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Eroica Fenice

Se tocco il fondo sfondo di Simone Schettino

Simone Schettino in “Se tocco il fondo…sfondo”

Non sempre quando si tratta di teatro la finzione prevale sulla realtà. Spesso rappresentazione e verità si sfiorano e si scontrano continuamente fino ad incontrarsi manifestando la forza della messa in scena e lasciando nell’animo dello spettatore i più diversificati stati emotivi. L’effetto immediato dipende dal palcoscenico, dipende dallo spettacolo. Nel caso di “Se tocco il fondo…Sfondo”, in scena al Teatro Sannazaro dal 13 al 22 marzo, sono gli applausi accompagnati da musica e risate continue a confermare il giudizio e l’elogio della platea che partecipa intensamente durante tutta l’esibizione.

Simone Schettino, in “Se tocco il fondo…Sfondo” scritto a quattro mani con Vincenzo Coppola che firma anche la regia, contestualizza energia comica e monologhi inserendoli nel mondo della televisione quale attuale mezzo di notorietà e successo. Comunicativo e come sempre espansivo, Simone Schettino affiancato in scena da Gennaro Piccirillo, Dalal Suleiman, Roberto Capasso, Giuseppe Mosca e dalle musiche di Antonio Annona, rivolge lo sguardo agli artisti emergenti che cercano di raggiungere la celebrità attraverso il piccolo schermo.

Fino a che punto è vero che per diventare “grandi” è necessario entrare nel “piccolo” schermo? Si fonda su questo interrogativo la scelta di vestire gli abiti di Simone (Simone Schettino), un aspirante comico napoletano, che con la speranza di raggiungere il successo partecipa ad una trasmissione televisiva, a metà tra il talent show e il reality, finendo per sottostare ad un gioco avido e basato soltanto sull’apparenza. Simone, napoletano verace e concorrente ignaro, si ritrova a dover mentire e, suo malgrado, a dover dipingere Napoli nei modi in cui spesso viene etichettata da un certo immaginario collettivo.

Simone Schettino è un vero animale da palcoscenico

Il nome del programma condotto da Tony Maniera, magistralmente rappresentato da Gennaro Piccirillo, è “Uno Qualunque”; denominazione significativa se si pensa che vuole rappresentare proprio quei programmi televisivi che accolgono aspiranti celebrità disposte a tutto anche solo per un po’ di visibilità.
Il protagonista, abilmente impersonato da Simone Schettino, accetta di incarnare il peggiore cliché del personaggio briccone, furbo e mascalzone, prestandosi alle manipolazioni del presuntuoso presentatore che gli attribuisce un passato fatto di difficoltà e miseria. Fino a che punto, sorge spontanea la domanda, Simone sarà disposto a toccare il fondo per sfondare?

La comicità di Simone Schettino è capace di muoversi all’interno e all’esterno della scena con battute improvvise e sprazzi di comicità che sostengono perfettamente la rappresentazione di questo spettacolo nello spettacolo. Sketch irresistibili esaminano vizi e virtù dei napoletani, politica, cibo, musica, donne e uomini, provando a dissacrare i luoghi comuni e suscitando continuamente l’ilarità e l’entusiasmo della platea. La scissione tra la vera essenza di Simone e il personaggio che il presentatore cerca di costruire porta alla riflessione sul contrasto tra l’essere e l’apparire, su quello che ci viene mostrato e quello che realmente esiste fuori dallo schermo. Napoli viene sradicata dall’idea preconcetta dell’eccesso e del cattivo gusto che troppo spesso i pregiudizi riducono a stereotipo o impronta da ridicolizzare. Infine riprendendo le parole pronunciate in scena da Schettino, quella raccontata in Se tocco il fondo…Sfondoè la vera Napoli, non quella che loro ci vogliono far credere”.

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