Rock anni ’90. Viaggio tra le band più famose del decennio

Rock anni '90

Alla scoperta del rock anni ’90 con band e generi che hanno segnato la storia della musica e l’immaginario di tanti giovani di allora.

Il rock, con la sua lunghissima storia, negli anni ’90 non aveva ancora esaurito gli argomenti a sua disposizione. I maggiori gruppi di questi anni affilano chitarre, percussioni e batterie per divenire la voce di tutti quei giovani che nelle rassicuranti e spensierate melodie di Britney Spears e dei Backstreet Boys non trovano risposte allo svuotamento dei loro ideali e delle loro certezze. La conseguenza è la nascita di tanti nuovi generi che hanno lasciato un’orma indelebile nel terreno della musica e che ancora oggi provocano magoni in chi ha vissuto la propria adolescenza nei gloriosi anni del Gameboy, dei pantaloni a zampa di elefante e dei walkman con le musicassette il cui nastro veniva continuamente consumato e che, di lì a poco, avrebbero dovuto lasciare spazio ai lettori CD.

Partiamo allora per questo viaggio nelle estese lande del rock anni ’90, consci che quanto segue non è un esauriente catalogo di tutti i generi e di tutte le band del decennio. Ma speriamo comunque di riuscire a far riaffiorare, a qualche lettore, elegiaci ricordi della propria adolescenza o infanzia.

Rock anni ’90. Il grunge

Tra i generi più importanti del rock di quegli anni c’è il grunge, nato a Seattle sul finire degli anni ’80.

Il nome deriva da grungy, aggettivo gergale che significa “sporco” o “trasandato” e che ben identifica il look con cui si presentavano i gruppi sul palco: jeans strappati, scarpe da ginnastica e camice a quadri. Un abbigliamento sobrio e distante dagli sfarzi a cui gran parte delle rockstar erano abituate e che ben si accompagna alle melodie graffianti, violente e rabbiose e ai testi nichilisti e cupi.

Padri del genere sono considerati i Nirvana, nati nei pressi di Washington, che con Nevermind raggiunsero il successo commerciale spodestando i più blasonati nomi del pop. Merito fu anche del frontman Kurt Cobain, un personaggio che incarnò gli umori di una gioventù svuotata nell’anima e priva di certezze. Emblematico è il leggendario concerto che i Nirvana tennero a New York nel 1993 per MTV Unplugged dove Kurt cantò le versioni acustiche di alcuni brani della band circondato da una scenografia profanamente sacra, fatta di candele e fiori. Quasi un sinistro presagio del suicidio che il cantante, oramai elevato ad icona, avrebbe compiuto l’anno successivo lasciando nello sgomento la moglie Courtney Love e miliardi di fan in tutto il mondo. A portare avanti in un certo modo l’eredità della band è stato Dave Grohl, ex batterista dei Nirvana, che nel 1994 fondò uno dei gruppi più amati e popolari degli anni ’90: i Foo Fighters.

Invece a Seattle, nel 1987, si formano gli Alice in Chains, per volere del cantante Layne Staley e del chitarrista Jerry Cantrell. Le dure sonorità della band richiamano molto il metal mentre i testi dei brani sono introspettivi e spesso riguardano episodi personali della vita dei membri. Non mancano però le critiche spietate alla società come in Man in the box, brano contro il potere dei mass media. Vi sono poi i Soundgarden che nel 1994 raggiunsero l’apice con l’album Superunkown dove le sonorità grunge conferiscono alle canzoni, dai testi enigmatici, un’atmosfera surreale e psichedelica come nella celebre Black Hole Sun in cui il cantante Chris Cornell immagina che il sole si trasformi in un buco nero che distrugge il pianeta.

Non si possono però dimenticare i Pearl Jam, il quarto gruppo facente parte, accanto ai tre sopracitati, di quello che fu definito come “Seattle Sound”. Dai tempi di Ten, album di debutto del 1991, i Pearl Jam si sono contraddistinti per essere lontani dagli stilemi  del grunge non soltanto per il loro rifarsi al rock più classico, in luogo delle ruvide sonorità dei loro colleghi, ma anche per la voce profonda del loro leader Eddie Vedder capace tanto di esplodere in schegge di rabbia come in Jeremy o Even Flow quanto a sciogliersi in momenti armoniosi e nostalgici come in Wishlist e in Black (canzone che lo stesso Eddie canta malvolentieri nei live, poiché è ispirata a una storia finita male).

Rock anni ’90. Il britpop

A discapito del nome il britpop riunisce tutti i gruppi alternative e pop rock inglesi che si erano formati nei primi anni ’90, diversi per influenze musicali. Gli Suede, gruppo considerato padre del movimento, si rifanno ad artisti come David Bowie e Roxy Music e i testi delle loro canzoni sono politicizzati, in aperta opposizione all’ideologia grunge.

Tra le band considerate britpop si annoverano anche gli Oasis, formatisi a Manchester dai fratelli Liam e Noel Gallagher, rispettivamente chitarrista e cantante. La raggiunse la popolarità mondiale grazie al produttore discografico Alan McGee che sotto la sua etichetta (Creation) pubblicò il loro primo album, Definetly Maybe, nel 1994. Le sonorità ruvide che accompagnano l’inconfondibile voce sgraziata di Noel sono un marchio di fabbrica della band.

