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Eroica Fenice

La paranza dei bambini al Teatro Trianon Viviani

La paranza dei bambini al Teatro Trianon Viviani

« E ti pare che io mi metto paura di un bambino come te? Io per diventare bambino c’ho messo dieci anni, per spararti in faccia ci metto un secondo. »

Saviano e Gelardi con La paranza dei bambini al Trianon

Dopo la felice esperienza di Gomorra, Roberto Saviano e Mario Gelardi tornano con un nuovo progetto teatrale. La paranza dei bambini sarà in scena al Trianon fino al 9 aprile. Un ritorno attesissimo a Napoli dopo il brillante debutto al Nuovo Teatro Sanità degli scorsi mesi. Tra le menti partenopee più brillanti partorite negli ultimi anni, il duo continua così una proficua collaborazione. Lo scenario è ancora una volta la loro città natale, sempre ricca di contraddizioni e così adatta con i suoi luoghi a subire analisi e trasposizioni artistiche.

La paranza dei bambini si ispira all’omonimo romanzo di Saviano, pubblicato nel 2016,prima opera completamente di finzione dell’autore partenopeo. Il progetto teatrale narra la controversa ascesa di un giovane gruppo criminale verso il potere. Un successo apparentemente inarrestabile, a metà tra la tragedia shakespeariana e il buio dei fumetti di Frank Miller.

Saviano e Gelardi ci portano direttamente in medias res. Dei personaggi si sanno poche e frammentate informazioni. Il leader della paranza, Nicolas (Riccardo Ceccarelli), detto Maraja, è probabilmente un universitario, accecato dal potere e dai soldi facili del crimine. Anche degli altri componenti, nulla farebbe pensare a famiglie disagiate. Una scelta stilistica evidentemente in contrapposizione con il romanzo.

La paranza viene dal mare

Lollipop, Dentino, Drone, Dumbo. Quindicenni dai soprannomi innocui, con le scarpe firmate e il nome delle ragazze tatuato sulla pelle. La paranza non ha paura di niente, né del domani né della morte. Questi adolescenti sanno che bisogna giocare sul rischio, puntando tutto e subito. Guidati dal capo Nicolas Fiorillo, imparano a sparare con le pistole semiautomatiche e gli AK-47. Seminano il terrore per le vie del centro di Napoli.

A poco a poco prendono il controllo dei quartieri. Stringono alleanze con i vecchi boss in declino e distruggono le paranze avversarie. Gestiscono piazze di spaccio che fatturano migliaia di euro. Una pesca a strascico che non tiene conto di niente e nessuno. Non a caso “paranza”, che in gergo camorristico indica un gruppo criminale, è un termine di origine marinaresca.  Le “Paranze” sono infatti le piccole imbarcazioni che con le reti pescano pesci per la frittura.

Questi giovani sono corvi neri, senza scrupoli, violenti nelle parole ma soprattutto nei fatti. Saviano e Gelardi sono abili a fotografarli in un momento chiave, quello della crescita, il passaggio ancestrale dall’infanzia all’età adulta. Un’ascesa irrefrenabile, una sete di potere che finirà per inghiottire Nicolas in un accostamento ideale con Riccardo III.

Il sangue bagna Napoli

La paranza dei bambini è un dramma puro. Davvero sorprendente è  la resa teatrale del testo di Saviano. Un’opera che incredibilmente appare più profonda se vissuta a teatro. Assistere infatti alle interpretazioni degli attori in scena è godimento puro. Non si può non evidenziare la prova di Riccardo Ciccarelli, il giovane attore partenopeo merita una citazione per la sua capacità di rendere al meglio la trasformazione di Nicolas: da impacciato guappo di quartiere ad aspirante boss criminale.

È tutto il cast comunque a brillare. Vincenzo Antonucci, Luigi BignoneMariano Coletti, tanti sono gli attori del corpo teatrale che meritano una menzione. Un cast giovane, a dimostrazione di una città che nonostante tutte le avversità prova a non arrendersi.

La regia di Gelardi sorprende per la freschezza della scenografia: poche scelte, mirate e funzionali a rendere lo spettacolo un corpo unico dal romanzo. Stupisce la scelta di inserire numerosi dialoghi in italiano, nonostante l’ambientazione tipicamente napoletana. Nonostante le ambientazioni apparentemente scarne, si passa da un luogo all’altro di Napoli con estrema facilità. Così è possibile assistere i personaggi per i vicoli di Forcella o della Sanità.

Obiettivo de La paranza dei bambini è denunciare una realtà ormai consolidatasi per la città: quella delle baby gang, delle paranze di ragazzini che scelgono la via della criminalità. Il mezzo scelto da Saviano e Gelardi è il teatro. Una metafora per affermare che un futuro migliore nonostante tutto è possibile. Emblematica a proposito la scelta di portare uno spettacolo del genere al Teatro Trianon. Il teatro del popolo per eccellenza, ai confini di Forcella.