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Eroica Fenice

open mic con Daniele Fabbri

Open mic con Daniele Fabbri al Kestè

Sabato 26 gennaio si è tenuto al Kestè L’Open mic con Daniele Fabbri, terzo e ultimo spettacolo di stand up comedy del mese. Ad aprire la serata e a fare da presentatore è stato Mauro Kelevra, comico romano che ha portato con sé la vivacità del vernacolo interagendo e scherzando con il pubblico nel pieno spirito della comicità stand up. Nel mezzo della serata Kelevera ha interpretato un monologo riguardante il rapporto con la madre, concentrandosi in particolare sul periodo in cui ella ha sofferto di un tumore che però ha affrontato con una certa ironia. «A mì madre erano stati dati tre mesi de’ vita per via del tumore e io, senza parlare, ho pensato – “mo’ divento ricco!”. Allora mia madre mi fissa e fa: – Te piacerebbe! Mo lo pigli ner c**o!».

Open mic con Daniele Fabbri, la serata

Ampio spazio è stato dato anche agli altri quattro comici che sono saliti sul palco. Il primo è stato Dylan Selina, il quale si è lanciato in un monologo infarcito di satira politica che spazia dalla marcia contro la camorra ad Afragola alle teorie del complotto. Giunge poi il turno di Adriano Sacchettini, che invece si è concentrato su un tema di estrema importanza e complessità: «la pucchiacca», termine napoletano che sta ad indicare gli organi femminili. Un monologo incentrato ampiamente sul sesso e sui rapporti d’amore nell’epoca dei social e qui Sacchettini, attingendo dalla propria esperienza personale, narra delle sue esperienze su Tinder e su come sul suddetto sito riceva sempre le attenzioni dei transessuali.

Gina Luongo, uno dei nomi più presenti agli open mic organizzati dal Kesté (è stata presente anche allo spettacolo del 12 gennaio), ha raccontato una storia di stalking di cui è stata protagonista. L’ottica della stand up comedy mescolata all’ironia tipicamente napoletana le ha permesso di analizzare un tema delicato come questo, tanto da arrivare addirittura a “sfruttare” il proprio tormentatore affidandogli delle faccende da sbrigare (da salire le buste della spesa fino al quarto piano a scendere dei mobili con la scusa di andare a vedere Gomorra a casa di lei). Uno dei monologhi più divertenti della serata, dove Gina ha dichiarato di ammirare gli uomini muscolosi perché «Uà, sai quante buste ‘rà spesa putesse purtà!»

L’open mic è poi proseguito con Flavio Verdino, il cui monologo è iniziato con un’analisi sul problema delle emorroidi per poi sconfinare in quello della tossicodipendenza. Il tutto è stato trattato con la dovuta scanzonatura e l’immancabile leggerezza, complice anche il fatto che la sua ragazza e suo fratello erano presenti tra il pubblico. L’ultimo a esibirisi è stato Daniele Fabbri, che già abbiamo avuto modo di intervistare in occasione dello spettacolo Fascisti su Tinder che si terrà questa sera al Teatro nuovo di Napoli. Il comico romano ha ricordato il suo passato da chierichetto, ha parlato dell’educazione rigidamente cattolica ricevuta in famiglia e di come si sia allontanato da quel mondo mettendone in discussione in dogmi. In particolare ha discusso (e fatto discutere il pubblico) molto sul paradosso della masturbazione e della bestemmia, dalla chiesa paragonati a dei peccati: «La bestemmia è come ‘na parolaccia e dimostra un rapporto più sincero con Dio. Mica gli poi stà sempre a dì “Grazie!”, “Scusa!”». La recita di una barzelletta contro gli atei presa dalla sezione umoristica della rivista Famiglia Cristiana ha chiuso il monologo e anche la serata dell’ open mic.

Open mic con Daniele Fabbri: ridere del non risibile

La serata dell’open mic con ospite Daniele Fabbri si è rivelata un concentrato di ilarità e risate senza fine. Il merito non va soltanto allo special guest che ha dato il titolo alla serata, ma anche alla bravura dei giovani talenti che si sono susseguiti sul palco e che hanno caricato la stand up comedy con l’irriverenza, i vizi e l’ironia facenti parte del codice genetico dei napoletani.

Tutto questo è ovviamente unito all’irriverenza tipica della stand up comedy: una forma di spettacolo che anche in Italia sta prendendo piede e che in quanto a obiettivi della propria comicità non fa sconti a nessuno: sesso, religione, politica.. il tutto condito da riferimenti alla quotidianità intima e da un linguaggio schietto e ruvido, composto da parolacce ed imprecazioni. Non è difficile capire perché si tratti di uno spettacolo che potrebbe non essere adatto a chi non contempla la messa in discussione di certe credenze ed ideologie o a chi fa del moralismo il motivo della propria vita.

La partecipazione all’open mic richiede allora la temporanea abolizione del senso comune, di tutto quell’amalgama di pilastri inattaccabili ed eternamente validi per lasciarsi andare ad una risata liberatoria che, nei tempi odierni e nella stressata vita di ogni giorno, ci viene quasi sempre negata.

Fonte immagine: https://www.facebook.com/events/2260431624282835/

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