La carriera degli Oasis è stata segnata anche dalle controversie che hanno alimentato le schiere dei loro detrattori. Queste consistono principalmente nel carattere a tratti spocchioso dei fratelli Gallagher, alimentato anche da conflitti personali tra i due che influenzarono negativamente i rapporti con la band fino allo scioglimento definitivo nel 2009.

Altra band che ha contribuito al successo mondiale del britpop sono i Blur, anche se a partire dal 1997 subirono una drastica evoluzione con l’album che porta il loro nome. Influenzati dall’alternative rock americano i Blur mettono in mostra uno stile duro e cattivo come dimostra il singolo Song 2, celebre per essere stato la colonna sonora di Fifa 98. Nello stesso anno viene pubblicato Ok Computer dei Radiohead, band che unì alle sonorità british elementi provenienti dalla musica elettronica e dal pop-rock

L’alternative rock

Moltissime rock-band di questo decennio, diverse per stile ed influenze, sono state riunite sotto l’etichetta dell’alternative rock.

Gran parte di queste hanno ottenuto un importante successo commerciale come i Red Hot Chili Peppers, formatisi nel 1983 e che negli anni ’90 conobbero maggiore notorietà grazie ai testi del cantante Anthony Kiedis i cui argomenti spaziavano dalla droga al disagio adolescenziale, fino a giungere all’amore e a temi più impegnati. La band è riconoscibile anche dallo stile scoppiettante e ballabile, merito soprattutto del bassista Flea (soprannome di Michael Peter Balzary) e del chitarrista John Frusciante che più volte si è allontanato sia per divergenze artistiche che per problemi legati alla droga e alla depressione.

Anche lo stile degli Smashing Pumpkins, tra le band iconiche di questo decennio, è caratterizzato da una varietà di generi che vanno dall’elettronica al heavy metal, fino a toccare il rock psichedelico con testi di ispirazione grunge che parlano di giovani che si sentono incompresi dal mondo. Importanti sono anche i R.E.M., band originaria della Georgia già attiva negli anni ’80 che negli ultimi decenni del XX secolo firma lavori come Out of Time e Automatic for the People, album con canzoni dallo stile pop rock veloce e incalzante che si alternano a lente ballate e su cui si staglia la voce di Michael Stipe, voce e fondatore del complesso.

Vanno anche citati i The Cranberries, gruppo irlandese che ha saputo affermarsi con uno stile che richiama alle origini celtiche e che alterna dolci melodie a rabbiose invettive come quella di Zombie, brano scritto in memoria dell’attentato a Warrington compiuto da alcuni terroristi dell’IRA. Contributo fondamentale è la voce angelica e dirompente della cantante Dolores O’Riordan, scomparsa nel 2018, che in canzoni come Ode to my family e Fee fi fo in ha rievocato la dolorosa giovinezza, vissuta in una famiglia cattolica dove fu anche violentata da un amico di famiglia.

Punk, metal e rock in Italia

Sempre in questi anni anche i due sottogeneri per eccellenza del rock, il punk e il metal, subiscono importanti cambiamenti.

Se band già affermate come i Metallica contemplarono un cambio di look e stile che non piacque per niente ai fan (soprattutto gli album Load e ReLoad), nello stesso tempo andavano a formarsi anche nuovi generi che attiravano sempre più l’attenzione degli adolescenti.

Uno di questi è senza dubbio il nu-metal, nato a metà degli anni ’90 e che consiste nell’unire le sonorità tipiche del metal a elementi provenienti da altri generi quali rap, musica elettronica, funk e molti altri. I brani sono introspettivi e riguardano temi cari agli adolescenti come i problemi familiari, la depressione, la sofferenza interiore e la ribellione all’autorità.

I fondatori del genere sono i Korn e i Deftones, che ne hanno anche gettato le basi: melodie aggressive e potenti e parti cantate che si alternano a parti in growl. Uno dei gruppi che però viene spesso associato al genere sono i Linkin Park che propongono con  costruiti su una base rap e una vocale, rispettivamente affidate a Mike Schioda e a Chester Bennington. Proprio il cantante dei Linkin Park è stato l’emblema di quel disagio e di quella rabbia provenienti da esperienze personali (visse un’adolescenza difficile, segnata dal consumo di droghe e da molestie sessuali) il cui pesante ricordo lo condusse al suicido il 20 luglio del 2017.

Il punk invece rinasce grazie all’ondata “revival” che riporta in auge diverse contaminazioni passate del genere. È il caso di band come Green Day e Blink 182 che portano al successo il pop-punk, mentre altre come Offspring e Rancid si ersero a portabandiera dei sottogeneri hardcore e ska.

Non si può non concludere questa rassegna citando un po’ di band italiane che negli anni ’90 si formarono in un ambiente strettamente underground e che sono fondamentali per la storia del rock nostrano come Timoria, Litfiba, CCCP, Verdena, Subsonica, Negrita, Marlene Kuntz, Bluvertigo, Prozac+ ed Afterhours.

Immagine in Evidenza: Pixabay

About Ciro Gianluigi Barbato

Classe 1991, diploma di liceo classico, laurea triennale in lettere moderne e magistrale in filologia moderna. Ho scritto per "Il Ritaglio" e "La Cooltura" e scrivo per Eroica Fenice da cinque anni. Amo la letteratura, il teatro, il cinema, le serie TV, la musica, i fumetti e l'arte. Preferisco scrivere piuttosto che parlare, perché sulla carta riesco a dire più cose di quanto non potrei fare con la voce.

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