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Eroica Fenice

Medèe Visions

Medée Visions, incontro di arti al Teatro Bellini

Destrutturare una tragedia. Immaginare un dialogo tra linguaggi artistici differenti. Contaminare il classico con il moderno. È quanto sta alla base di Medée Visions, pièce rappresentata sulle tavole del Teatro Bellini di Napoli il 14 e 15 gennaio.

Alessia Siniscalchi ha creato un incontro atipico tra Medea ed Eva, tra Adamo, Caino e Giasone. Paradiso e Inferno: 17 momenti montati come in un film tra la dualità femminile e il maschio/padre/fuggitivo. Un progetto audace in cui si fondono le opere dell’artista Valerio Berruti, il testo di Paulina Mikol, le fotografie di Giovanni Ambrosio, le musiche di Cristina Barzi e Phil St. George, i video di Paul Viven e le luci di Benjamin Sillon

Tanti anni fa ho immaginato un’interpretazione contemporanea del mito di Medea. Non avevo un figlio all’epoca, lasciai morire questa idea e cominciai a creare spettacoli immersivi sul tema della relazione, racconta la Siniscalchi, regista di Medée Visions, oggi che ho un bimbo di otto anni è tempo di tornare a Medea.

Così la vicenda di Medea, maga della Colchide, moglie di Giasone e madre dei suoi figli, è resa sulla scena in maniera assolutamente non convenzionale. Il suo dolore, la sua rabbia, la sua follia diventano ora danza, ora canto, ora parola spezzata. Spezzata e ripetuta in una babele di lingue: a battute in inglese seguono risposte in francese e, ancora, in italiano. Così, la vicenda di Medea si intreccia a quella di Eva. 

Suggestiva la scenografia che vede su pannelli sagome infantili enfatizzate da giochi di luci. Luci continue, intermittenti, a rendere l’intensità del pathos che rende questo dramma, la Medea di Euripide un capolavoro senza tempo. 

Hai conosciuto un’altra? Ha la pelle di pesca? È più giovane di me? Hai conosciuto un’altra? Ha la pelle di pesca? È più giovane di me?

Una donna sedotta, abbandonata in nome di usanze greche che, barbara, non può capire. Una donna in cui la follia diventa lucida razionalità. Un dramma antico che nasconde, tra le pieghe, tracce di modernità

Alessia Siniscalchi è napoletana, ma vive e lavora tra l’Italia e la Francia. Nel 2007 fonda il collettivo Kulturscio’k, che si muove tra i due paesi. Oggi fanno parte del collettivo attori di cinema e teatro, danzatori, fotografi e musicisti che portano avanti una ricerca che approfondisce il rapporto istintivo e primordiale tra musica, movimento e testo. 

Medée Visions

di Alessia Siniscalchi

con Alessandra Guazzini, Fannu Guidecoq, Francesco Calabrese, Felicie Baille, Zelia Pelacani Catalano e, in alternanza, Chiara Sistri

testo originale Eva/Medea di Paulina Mikol Spiechowicz

testi Alessia Siniscalchi su ispirazioni libere da George Bernard Shaw, Dario Fo, Franca Rame, Euripide Grillpartzer

 

Fonte foto: www.teatrobellini.it

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