Favole senza fili +1 al Piccolo Bellini

Favole senza fili +1 al Piccolo Bellini

Doppio sold-out al Piccolo Bellini per lo spettacolo tutto al femminile di danza, prosa e danza aerea Favole Senza Fili +1 scritto da Martina Di Matteo e liberamente ispirato a Favole al Telefono di Gianni Rodari, per la regia e coreografia di Marianna Moccia in scena soltanto il 30 Novembre in due turni, prodotto da FUNA.

Il Piccolo Bellini, traboccante di spettatori, è stato spogliato delle sue quinte per far spazio ai fili che avrebbero poi usato le danzatrici aeree. In scena, all’arrivo del pubblico, vestiti sparsi sul palcoscenico, degli altri abiti accatastati in fondo a sinistra, dei corpi distesi e dormienti e in fondo a destra un’autrice che fatica nel suo processo creativo. Dopo il buio totale, un personaggio si cala dalla fune svegliando gli altri che meccanicamente ripercorrono la loro storia in modo stilizzato, confuso, tanto quanto sembra confusa l’autrice sul fondo.

L’autrice, prigioniera degli schemi linguistici, comincia una disamina sulla lingua, in particolare sul “C’era una volta: perché parlare di qualcosa che c’era e adesso non c’è più?”, mostrando al pubblico i personaggi chiusi ognuno nella propria storia e che non riesce a liberare e a far volare. Ci descrive poi questi personaggi, a cui da voti insufficienti: un topo da biblioteca mangia-carta che dà la caccia ad un gatto lacrimoso e cleptomane; un gambero che si diverte a mettere in fila tappi di sughero e che sogna di camminare in avanti, ma con scarsi risultati e, infine, un personaggio che non sa mettere i piedi per terra. Sono personaggi a cui manca uno sforzo fantastico, la cui assenza rende impossibile per loro la chance di intraprendere nuove strade e nuove avventure. Ciò di cui hanno disperatamente bisogno è qualcuno che creda in loro, qualcuno che gli dia la possibilità di vivere.

I momenti di danza e prosa in Favole senza fili +1 si intervallano con grande equilibrio, lasciando lo spettatore – anche quello meno esperto di danza – sempre coinvolto, non solo grazie allo stile contemporaneo delle coreografie, ma anche grazie alla scelta musicale e all’immensa bravura delle ballerine in scena. È stata magica la scena in cui una delle danzatrici ha donato un momento di danza aerea, solo lei e la fune, librando e volteggiando in aria e con lei la fantasia di ognuno degli spettatori attenti e meravigliati. L’autrice ha poi continuato con una riflessione sulla singolarità, presa in analisi come una vox media, non solo in senso numerico, ma anche in senso di diversità esortando tutti alla pluralità. È così che i personaggi tornano alla loro vita, intrecciando le loro storie le une con le altre insieme a quella dell’autrice stessa, librandosi in aria e finalmente iniziando a volare nel “mondo dell’illusione” a cui l’autrice e i suoi personaggi si abbandonano. Un mondo privo del male, di regole della logica e in cui possono liberamente volare sui fili delle loro storie.

Performer: Maria Anzivino, Chiara Barassi, Alessia di Maio, Valeri Nappi, Viola Russo.

Photo Credit: Teatro Bellini 

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A proposito di Chiara Leone

Zoomer classe '98, studentessa della scuola della vita, ma anche del corso magistrale in Lingue e Letterature Europee e Americane all'Orientale. Amante dell'America intera, interprete e traduttrice per vocazione. La curiosità come pane quotidiano insieme a serie tv, cibo, teatro, libri, musica, viaggi e sogni ad occhi aperti. Sempre pronta ad esprimermi e condividere, soprattutto se in lingue diverse.

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