggi, invece, lo consideriamo una materia pienamente comprensibile solo per le persone più colte, con la cultura che non apre alla sua bellezza ma si chiude in sé stessa: un discrimine che si discrimina da solo».

Ne scaturisce un’impegnativa, ma al contempo originale e divertente riflessione che conduce ad una sola certezza: l’amore non ha definizioni. È praticamente impossibile arrivare a dare un’unica definizione all’amore. L’amore può condurti in paradiso ma anche scaraventarti all’inferno, può essere meraviglioso o fare schifo; può renderci raggianti e invincibili oppure rappresentare la tragedia più grande e noiosa che ci sia mai capitata.

 E chi meglio di Shakespeare, grande drammaturgo, ma in un certo senso anche fine psicologo, ha saputo interpretare le contraddizioni dell’amore?

Ecco che Tirelli si sofferma sulle donne delle grandi tragedie del drammaturgo e poeta inglese e sulla loro visione dell’amore. Si parte da Ofelia, uno dei personaggi femminili della tragedia Amleto. La giovane aristocratica ha una visione idilliaca dell’amore, finché non resta delusa da Amleto, il quale rinnegherà i suoi sentimenti per lei, invitandola a chiudersi in convento. Anche Desdemona era innamorata di Otello, fin quando non si rende conto di chi fosse davvero suo marito e muore per mano sua.

Arriviamo quindi all’amore puro, sincero ed eterno, quello tra Romeo e Giulietta. I due noti personaggi shakespeariani sono considerati l’emblema dell’amore, tuttavia, il loro giovane ma già forte sentimento li porta in realtà a separarsi quasi immediatamente, fino a che non muoiono entrambi. Non va meglio alla protagonista di Re Lear, Cordelia, che muore a sua volta. La “scampa” invece Ermione, protagonista ne Il racconto d’inverno, alla quale è destinato un lieto fine, però solo dopo una vita di patimenti.

L’amore è dunque sincero e puro, ma anche egoista e ingannevole; l’amore è meraviglioso, ma può far male. L’amore: una continua contraddizione, un eterno dilemma.

«L’amore ci rende migliori; l’amore dà, l’amore toglie; l’amore cambia e ci cambia».

Chi sono Emanuele Tirelli e Ciro Staro

Emanuele Tirelli è un autore e un giornalista. Collabora con L’Espresso, Donna Moderna, Il Mattino e Acqua&Sapone. Nel 2016 l’attività giornalistica lo ha portato a vincere il Premio Angelini per l’Infanzia per un articolo sui Disturbi del comportamento alimentare pubblicato su L’Espresso. Ha scritto inoltre per i settimanali “il Venerdì di Repubblica” e “Pagina 99”, nonché su numerose webzine.

Come autore teatrale ha invece firmato i testi degli spettacoli Ofelia in the Dog Days (pubblicato da Navarra Editore), Questione di un attimo, Da questa parte (ovvero quello che manca) e L’Incoronata.

Nel 2012 debutta anche come scrittore di libri con il racconto La tempesta perfetta, inserito nella raccolta Vicolo della Ratta, Civico 14 (Mutamenti Editore, 2012).  Nel 2014 pubblica il suo primo romanzo Pedro Felipe (Caracò Editore, 2014). Dal 2016 è invece direttore della collana Teatri di Carta di Caracò, per la quale ha realizzato La misura dell’errore. vita e teatro di Antonio Latella, il primo volume uscito sul regista napoletano, attualmente direttore di Biennale Teatro di Venezia.

Ciro Staro è invece un musicista di formazione classica. Ha iniziato a studiare pianoforte all’età di 6 anni. Successivamente frequenta il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli per gli esami di solfeggio e di compimento inferiore. A 16 anni l’incontro con il jazzista e arrangiatore casertano Mauro di Santis, noto per aver composto brani inseriti anche in film di grande distribuzione, lo avvicina al mondo della musica elettronica e del recording. Come tastierista e chitarrista ha fatto parte di molte band campane, approfondendo poi lo studio delle sintesi sonore e della registrazione multitraccia digitale.

[Fonte immagine: Caos Teatro]

 

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