Imponderabilia, dell’Associazione Culturale IANUS, è una pièce di teatro-danza ideata e scritta da Lorenzo Stingone, andata in scena il 17 e il 18 gennaio 2026 al Teatro Ateneo di Casoria. La regia è firmata da Lorenzo Stingone e Maria Avolio, che condividono tra loro la realizzazione coreografica e poi il palcoscenico con Francesco Maria Punzo, Tarek Issmail e Matteo Ronconi.
Vincitore del Premio Avignon Le Off al Fringe Festival di Catania 2025, lo spettacolo Imponderabilia sarà presentato in Francia nell’estate del 2026: un traguardo significativo e un’importante occasione di visibilità internazionale per un gruppo di giovani artisti già proiettato verso nuovi e ambiziosi orizzonti.
Imponderabilia: l’imprevedibilità di un amore
«Shall I compare thee to a summer day?» A sipario chiuso, una voce fuori campo recita in italiano il sonetto 18 di William Shakespeare, celebrando già nel buio l’amore e la volontà di comunicare al destinatario tramite il medium artistico che, per la sua purezza e potenza, resiste al caduco e all’imprevedibile. La scelta artistica di Stingone è molteplice: non c’è solo poesia ma teatro, danza, musica. Il sipario si apre su una figura in relevé à la seconde, con braccia e palmi delle mani rivolte al pubblico, per donare e donarsi. Un tempo prolungato in questa posizione permette di osservare la danzatrice, illuminata da una piccola lampadina appesa a un filo al centro della scena.
L’oggetto d’amore si manifesta in ogni suo dettaglio e l’incontro che ne segue con l’uomo dà origine a un passo a due reso con attenzione. Inizialmente Stingone e Avolio si muovono interpretando i gesti timidi di chi quando si incontra si riconosce e vuole imparare a fare esperienza l’una dell’altro. L’amore da subito acceca, nel tempo rende vulnerabili e al contempo carichi d’energia: questo si intuisce, per esempio, dal seguente gesto del regista-danzatore di porre le mani sul viso, precisamente sugli occhi, mentre dichiara-in lingue diverse- di amare la sua donna. La danza è fluida e pian piano si fa sempre più sicura, come quando i due si mettono a nudo attraverso contact ben reso, insieme a una serie di intrecci e prese che rendono la coppia sempre più coesa.

Il teatro-danza di Lorenzo Stingone incarna la difficoltà di accettare una rottura
L’amore sbocciato viene bruscamente interrotto dal fato dominante che genera dolore e che pare metaforicamente interpretato da una figura interamente vestita di nero, la cui comparsa cambia l’atmosfera. I due amanti vengono separati, Avolio balla con lui un lento e Stingone inizia invece a duellare con l’entità su cui non può avere potere. Incarnando «l’ombra, la malattia, la salvezza, il riflesso dell’avvenire» […] afferma d’essere della vita «quello che non si può controllare». Sono diversi i simboli presenti in scena utilizzati per tradurre un’esperienza tanto personale e profonda: un piccolo handpan scandisce la condanna a cui l’incontro amoroso ha condotto e ne è manifestazione concreta il telo sottile di plastica che quasi soffoca i due danzatori.

Imponderabilia narra di chi attraversa il dolore e lo vive senza scansarsi, pur immaginando un futuro differente. Racconta la passione, l’attesa, la forza dei sentimenti, la potenza dell’unione che resta sacra oltre il tempo e nonostante i fati, a prescindere dalle scelte, indipendentemente dalla separazione. Per questo, alla fine, i due amanti si tengono stretti in un abbraccio nello stesso punto in cui si sono sfiorati per la prima volta. Sulle note del Nocturne di Chopin, la luce centrale della scena viene spenta in modo deliberato, mentre permane, silenziosa, la traccia dell’amore vissuto.
Fonte immagini: Ufficio stampa

