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Eroica Fenice

Qualcuno volò sul nido del cuculo

Qualcuno volò sul nido del cuculo, il grande cinema al Teatro Bellini

Almeno ci ho provato, vacca troia… Almeno ci ho provato”.
Randle McMurphy

Qualcuno volò sul nido del cuculo (One Flew Over the Cuckoo’s Nest) è uno dei film più celebri della storia della cinema. Diretto da Milos Forman, si avvale della straordinaria interpretazione di Jack Nicholson. Rientra nel ristretto novero, con Accadde una notte e Il silenzio degli innocenti, delle opere ad aver vinto i cinque Oscar principali. Nel 1976 fu premiato come miglior film, per il regista, gli attori e la sceneggiatura. Un en plein che lo proietta di diritto nella storia della cinema.

Qualcuno volò sul nido del cuculo: la trasposizione teatrale al Bellini

Al Bellini tocca così alla settima arte a subire una trasposizione teatrale. L’adattamento del pluripremiato film di Milos Forman è in scena da ieri sera fino al 25 marzo, in una stagione che ha visto il teatro di Via Conte di Ruvo mettere numerose opere letterarie in scena, con un occhio particolare per il lavoro di Dostoevksij grazie alle rappresentazioni di Delitto/CastigoIl giocatore.
Numerose sono le collaborazioni di prestigio che hanno preso parte a questa opera. Lo spettacolo è diretto da Alessandro Gassman, mentre l’adattamento è stato curato da Maurizio De Giovanni: due nomi di spessore che rappresentano l’architrave dell’intero spettacolo. Qualcuno volò sul nido del cuculo vede però la partecipazioni di attori ormai punto di riferimento per la scena teatrale italiana: Daniele Russo e Elisabetta Valgoi in primis, nei panni di Randle McMurphy e dell’infermiera Ratched, Giacomo Rosselli, Emanuele Maria Basso e Alfredo Angelici tra gli altri.

Uno stormo di tre oche, una volò ad est, una volò ad ovest, una volò sul nido del cuculo

Lo spettacolo dunque trova il proprio riferimento più diretto, nell’immaginario collettivo, nel pluripremiato film di Forman del 1975. Opera che però fu basata sul libro pubblicato da Ken Kesey nel 1962, seguita l’anno successivo dal primo adattamento teatrale di Kirk Douglas a Broadway.
L’interpretazione di Jack Nicholson, l’amicizia con il grande capo Bromden, la rigidità della Ratched. Per la prima volta nella storia della cultura pop venivano trattati temi fino ad allora considerato tabù: la pazzia, gli ospedali psichiatrici, le malattie mentali.
Qualcuno volò sul nido del cuculo subisce così una rielaborazione estremamente personale da parte di Gassman. Randle McMurphy diventa Dario Danise e la sua storia e quella dei suoi compagni si trasferiscono nel 1982, nell’Ospedale psichiatrico di Aversa
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L’istrionico attore Daniele Russo conferma la sua crescita professionale e umana con una straordinaria interpretazione dalle molteplici sfaccettature. Dario Danise, così come Randle McMurphy, diviene simbolo di libertà, voglia di scappare da una vita preimpostata e dettata dalle rigide regole della quotidianità. È questo il presupposto sul quale si basa l’intera pièce. I compagni di Danise sono spaventati a tal punto dal momento che c’è fuori dall’accettare di essere sottoposti dal “regolamento” di Suor Luisa. La direttrice dell’OPG di Aversa (nel film miss Ratched, per alcuni metafora della ben più celebre Margaret Thatcher) è interpretata da una strepitosa Elisabetta Valgoi.
Sul valore e la splendida riuscita delle interpretazioni lo spettacolo teatrale ricorda molto il film di Forman. D’accordo sui temi originali, affrontati per la prima volta in una opera pop, ma senza Jack Nicholson e Louise Fletcher a prestare il proprio volto staremo parlando di tutt’altro. Non a caso entrambi furono premiati per l’Oscar, a sottolineare, oltre all’indubbio valore dell’opera cinematografica, la straordinaria interpretazione teatrale di Russo e Valgoi, assolutamente all’altezza del loro ruolo e delle aspettative.
È tutto il corpo teatrale, comunque, a fornire straordinaria prova di sé. Dario Danise e compagni danno l’idea di un gruppo affiatato, unito nonostante le avversità.
Sono numerose le scene memorabili. Come la finta visione della finale dei mondiali, con gli attori a immaginare il gol di Tardelli in assenza di televisione. Fino al tragico epilogo, commovente e riflessivo al tempo stesso. Mauro Marino, Giacomo Rosselli, Emanuele Maria Basso, Alfredo Angelici: tanti sono gli attori che in questo meraviglioso spettacolo meritano. Un cast corale, che si fonde in un unico corpo teatrale, diverte, commuove e fa riflettere. Un plauso, insomma, a Maurizio De Giovanni e Alessandro Gassman, il duo continua la proficua collaborazione dopo la serie I bastardi di Pizzofalcone , presenti entrambi in sala nella sera della prima. È sicuramente da segnalare la scelta geniale di trasporre la vicenda di McMurphy nella Napoli così tanto cara a De Giovanni. Le movenze, i dialoghi, le gesta dei personaggi assumono così un sapore tutto partenopeo.