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Pirandello al Teatro Comunale di Caserta

Pirandello

Pirandello al Teatro Comunale di Caserta

 

Pirandello al Teatro Comunale di Caserta. Un Pirandello napoletano.

Alcuni anni fa, fui ospite di una rappresentazione intensissima, un allestimento de Il giuoco delle parti di Pirandello; in questa sede ricordiamo quella giornata teatrale.

Lo spettacolo, che si colloca nell’ambito del progetto di Spezzaferri di avvicinare i giovani studenti delle scuole al poliedrico mondo del teatro, presenta fin da subito il personale taglio del regista, mostrando da un lato la versatilità ed universalità della drammaturgia pirandelliana, dall’altro l’accortezza di Spezzaferri nel mantenere e preservare la bellezza dell’opera originale pur scomponendo e rielaborando taluni elementi del testo. A tal proposito, basta citare il principio dello spettacolo che nell’originale pirandelliano si apre con l’allestimento de Il giuoco delle parti.

Nell’adattamento il discorso metateatrale abbandona, per quanto apparentemente, il motivo che ruota intorno al concetto di identità vera o fittizia portato avanti dall’autore proponendo, al posto de Il giuco delle parti, Filomena Marturano di Eduardo De Filippo. Tale modifica, che trova la sua ragione in un ideale omaggio da parte di Spezzaferri al Maestro napoletano, può configurarsi come un’ulteriore forma di appropriazione dell’opera di Pirandello attraverso il transito da Agrigento a Napoli. Modifica che, comunque, non si ripercuote affatto sull’effetto generale della rappresentazione, anzi pare fungere da ponte fra il dramma di Domenico Soriano e il dramma consumatosi nella famiglia dei “sei personaggi in cerca d’autore”.

In linea con l’opera di Pirandello, Paolo Spezzaferri (peraltro interprete del suo adattamento nei panni del padre tra i sei personaggi) mette in risalto uno dei messaggi principali dell’opera: il rapporto tra realtà e finzione, tra il vivere la scena e il recitare la vita, nella cui dicotomia ha ruolo fondamentale l’identità dell’uomo-attore, mostrata al prossimo nelle sue infinite maschere e  celata allo stesso interprete.

Pirandello al Teatro Comunale di Caserta

Viene così a configurarsi, tanto nell’originale quanto nell’adattamento, l’incontro-scontro tra i sei personaggi e gli attori, i quali rispettivamente ambiscono ai ruoli degli altri. In quest’ottica gli attori, da persone reali, nella messa in scena del dramma dei sei personaggi, si ritrovano ad essere mancanti, in quanto semplici interpreti, di quella identità, di quella verità e naturalezza, di cui diversamente sono intrisi i sei personaggi in quanto carichi di esperienza vissuta; una naturalezza che raggiunge le sue estreme e fatali conseguenze con il suicidio in scena de bambino (Francesco Pace), che corrisponde, diversamente da quanto credono gli attori veri e il direttore dello spettacolo, alla vera realtà, e non quella allestita per per lo spettacolo che si preparava in principio d’opera.

Un particolare tecnico che merita di essere evidenziato è la cura delle luci di scena: scomponevano il palco in due ambienti contrastanti, quello dei sei personaggi (illuminato da toni freddi e scuri) e quello degli attori (illuminato da toni caldi e chiari). Questo, oltre ad essere funzionale alla trama dell’opera (condizione, in quel momento, luttuosa dei sei personaggi), rimarca maggiormente quanto detto circa il rapporto antinomico tra verità e finzione, vita vera e rappresentazione fittizia.

Per concludere, l’adattamento di Sei personaggi in cerca d’autore di Paolo Spezzaferri risulta essere uno spettacolo che tiene conto delle varie istanze del pensiero di Luigi Pirandello; inoltre, grazie alla recitazione coinvolgente di tutti gli interpreti della compagnia, è possibile palpare le dense emozioni prodotte sul palcoscenico e offerte al cuore del pubblico trasportato nel limbo tra la realtà e la finzione.

Pirandello al Teatro Comunale di Caserta

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A proposito di Salvatore Di Marzo

Salvatore Di Marzo, laureato con lode alla Federico II di Napoli, è docente di Lettere presso la scuola secondaria. Ha collaborato con la rivista on-line Grado zero (2015-2016) ed è stato redattore presso Teatro.it (2016-2018). Coautore, insieme con Roberta Attanasio, di due sillogi poetiche ("Euritmie", 2015; "I mirti ai lauri sparsi", 2017), alcune poesie sono pubblicate su siti e riviste, tradotte in bielorusso, ucraino e russo. Ha pubblicato saggi e recensioni letterarie presso riviste accademiche e alcuni interventi in cataloghi di mostre. Per Eroica Fenice scrive di arte, di musica, di eventi e riflessioni di vario genere.

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