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Eroica Fenice

Jules e Roméo

Jules e Roméo porta al Bellini l’amore rivoluzionario

Il 5 e 6 novembre il Piccolo Bellini ha presentato Jules & Roméo una ripresa neoclassica della tragica storia shakespeariana di Romeo e Giulietta, rivisitato attraverso la messa in scena di un amore omosessuale.

Jules & Roméo: collaborazioni di prestigio

Questa creazione nasce dalla collaborazione tra Jean-Sébastien Colau e Grégory Gaillard, entrambi ballerini dell’Opera di Parigi, sostenuti dall’impianto musicale di Stéphane Jounot, compositore di musica elettronica.
Proprio Jean-Sébastien Colau è tra gli educatori di danza di maggiore spessore dei giorni nostri, grazie alla sua profonda conoscenza delle scuole di balletto francesi, fortemente contaminate da stili e tecniche acquisite nelle sue numerose collaborazioni intercontinentali.

Il corpo di ballo tutto campano vanta, invece, la collaborazione con alcuni tra i più promettenti ballerini del Teatro San Carlo di Napoli, tra cui Valeria Iacomino, Tommaso Palladino, Angelo Eragese e Danilo Di Leo. Completamente all’altezza anche la performance di Nastassia Avolio e Vincenzo Veneruso.
La scenografia si alterna ad immagini e filmati, in piena chiave moderna, di Francesca Tortorelli, Giuliana Tarallo, Nicole Gaudio, Ludovica Sciannamblo.

Jules & Roméo l’amore eterno tra rivoluzione e integrazione

La storia tratta di Paris, una promettente fotografa, che vive una storia d’amore con Jules. Durante la serata di presentazione della mostra d’arte, tra la folla e la musica, Jules incontra Romèo.

Il colpo di fulmine è immediato e irrefrenabile. La musica cambia, l’intorno svanisce. Si resta sospesi nella sensazione inspiegabile della connessione. Così, i due ragazzi sono sospinti da una forza attrattiva che gli impedisce di restare lontani, li trasporta in una dimensione estranea e privata, formata solo dalla loro percezione.
Quest’attimo è completamente sostenuto dal Destino, il vero marionettista di quest’opera, che, come nell’originale, interviene sulla scena manovrando a suo piacimento i personaggi e gestendo in prima persona i rapporti e i movimenti di ognuno di loro.

In occasione di una cena, Thibalt, sorella di Jules e amica di Paris, scopre la relazione tra i due amanti. Diverrà, allora, la rappresentazione dell’odio omossessuale, tutta riversata su Mercuzio, la figura più gioiosa e vitale del balletto. Lo scandalo esplode e diviene motore dell’azione tragica.
I personaggi si relazionano e si interscambiano tra loro, mettendo in rilievo l’artisticità individuale, mai sopraffatta dal gruppo, oltre che il punto di vista di ogni personaggio.

In questo modo, a dominare la scena è l’amore: un sentimento universale ed eterno che, svincolato dalle definizioni, dal sesso e dall’etichette, diviene simbolo rivoluzionario. E rivoluzionario è l’atto che questa messa in scena rappresenta: nella volontà di andare in profondità, di prescindere dalla concezione personale di ognuno di noi, il teatro, ma soprattutto la danza, tenta di smuoversi dalla sua fissità e dai pregiudizi che la riguardano per diventare tramite di tematiche sociali e promotore dell’integrazione.

Così, la più famosa e passionale tra le storie, scritta intorno al 1594, diviene modernità, senza mai rinunciare all’intensità dell’amore verso cui, ognuno di noi, a prescindere dalla propria sessualità, è privo di difese.

Ufficio stampa Teatro Bellini: Katia Prota

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