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Eroica Fenice

Le Statue movibili – Teatro Piccolo Bellini

«Le Statue movibili» da Antonio Petito, con adattamento di Lello Serao, è al Teatro Piccolo Bellini dal 21 al 26 Aprile.

Sembra sempre di tornare sempre bambini quando si sente parlare di Pulcinella. Ricordo le sere d’estate coi teatrini dei Fratelli Ferraiolo, storici burattinai che girano per la costa tirrenica ancora oggi, portando a adulti e bambini una mezz’ora di serenità. Quel Pulcinella che parla per detti popolari, il Pulcinella degli ipercorrettismi e delle mosse sgraziate, degli “a parte” furbeschi, del giocoso erotismo e della vita come arte del gioco, è lo stesso de «Le Statue movibili».

Pulcinella è il servitore di Felice, un giovane aspirante artista senza talento, di buona famiglia ma privo di aspirazioni, se non quello di far bella figura sulla sua amata; nella stessa casa abita Cardillo, l’amico « studente, che in cinque anni ha dato solo un esame… ed è stato pure bocciato! » I tre non possono che vivere alla giornata, domandandosi continuamente «ma come si fa a campare senza soldi?».

Accanto a loro, la bella e verace Luisella, vera femmina napoletana, capace di malriusciti esempi di grazia e di schietta verità. A completare la scena, un trio di persone che ostentano forzatamente la ricchezza, lo sfarzo, la presunta onestà cittadina: il padrone di casa, Asdrubale Barilotto, avvolto nel suo cappotto costoso, la zia di Felice, prorompente donna imbellettata e truccata secondo una moda che la campagna da cui proviene ha eletto col criterio dell’ostentazione simbolo di ricchezza, e un misterioso padrone di una casa infestata dagli spiriti, che irrompe sulla scena come un Puck tutto vestito in rosso, saltellando e squittendo entusiasta.

Ciò che prende vita sulla scena non è un evento extra-ordinario: si tratta, piuttosto, della quotidianità dei tre amici, che cercano ancora una volta di trovare il pane per la giornata. E per far ciò sono disposti a tutto: il titolo dell’opera racconta un momento essenziale, tragicomico della pièce, la dimostrazione che questi “poveri” sono disposti a tutto pur di trovare denaro, finanche fingersi statue che si muovono sotto lo stimolo di un presunto pulsante, assecondando così questo continuo movimento di debiti, pagherò, inganni bonari ai danni di chi possiede più ricchezze.

La rappresentazione è scorrevole, piacevole, umoristica oltre che comica. Tutto è concentrato sulla parola nella sua potenza e ambiguità, con un’accortezza sicuramente non casuale sulle varietà dialettali dei vari personaggi, marcate perfettamente per provenienza, come nel caso della ricca zia di campagna, o per estrazione sociale, è il caso di Pulcinella e il suo repertorio di detti popolari.

Non si può campare senza soldi: quei poche che riusciamo a mettere da parte, però, usiamoli per fare un salto a teatro, tornando bambini che applaudono le marionette.

Le Statue movibili – Teatro Piccolo Bellini

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