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Eroica Fenice

"Sei", da Pirandello a Spiro Scimone al NTF

“Sei”, da Pirandello a Spiro Scimone al NTF

Era il 1921 quando Luigi Pirandello scioccò la platea del Teatro Valle di Roma con una commedia anomala, assurda, che superava l’idea stessa di avanguardia. La scontro dialettico tra personaggi e attori, con conseguente rottura della quarta parete, confuse il pubblico che non era abituato ad operazioni simili. Sono passati quasi cento anni, ma la sensazione di stupore che  questa drammaturgia metateatrale così ricca di spunti è in grado di regalare non è mutata.

Cambiano gli interpreti, le compagnie e i palcoscenici ma la profondità del teatro è tale da potervi ancora attingere, e ancora, e ancora. Un’ulteriore conferma si è avuta ieri sera al Teatro San Ferdinando di Napoli dove la Compagnia Scimone Sframeli ha debuttato, per il Napoli Teatro Festival, con “Sei”, adattamento leggermente ridotto della prima opera teatrale dell’autore de “Il fu Mattia Pascal”. L’intento è chiaro fin dalla prima scena. Spiro Scimone e il registra Francesco Sframeli hanno fuso il linguaggio pirandelliano con il loro, così da dare nuova linfa al testo e alla sua conseguente riproposizione scenica. L’impianto drammaturgico non ne è risultato particolarmente intaccato, i (pochi) cambiamenti sono stati funzionali ad una maggiore comprensibilità e attualizzazione delle situazioni e dei personaggi.

“Sei”, una regia di Francesco Sframeli 

Elemento cardine della famosissima commedia è il teatro, visto nella sua interezza ma nel contempo analizzato frammento dopo frammento. Il rapporto tra i personaggi e gli attori è sicuramente uno dei passaggi più interessanti. Pirandello si domanda se sia effettivamente possibile mettere in scena una qualsiasi dramma data la dicotomia che sussiste tra il personaggio e chi lo interpreta.

L’ego, il carattere, la formazione dell’attore modifica inevitabilmente i tratti dei personaggi  che spesso nascono dalla penna di autori diversi dal drammaturgo della compagnia. Essi però non possono vivere se non attraverso quello scambio di abiti da cui dipende la loro sopravvivenza ad di là della storia in cui sono intrappolati e che a cui vorrebbero disperatamente dar voce. In questa diatriba senza reale via d’uscita se nell’inevitabile compromesso, entra in gioco l’autore – che i personaggi di Pirandello cercavano con ansia – che, a sua volta, si arroga il diretto di apportare tutte le modifiche necessarie per realizzare uno spettacolo che lo rispecchi e che piaccia al suo pubblico.

La compagnia Scimone Sframeli, come Luigi Pirandello nel 1921, hanno portato quindi in scena paradossi, contraddizioni e assurdo. Assurdo che ancora oggi piace, stupisce e viene accolto e salutato da fragorosi applausi.


SEI

di Spiro Scimone
adattamento dei Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello
con Francesco Sframeli, Spiro Scimone, Gianluca Cesale, Giulia Weber, Bruno Ricci, Francesco Natoli, Mariasilvia Greco, Michelangelo Zanghì, Miriam Russo, Zoe Pernici
regia Francesco Sframeli
scena Lino Fiorito
costumi Sandra Cardini
disegno luci Beatrice Ficalbi
musiche Roberto Pelosi
regista assistente Roberto Bonaventura
direttore di scena Santo Pinizzotto
assistente ai costumi Carolina Tonini
produzione Compagnia Scimone Sframeli, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro Biondo Stabile di Palermo, Théâtre Garonne-scène européenne Toulouse
in collaborazione con Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia

Teatro San Ferdinando
23 giugno ore 21.00
24 giugno ore 19.00
25 giugno ore 21.00
durata 1 ora